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“Decisamente il mondo avanza”

giugno 4, 2016

Mentre la Senna straripa, loro sono tutti là, all’International Peace Conference, a Parigi. America, Russia, Unione Europea, Onu, Lega Araba; circa 20 Paesi. Sono là a gettare sul piatto ognuno quello che ha. Kerry non ha più nulla da giocarsi. Obama è alla fine del suo mandato, c’è il “rischio” Trump, c’è la recessione, ci sono i contrasti (mai risolti) tra comunità nera e bianca, c’è il fallimento completo delle strategie in Medio Oriente. Quindi Kerry per una volta si rilassa e dice “Voi che cosa avete di bello da proporre?”.

 

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Hollande non ha nulla da proporre, se non il suo disperato tentativo di restare a galla “almeno” in Medio Oriente, dopo che l’Africa sembra essersi stufata del ruolo di “figlio scemo” della Francia, non emancipabile a causa della sua incapacità. Il processo al dittatore del Chad,  Hissène Habré, accusato di crimini contro l’umanità, non si è tenuto a Parigi ma a Dakar. Uno smacco storico per la Francia: “L’Africa deve dimostrare di essere capace di giudicare i suoi propri figli, senza che lo facciano altri. Il processo è molto importante per l’Africa.” ha dichiarato Marcel Mendy, portavoce senegalese delle Chambres africaines extraordinaires (CAE).

Eh ma caro Hollande, se l’Africa è un terreno spinoso il Medio Oriente non è rose e fiori. Non sono i baracconi inutili come questo “summit” di Parigi che potranno segnare né una svolta per la pace, né la tua “rimonta” sulla scena internazionale.

“Solo le parti in causa possono segnare una svolta coraggiosa verso la pace, non possiamo farlo al posto loro” dice Hollande. E allora che ci fai lì, dove siete tutti riuniti meno che i diretti interessati? La Francia prova a ricalcare i metodi che ha impiegato per decenni con l’Africa; dice il ministro degli esteri Jean-Marc Ayrault, “i negoziati diretti tra le parti non avrebbero funzionato”! E tu che cosa hai invece presentato, caro Ayrault, di così nuovo e importante? “Siamo qui per dire alle parti che devono essere loro a decidere, non possiamo farlo noi al posto loro”. Ah ecco! E questo lo dite mentre gli unici assenti sono le parti. Beh sì, la coerenza non è il vostro forte.

 

Ayrault e il ministro degli esteri saudita, Adel al-Jubei

Ayrault e il ministro degli esteri saudita, Adel al-Jubei

 

Quindi a cosa è servito questo summit? A nulla, se non a ribadire chi è che davvero può “vantare” un qualche ruolo di mediazione nel conflitto: Arabia Saudita, Egitto, Giordania e che se mediazione ci dovesse essere, non sarà una inconsistente Europa Unita a svolgerne il ruolo, né un qualunque Paese europeo impegolato su altri fronti, tutti interni, ma il Medio Oriente. E non c’era bisogno di un summit internazionale per far sapere a Israele che l’Egitto è più titolato della Francia a dire la sua in proposito. Ma Hollande ha colto l’occasione per intorbidare un po’ le acque, come se non lo fossero già abbastanza. Ha detto che il conflitto israelo/palestinese porta acqua al mulino di Daesh, fornisce “la scusa” per reclutare nuovi jihadisti. Ecco, ecco qua la spiegazione più semplice da dare al famoso francese “mediamente informato”: i vostri figli si ribellano alla democrazia e alla Repubblica e corrono a tagliare teste in Siria e Iraq? La colpa è del conflitto israelo-palestinese!

Bene, quello che meraviglia è come mai a nessun giornalista sia venuto in mente di chiedere a Hollande che cosa ne pensasse del fatto che un francese sia risultato il vincitore assoluto dell‘Holocaust cartoon contest’, rassegna annuale di vignette negazioniste, organizzato dal regime degli ayatollah a Teheran, proprio in questi giorni e che altri due francesi e un belga si siano distinti con “menzioni speciali” nella gara.

Zeon, cartoonist francese, ha vinto il primo premio con questa vignetta intitolata: Il business dell’Olocausto

 

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Il belga ha ottenuto la sua “menzione speciale” con questa:

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Gli altri due francesi si sono distinti per queste due, una delle quali addirittura mostra un Elie Wiesel che dice “Io sono Faurisson”, il notissimo negazionista

 

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Hollande che ne pensi? Si parla di Shoah e di Ebrei, non di conflitto israelo/palestinese e tre tuoi compatrioti sono talmente piaciuti agli ayatollah da risultare vincitori. Tu che a proposito dell’accordo con l’Iran avevi dichiarato: “E’ un accordo molto importante quello firmato stanotte. Decisamente il mondo avanza” forse non eri tenuto a intervenire con una parola a proposito dei libri di testo per le scuole elementari iraniane che “abituano” fin da subito i bambini allo spettacolo degli impiccati nelle strade

 

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in fondo sono fatti loro, interni. Ma in questo caso ti hanno tirato in ballo caro Hollande, volente o nolente. Come dici? Il concorso è un fatto privato che non ha a che vedere con il governo e sfugge al suo controllo? Ah no no, ti sbagli. Intanto è difficile che qualcosa sfugga al controllo degli ayatollah, ma se è il ministro della cultura a presiedere all’evento difficile sostenere sia stato organizzato “en cachette”.

 

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Caro Hollande riguarda te e il tuo Paese, sei tu chiamato ad esprimerti in proposito; per usare una frase a te cara “non possiamo farlo noi al tuo posto”.

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