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Boicottate e buon appetito!

aprile 20, 2016

Quando mai uno stupido è stato innocuo? Lo stupido più innocuo trova sempre un’eco favorevole nel cuore e nel cervello dei suoi contemporanei che sono almeno stupidi quanto lui: e sono sempre parecchi.
(Ennio Flaiano)

 

Ci sono notizie che riescono a far sorridere anche in questi tempi bui e ne siamo felici. Prendiamola larga, ma non troppo. Israele è il paese dell’agricoltura, dei frutti, dei legumi, delle verdure, dei fiori. Più del 90% di quello che gli israeliani consumano è coltivato in loco e date le dimensioni del Paese stesso possiamo dire che in qualunque regione ci si trovi siamo in grado di rifornirci di prodotti a Km zero.

 

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Tra le colture più importanti le arance, i pompelmi, i mandarini, i pomodori, le patate, le viti, i cereali, i peperoni, le melanzane, diverse varietà di frutta, dalle mele ai datteri, alle banane. E poi i fiori, il tabacco e il cotone. Che la maggior parte del territorio israeliano non sarebbe naturalmente adatto alla coltivazione, lo sanno tutti. Che gli israeliani sono riusciti a coltivare nel deserto grazie all’invenzione, negli anni ’50, dell’irrigazione goccia a goccia – una tecnica che poi hanno esportato nei Paesi africani, per esempio, sempre in lotta con la siccità – anche questo dovrebbe essere noto. Che l’80% dell’acqua utilizzata nell’irrigazione goccia a goccia è riciclata, forse è un po’ meno noto.

 

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La ricerca in campo agricolo non si è mai fermata; sono stati inventati nuovi ibridi, resistenti agli insetti, per limitare al minimo l’uso dei pesticidi; sono stati inventati i “campi verticali” che permettono un risparmio ancora maggiore di acqua.

 

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Il 13% dei prodotti agricoli israeliani esportati è biologico. La Israel Bio-Organic Agriculture Association vigila sulla qualità dei prodotti e le fattorie biologiche sono aperte per accogliere quei volontari stagionali che desiderino fare l’esperienza di vacanze ecologiche  lavorando sul campo e partecipando ai vari workshop. Ci sono anche i “settori di nicchia” come la coltivazione di erbe officinali biologiche che sono altri interessanti aspetti dell’attività agricola. Il risultato di tutta questa passione sono, per esempio, le 300 tonnellate di pomodori annue per ettaro prodotte in uno dei luoghi più inospitali del Paese: il deserto di Arava, 40° gradi in media in estate e meno di 25 mm. di pioggia l’anno!

 

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Bene, e dall’altro lato che c’è? Il BDS e l’Unione Europea. I primi traducono così quello che finora abbiamo cercato di presentare

 

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La seconda “recepisce” la richiesta di “doppia etichettatura” per i prodotti provenienti da una parte di Israele, scontentando comunque i solerti boicottatori che vorrebbero il blocco totale dei prodotti israeliani.

Ma siccome è l’Unione Europea, fa di più: tramite accordi con Egitto e Marocco l’Unione Europea, dal 2013, ha eliminato il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e ittici provenienti da questi due Paesi. Benissimo. La signora Mogherini spiegò che tale misura doveva essere letta come sostegno alle “primavere arabe”, che però in Marocco non ci sono state. Ovviamente l’occupazione del Sahara occidentale da parte del Regno non è stata nemmeno degnata di un fuggevole pensiero, perché si sa: l’unico Paese che si è “meritato” il diritto di essere definito “occupante” è Israele. Del resto in merito all’occupazione marocchina quella parolina – “territori disputati” – non scandalizza nessuno; ma guai a definire così i Territori! Wikipedia ci informa che il Sahara Occidentale è “territorio disputato” tra Marocco, Algeria e Spagna. I sahrawi non esistono. E va bene, ma non è questo il punto.

 

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Il punto è che mentre i prodotti israeliani biologici e di qualità comunque eccellente sono “pubblicizzati” grondare sangue, i prodotti marocchini, egiziani e altri di importazione agevolata il sangue lo fanno grondare a chi li mangia!

La Coldiretti ha pubblicato i risultati delle sue analisi su diversi prodotti agricoli di importazione:

al primo posto i broccoli cinesi, con residui di pesticidi sul 100% dei campioni analizzati (Acetamiprid, Chlorfenapyr, Carbendazim, Flusilazole e Pyridaben); segue il prezzemolo vietnamita (Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide). Poi il basilico indiano, contaminato con Carbendazim, che è vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno. Poi, le melagrane dall’Egitto, fuori norma in un caso su tre (33%), e sempre dall’Egitto  anche l’11% delle fragole e il 5% delle arance, il 15% della menta del Marocco, i peperoncini thailandesi, i piselli del Kenya, i meloni e i cocomeri della Repubblica Dominicana.  Non è cattiveria, è semplicemente che nei Paesi di produzione i pesticidi che in Italia (e probabilmente in quasi tutta Europa) sono da anni fuorilegge perché considerati nocivi per la salute, sono utilizzati legalmente.

Ecco, c’è da augurare buon appetito a chi quando guarda un pomodoro israeliano “vede rosso”.

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From → E in Europa?, Israele

11 commenti
  1. Elisabetta permalink

    Documentato come sempre! Leggo sempre con piacere articoli come questo. Posso chiedere all’autore un articolo sulle ragioni che spingono l’Europa ad essere filoislamica? Devo dire che più leggo, più le spiegazioni mi sembrano insufficienti per dare conto di tale scelleratezza. L’Europa ha vissuto nella sua storia vicende di ogni genere, a volte orribili ma tale smania suicida mi risulta nuova. O no? Anche del piano del Papa non riesco a capire le motivazioni e gli scopi. L’unico dato sicuro è che un piano ce l’ha, da buon gesuita. Grazie per l’ottimo lavoro

    • Grazie dei complimenti. Personalmente non credo proprio che sia una questione di “religione”, di scelta filo-islamica, quella che spinge l’Europa a prendere determinate decisioni. Credo che alla base di tutto (SEMPRE) ci siano soldi e interessi strategici-geopolitici; che siano poi queste strategie lungimiranti o no, realistiche o no è un altro discorso. Non credo nemmeno che la vocazione dell’Europa sia al suicidio, ma semmai alla sopravvivenza, pur boccheggiante. l’Europa ha bisogno di alleanze, di soldi, di affari. E quando si dice Europa non si intende di sicuro solo Italia che ben poco peso ha nelle decisioni globali. Se, per esempio, sono state decise misure facilitatrici in merito alle esportazioni da Marocco e Egitto di sicuro non saranno “a gratis”, per buon cuore. Gli interessi europei nel mondo arabo e in Africa (e per esempio il nord-Africa racchiude in sé entrambe le caratteristiche)sono ancora, a colonizzazione finita, enormi. Sempre a titolo di esempio: ti sembra noto il fatto che la Francia continui a riscuotere delle imposte da 14 paesi africani per i “vantaggi coloniali” lasciati? Lo sai che detti Paesi sono stati obbligati, in cambio dell’indipendenza, ad accordi che li costringono (per esempio) a vendere le proprie materie prime solo alla Francia, anche se ci fossero offerte più vantaggiose da altri Paesi e che solo se la Francia dovesse rinunciare possono rivolgersi ad altro acquirente? Che sarebbero obbligati, in caso di guerra, a combattere a fianco della Francia? Le “tasse coloniali” fruttano alla Francia 500 miliardi di dollari annui; Chirac disse “senza l’Africa la Francia sarebbe un paese del terzo mondo” e non era un modo di dire. Queste sono solo alcune delle imposizioni francesi alle sue ex-colonie, non sono le uniche. Allo stesso modo funzionano paesi come l’Inghilterra e la Germania. Il Papa attiene invece ad un discorso simile ma diverso: il suo “bacino di utenza” maggiore non è di certo in Europa. E gli interessi in “Terra Santa”, come la chiama lui, sono tanti e tutti poco spirituali e molto materiali.

      • Elisabetta permalink

        Questi interessi della Francia in termini di imposte e obblighi da parte di paesi africani non li conoscevo proprio. Grazie

    • cavendish permalink

      Probabilmente si sente in colpa per aver trattato i palestinesi come bestie consegnando le loro terre a stranieri.

      • Va beh povero! Che vuoi commentare a uno come te?

      • Elisabetta permalink

        Mai sentito parlare di “bestie” le cui tasche vengono riempite di denaro a spese dei pirla occidentali, è vero che non si finisce mai di imparare.

      • Cavendish i tuoi commenti non hanno alcun interesse, se ne può agevolmente fare a meno

  2. cavendish permalink

    Cos’è mai “Israele”? Vuoi dire la Palestina forse?

    • Accidenti! Ma sei spiritosissimo! Bravo!Hai vinto il premio commento più stupido degli ultimi mesi. Chissà, magari ti potresti anche superare. D’altra parte a quelli come te che resta se non rosicare? Non preoccuparti, che tu non sappia che cos’è Israele non toglie il sonno a nessuno, ci credi?

      • cavendish permalink

        ahaha io e perchè dovrei rosicare? Non sono io che vivo in uno stato abusivo nato col colonialismo che deve correre nei bunker! 🙂

      • aHAHHA magari, secondo come si mette, nel bunker ci dovrai correre anche tu 🙂 ahahahah che ridere quel giorno!

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