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Libri al rogo? Ma no!

gennaio 3, 2016

Evviva! Un nuovo scandalo colpisce Israele! Yuhm… piatto ricco mi ci ficco! E cosa è successo questa volta? Di cosa si è macchiato nuovamente questo Stato mascalzone tra i mascalzoni? Beh, ha evidenziato il suo razzismo CENSURANDO un libro che parla dell’amore tra una donna ebrea e un palestinese musulmano!

 

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E quindi il libro è stato messo all’indice? Ritirato dalle librerie? Distrutto? L’autrice incarcerata? Ma no, ma certo che no. Gli israeliani possono andare liberamente in qualunque libreria del paese e comprarsi “Borderlife,” di Dorit Rabinyan. Fra l’altro sembra stia vendendo benissimo. Gli studenti possono prenderlo a prestito nelle librerie e portarselo a scuola, e gli insegnanti israeliani possono assegnarlo come compito a casa. Eppure tutti i giornali occidentali hanno titolato “Censura!”
Quindi, cosa è successo? E’ successo che il Ministero dell’Istruzione non ha ritenuto di doverlo inserire tra i libri di testo delle scuole superiori.

E’ una cosa che avviene continuamente in tutto Occidente. Facciamo degli esempi? In America? Brave New World, by Aldous Huxley; Le Avventure di Huckleberry Finn, Il Buio oltre la siepe, di Harper Lee; Il Giovane Holden, di Salinger; Harry Potter; Uomini e Topi di Steinbeck e molti altri, secondo l’American Library Association (ALA) che ha stilato una lista dei top 100 censurati, cioè rimossi fisicamente da qualunque scuola, perché giudicati “non idonei”.
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In Italia? 49 libri di testo messi al bando percé considerati “pericolosi veicoli di teorie” a favore dell’omosessualità.
In Russia, da Lolita alle Avventure di Sherlock Holmes, a Cent’anni di solitudine. Poi In India, un capolavoro come An Area of Darkness, di Naipal insieme a molti altri, ritenuti “pericolosi e offensivi”. Non sono nemmeno da citare le innumerevoli censure dei Paesi arabi nei confronti di libri che vanno da la Bibbia, fino a Salman Rushdie, accompagnate da fatwa che chiedono la morte di chi li ha scritti e di chi si azzardasse a leggerli.
Questo solo per dire che non tutti i libri censurati hanno ricevuto la stessa attenzione di uno che censurato non è stato.
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Con che motivazioni il Ministro dell’Educazione ha ritenuto inadatto il libro destinato alle scuole? Ritrae i soldati israeliani come criminali di guerra sadici” è stata una motivazione. Poi, ritenendo necessario mantenere l’identità e il patrimonio degli studenti in ogni settoree che “le relazioni intime tra ebrei e non ebrei minacciano le distinte identità, “i giovani in età adolescenziale non hanno una visione sistemica che includa le considerazioni in merito al mantenimento dell‘identità delle persone e del significato di assimilazione“; “I ragazzi israeliani avrebbero letto un libro in cui i soldati sono equiparati ai terroristi di Hamas e che descrive una relazione tra un detenuto palestinese  in un carcere di sicurezza e una donna israeliana .
Chi scrive non ha letto il libro e non puo’ che basarsi su ciò che ne viene detto. Sono d’accordo su questa esclusione? No, meglio sarebbe stato, forse, permetterne l’inclusione e eventualmente criticarlo laddove se ne fosse sentita l’esigenza.
Ma la censura, quella vera, che mette al rogo i libri scomodi, è un’altra cosa.
Grazie a UKmediawatch
5 commenti
  1. Michele M. permalink

    Tutto condivisibile, ma mi permetto di segnalare una svista. Nel pezzo c’è scritto: <> Ma “Il buio oltre la siepe” è di Harper Lee, mentre Salinger è l’autore de “Il giovane Holden” (il titolo esatto è questo, non ci sono “avventure”).

  2. Io ho letto che non è stato inserito fra i libri OBBLIGATORI, ossia che qualunque insegnante può benissimo inserirlo nel suo programma, solo che non è obbligato a farlo. Cioè non è equiparato alla Divina Commedia in un nostro liceo classico.

    • Io ho letto che è stato escluso dai curriculum didattici. Poi ovviamente ogni professore puo’ decidere di consigliarlo e inserire la discussione nelle attività scolastiche, ma non è fra i libri “da comprare” obbligatoriamente. Ma la discussione è in merito alle motivazioni: sconsigliato perché incoraggia il “pericolo” dei matrimoni misti o perché mal rappresenta il problema e per farlo si serve di rappresentazioni false dell’esercito e dello Stato di Israele? Tutta la discussione semmai avrebbe dovuto vertere, secondo me, sull’impossibilità di matrimonio laico in Israele che ovviamente non riguarda solo ebrei e arabi, ma chiunque non volesse sposarsi religiosamente. Invece tra le urla “dagli al razzista” e “Israele fascista” si è persa completamente l’idea stessa di questa discussione. E’ stata l’ennesima scorciatoia qualunquista.

      • Il tiro al bersaglio su tzahal tira sempre e l’autrice evidentemente ci teneva a farne un best seller. Poi i nemici di Israele ne tirano fuori tutto quello che vogliono e che così com’è oppure un po’ rimaneggiato può essere utile ai loro scopi.

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