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Dove Babbo Natale è cattivo

dicembre 26, 2015

Come sono andati quest’anno i festeggiamenti del Natale in quei territori nei quali si trovano le “città sante” al cristianesimo mondiale: Nazareth e Beth Lehem? La prima evidenza è che anche quest’anno i turisti sono stati pochi; impauriti da tre mesi di violenze che spesso hanno avuto proprio queste due città come basi di partenza per gli attacchi terroristici, hanno evitato ed hanno scelto altre mète. Ma anche l’anno scorso fu la stessa cosa: dopo cinquanta giorni di attacchi terroristici e missili da Gaza i pellegrini se ne stettero alla larga. Sebbene Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme,  nella sua omelia natalizia abbia invitato a “pensare alle case demolite a Gerusalemme e in Palestina, ai terreni espropriati e agli uomini colpiti dalla punizione ingiusta delle demolizioni collettive”, e abbia fatto venire gli sbrilluccichi di commozione negli occhi di Abu Mazen che assisteva alla cerimonia,  addossando la mancanza di introiti derivanti dal turismo religioso a Israele che “espropria, colpisce e punisce collettivamente”, c’è chi ha ben chiare le cause di questa defezione: Ali Salam è il sindaco arabo di Nazareth. In una intervista ha accusato Ayman Oudeh, della Lista Araba Unita, di fomentare la violenza e l’odio che allontanano i turisti stranieri e israeliani.

 

Del resto non è che faccia proprio allegria vedere l’arcivescovo di Gerusalemme, Atallah Hanna, posare insieme al muftì di Beth Lehem, Sheikh Abdel Majid Amarana, accanto ad un albero di Natale “ornato” dalle foto degli assassini che in questi tre mesi hanno insanguinato le strade di Israele. Non mette di buon umore vero? Anche l’estetica non ne gode.

 

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Quindi, prima considerazione: terrorismo e turismo non vanno d’accordo. Chi pretenderebbe di intascare da tutte e due queste “attività” si illude, fa male i suoi conti.

“L’albero degli assassini” non è stata l’unica pensata palestinese per festeggiare questi “santi giorni”. Consapevoli, o almeno speranzosi, di avere un po’ di attenzione da parte dei media occidentali, alcuni hanno pensato potesse essere una buona idea andare a tirare molotov e pietre a soldati e polizia  travestiti da Babbo Natale. Ghghgh… ti immagini che belle foto verranno fuori? Soldati che si scontrano con innocenti Babbi Natali! Eh si’, il livello di fantasia è questo:

 

 

Mica nulla di nuovo eh? La stessa cosa fecero un anno fa e visto il successo ottenuto hanno fatto il bis.

 

 

Ma chi le organizza queste simpatiche manifestazioni? Perché mica avvengono così, per caso! Bisogna pensarci, organizzarsi, spendere nei costumi, scegliere il momento, tenere pronte le telecamere… un lavoro insomma! Beh le organizzano le Ong “per la pace”. Che non si limitano di certo a questo, specialmente in periodo natalizio. E chi sono queste organizzazioni che “lavorano per la pace” scegliendo questi mezzi? Per esempio Sabeel Ecumenical Liberation Theology Center, che nel suo messaggio natalizio scrive:

Alcune delle potenze occidentali hanno permesso l’ascesa di ISIS e il mondo sta raccogliendo ciò che è stato seminato. Il governo di Israele ha permesso l’emancipazione dei coloni estremisti e molti palestinesi e israeliani sono diventati le vittime. L’occupazione illegale dei territori palestinesi non accenna a diminuire; il desiderio di Israele per la terra e il regolamento edilizio è inesorabile; e la monopolizzazione e giudaizzazione di Gerusalemme continua incontrollata. Tali tragici fatti non possono essere trascurati, ma devono essere affrontati, ammessi, e presi in considerazione….

Eh sì! In effetti l’idea di giudei a Gerusalemme è qualcosa di tragico, inaudito e atroce!

Nel 2012 quelli di Sabeel denunciavano un introito in donazioni di NIS 1,870,203 da parte di, fra gli altri, Diakonia,  Presbyterian Church USA; Presbyterian Church of Canada; United Church of Christ; Canadian Catholic Organization for Development and Peace; Friends of Sabeel chapters in North America, UK, Norway.

Sostengono il boicottaggio e il disinvestimento. Sostengono la “soluzione” bi-nazionale“La soluzione ideale e migliore è sempre stata di prevedere in definitiva uno Stato bi-nazionale PalestinaIsraele Uno Stato per due popoli e tre religioni.” Naturalmente promuovono la teoria secondo la quale i palestinesi sarebbero tanti Gesù reincarnati.  Naim Ateek, direttore di Sabeel, è uno che sostiene che: “La creazione di Israele è un  ricadere nei concetti più primitivi di un Dio tribale esclusivo.” Ateek fu uno dei firmatari dell’infame Kairos per la Palestina. Oltre a predicare l’equivalenza tra stato israeliano e stato di apartheid sud-africano, Ateek ebbe il coraggio, nel 2002, di incolpare Israele per gli attacchi suicidi: “E’ nel crogiolo dell’occupazione che sono stati modellati e formati. E se Israele li etichetta come terroristi, sono, dopo tutto, il suo stesso prodotto.

sabeelE tante altre cosette così.
Altra “associazione per la pace”: la Al Quds University dove è stato allestito l’alberello allegro di cui sopra.
Poi, Kairos Palestine, già citato sopra. Appoggia il boicottaggio, nega le radici storiche e religiose ebraiche di Israele. Tra le loro “produzioni” un opuscolo di “allerta” per il Natale 2015 nel quale, tra l’altro, si legge uno status del cardinale Sabah:
La geografia non è cambiata dai tempi di Gesù Cristo. C’è ancora una barriera di odio tra ebrei e samaritani. Oggi c’è anche una barriera economica e militare oltre a quella di odio. Abbiamo bisogno di essere liberati da entrambi …” E poi Cristo ai checkpoints ecc. ecc. tutta la triste, trita e melensa retorica in salsa catto-araba.

Ripresa da Amos Trust, altro “ente pacifista”, Ong con base in Inghilterra:

Se Gesù fosse nato oggi a Betlemme, i Magi avrebbero trascorso diverse ore in coda per entrare in città. I pastori, pur essendo residenti di Betlemme, avrebbero fatto fatica a pascolare le pecore, perché la loro terra sarebbe stata separata dal Muro ” Parlano di Beth Lehem non come la città violenta che è e che è sempre stata da almeno la prima Intifada, ma così:

Un saluto a voi in questo periodo di Natale dalla piccola città di Betlemme. Questa piccola città, il luogo dove è nato il Principe della pace, continua ad affrontare difficoltà quotidiane. Basta sapere che solo quest’anno, nei bellissimi villaggi circostanti, centinaia se non migliaia di ulivi sono stati bruciati dai coloni israeliani illegali per assolutamente nessuna ragione se non quella di umiliare e danneggiare la fonte di sostentamento di centinaia di famiglie palestinesi.
A proposito della “piccola, ridente cittadina di Beth Lehem” consiglio il bellissimo film “Beth Lehem” del 2013, che racconta gli anni dal 2007 al 2013, durante la guerra Hamas/Martiri di Al Aqsa/Israele. Il quadro che ne esce della realtà di Beth Lehem è un pochino diverso.
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Poi Pax Christi, della quale ormai tutto è già stato detto. Ricordiamo solo questo articolo pubblicato il 4 Gennaio 2012:
 Dalla sezione “parole in primo piano”, Palestina,
Articolo firmato da (fd), pubblicato il 4 gennaio 2012: L’ACCUSA A ISRAELE: SFRUTTAMENTO DELLA SHOAH – NESSUN LEGAME EBRAICO CON LA PALESTINA
L’articolo si apre con un’accusa: nessuno parla del primo olocausto, quello armeno. Il secondo paragrafo cita l’archeologo Israel Finkelstein che sostiene la tesi secondo cui l’industria della Shoah è stata iniziata per zittire chi denuncia i crimini israeliani. Altresì si sostiene che gli ebrei di oggi non abbiano legami genetici coi palestinesi di Palestina. Sotto una struggente immagine di una profuga, si difendono Saddam Hussein e Gheddafi.
Quest’anno Pax Christi ha prodotto un report che calca ancora la mano sul “muro di annessione” e un “BethLehem story” nel quale la fuga dei cristiani dalle città cristiane è imputata ovviamente a Israele.

E poi a pioggia le cartoline di auguri natalizi; quelle di Adalah
adalahDi War on Want, campioni nella campagna di boicottaggio, £1,816,009 di incassi dichiarati nel 2014; cartolina anti-israeliana a modiche 3, 95 sterline
three_wise_men_xmas_cardICAHD, Israeli Committee against House Demolitions, non si sa quanto incassano perché, nonostante sia reato, non hanno comunicato le cifre. Anche i “donatori” sono stati resi noti solo in parte. Hanno scelto la bella cartolina della bambina (palestinese?) in kefiyah. “Pacchetto di cinque solo 5sterline, due pacchetti 9, 3 pacchetti 13… ” and so on.
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 L’inglese PSC, Palestine Solidarity Campaign, tre sterline il pacchetto, sconti per acquisti maggiori
PSC-Xmas-pic-2013-2-211x300If Americans Knew, nome evocativo per un gruppo che si definisce “indipendente” (ahaha) e che tra quelli che chiama “materiali” mettono in vendita articoli come “Uccidere bambini è permesso se sono palestinesi” nel quale si affannano a cercare giustificazioni per la strage di Itamar; oppure “Negare le connessioni nazi-sioniste“; o appassionate difese della politica anti-semita di Helen Thomas; o “La vera storia della creazione di Israele” dove si esplicita il ruolo delle “lobbies sioniste” nel fare pressione sulla politica americana dell’epoca e così via. La loro cartolina è classica, con colori alla colossal Ben-Hur; 7,50 dollari per dieci cartoline
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E il presepino del Bethlehem Bible College, 140 dollari, inclusa la “spiegazione”:
“Questo presepe è stato aggiornato per riflettere il moderno conflitto in Terra Santa, in particolare aggiungendo il muro di separazione al design classico.”
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Invece quei brutti ebrei di Gerusalemme si sono limitati a regalare abeti ai cristiani che li richiedevano
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e ad Haifa hanno fatto un albero più bello di quello di tante città europee, in concomitanza con la tradizionale Festa delle Feste che celebra ogni anno le tre religioni monoteiste.
Holiday of Holidays Festival in Haifa celebrates 20 years

Holiday of Holidays Festival in Haifa celebrates 20 years

Senza chiedere nulla in cambio, senza voler vendere nulla. Poi dicono che gli ebrei sono avari! Buone feste anche a voi!

Grazie a NGO monitor per le info sulle associazioni

 

 

 

9 commenti
  1. Elisabetta permalink

    Ma in Israele non è stata approvata una legge per sbattere fuori queste stramaledette ong?

    • Eh la faresti troppo facile! La legge che era stata proposta avrebbe solo imposto di rendere noti i finanziatori esteri di queste Ong ed è stata tacciata da legge fascista e illiberale, figurati!

      • giuseppe permalink

        quindi non é stata approvata?

      • Guarda, votano oggi. La proposta è dichiarare d’obbligo la provenienza delle donazioni a quelle Ong che ricevono più del 50% dei loro finanziamenti da enti esteri, con una multa per chi non lo facesse.

  2. GeertWilders4president permalink

    E quello (Atallah Hanna) sarebbe cristiano?
    Ma di musulmani fintocristiani con tanto di toga e rettangolino bianco al colletto ne abbiamo anche noi (scandaloso quel prete – non imam – che si scandalizzava più per una bestemmia contro maometto che per una contro Gesù e che sosteneva al Qaida)

    • Non è solo un “cristiano qualunque”; è l’Arcivescovo del Patriarcato Ortodosso di Gerusalemme, quindi un personaggio abbastanza influente, sia politicamente che “spiritualmente”.

      • giuseppe permalink

        Non sono di religione ebraica, ma tutta la mia solidarietà a Israele e all’unica vera Democrazia del Medio Oriente.
        Buon Anno 2016 a voi tutti

      • Grazie, altrettanto e che ci porti un po’ di pace!

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  1. GUARDARSI ALLE SPALLE | ilblogdibarbara

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