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Le tue Chiavi per il Paradiso sono di plastica

dicembre 4, 2015

I bambini, i bambini non si toccano, i bambini sono sacri, i bambini sono il nostro futuro, gli israeliani sono assassini di bambini, gli ebrei sgozzavano i bambini per impastare le mazot con il loro sangue, Gesù era un bambino, il piccolo Aylan, il piccolo Mohammed Al Dura, il bambino, il Bambino…

E’ un mantra, una filastrocca, tanto banale quanto ipocrita.

 

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I bambini sono adatti a scavare i tunnel di Hamas, perché sono piccoli, si muovono agilmente e costano poco. Almeno 160 ne sono morti nei tunnel, come piccoli minatori del terrorismo.

 

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I bambini palestinesi escono di casa con cinture esplosive sotto la maglietta. “Nessuno li obbliga – dice Abbas – lo fanno di loro volontà”

Secondo Amnesty International, “I gruppi armati palestinesi hanno ripetutamente mostrato un totale disprezzo per i diritti umani più fondamentali, in particolare il diritto alla vita, prendendo deliberatamente di mira i civili israeliani e utilizzando bambini palestinesi in attacchi armati. I bambini sono suscettibili di reclutamento per mezzo di manipolazione o possono essere spinti a unirsi a gruppi armati per vari motivi, tra cui il desiderio di vendicare parenti o amici uccisi dall’esercito israeliano.”

 

abdo

Lo Shahid
Porterò la mia anima nel mio palmo e la gettero’ nel baratro della distruzione
E poi, sia la vita che allieta gli amici o la morte, che fa infuriare i nemici.
Giuro! Vedo la mia morte, e affretto i miei passi verso di lei
Giuro! Questa è la morte degli uomini.
E a chi chiede “qual è la morte nobile? Eccola

Poesia inserita nei libri di testo scolastici dell’Amministrazione palestinese:
La nostra bella lingua; per alunni del  7 ° grado, sezione 1, pag. 81.
Nota: questi testi scolastici sono in uso dal 2006.

Farouk Sidr aveva 19 anni, veniva da Hebron; il 29 ottobre ha cercato di accoltellare un soldato israeliano ed è stato ucciso. Basel Sidr era suo cugino; il 14 ottobre aveva accoltellato una persona, a Gerusalemme, alla Porta di Damasco. Era stato ucciso dalla polizia. Ora i ragazzi palestinesi del Liceo Al Rashidin giocheranno un torneo di calcio intitolato a loro nome.

Jibril Rajoub, capo del Consiglio Supremo per lo sport e la gioventù:

“Queste sono azioni individuali (gli attacchi terroristici), tuttavia, necessitano di  coraggio e compostezza... Sono singoli atti di coraggio, e io sono orgoglioso di loro. Mi congratulo con tutti coloro che li portarono a termine .. il combattente, il prigioniero, o il martire, essi sono patrimonio di tutto il popolo palestinese “.

 

child

Sono “atti spontanei” quelli compiuti dai bambini palestinesi che escono di casa, non per andare a giocare ma per tentare di ammazzare un israeliano a caso? Sono le “loro volontà” che li spingono o è piuttosto un ambiente culturale che cinicamente li usa, convincendoli fin dalla più tenera età che “un vero uomo” è un martire, che una ragazza puo’ perfino avvicinarsi al rispetto dovuto a un martire maschio, se riuscirà ad ammazzare almeno un ebreo?

Scrive Bassem Tawil che la questione la conosce bene perché è un palestinese e vive nei Territori:

“I nostri perversi leader non solo incoraggiano i giovani palestinesi a commettere omicidi. Quando questi bambini sono uccisi nell’atto di commettere un omicidio, sia l’Autorità palestinese che Hamas sostengono che che gli israeliani li hanno giustiziati”. Poi chiamano i nostri figli morti, martiri (Shuhadaa), li glorificano e li trasformano in modelli di ruolo per altri bambini perdenti. E alle loro famiglie pagano enormi bonus. “
Usati da vivi e da morti, quanto vale al chilo la carne di un bambino palestinese?

infanzia

Ancora Bassem Tawil:

“Mandano i minori a fare il loro lavoro sporco , ben sapendo che probabilmente saranno uccisi dalle forze di sicurezza israeliane. Come possiamo giustificare noi stessi? Come abbiamo permesso che accadesse questo dei buoni sentimenti che Allah ci aveva dato? Che fine ha fatto il nostro senso morale?

E’ straziante vedere come questi ragazzi siano trasformati in scarti di nessun valore. Sono bambini sacrificati cinicamente da una leadership cinica, che promuove una cultura oscura di omicidio e di morte.

Festeggiamenti per il linciaggio di due soldati, fatti a pezzi a Ramallah, nel 2000

Festeggiamenti per il linciaggio di due soldati, fatti a pezzi a Ramallah, nel 2000

Se i palestinesi hanno davvero  scelto di combattere Israele, perché mandano i bambini a combattere una “guerra santa” invece di combatterla da soli, come fanno gli uomini? Nulla di buono è venuto – né verrà – da queste morti da entrambe le parti. La situazione di Al-Aqsa è “migliorata?” Ora non c’è più “pericolo?

Il fatto è che Al-Aqsa non è mai stata in pericolo. L’agenzia di stampa palestinese ufficiale Wafa, ci dice che gli israeliani hanno liberato topi resistenti al veleno, con lo scopo di far scappare i residenti arabi di Gerusalemme dalle loro case. Come un giornalista arabo seccamente ha scritto: “Non è chiaro come a questi ratti sia stato insegnato a stare lontani dagli ebrei, che si da il caso vivano anch’essi nella Città Vecchia.” Poi è toccato alla gomma da masticare impastata di afrodisiaco dagli israeliani per corrompere i nostri uomini e le donne. E questo ha liberato un metro di terra palestinese? Gli ebrei sono fuggiti, terrorizzati, da Israele? Al contrario; gli ebrei europei fuggono in Israele. Ironia della sorte, mentre gli ebrei sembrano divisi e ognuno sta alla gola dell’altro, siamo stati noi a riavvicinarli.

 

shahid

Ci sono affari che sembrano essere urgenti. In primo luogo, abbiamo bisogno di decidere, e in fretta, se vogliamo davvero un altro conflitto armato con gli israeliani. In secondo luogo, abbiamo davvero bisogno di fare in modo che i nostri figli se ne stiano lontani dai nostri campi di battaglia. Chiunque manda giovani – molti di loro probabilmente con problemi emotivi – ad uccidere e a essere uccisi, è un assassino egli stesso e sarà distrutto alla fine.

La società palestinese sembra regredire verso l’epoca oscura della jahiliyyah, prima che l’Islam ci  portasse la luce. Invece di educare i nostri figli, come fanno in Occidente, a far parte della generazione futura, seguiamo gli esempi dell’Africa più buia, dove i bambini sono armati con Kalashnikov e mandati a uccidere altri bambini. Siamo diventati niente di meglio degli iraniani, che inviavano i  bambini, armati di “Chiavi del Paradiso” di plastica a smantellarei campi minati,  durante la guerra Iran-Iraq. Questi non sono “crimini di guerra”?

Ogni giorno, i nostri figli bevono al pozzo avvelenato di Internet e imparano a decapitare, crocifiggere e tagliare gole. Torniamo alla jahiliyyah e sacrifichiamo i nostri figli e figlie, in nome di Allah, come se Allah fosse una statua pagana su un altare, e dovesse essere placato con il sangue dei bambini. Questa è più o meno la situazione del terrorismo palestinese di oggi. Quelli che trascurano l’educazione dei loro figli hanno bisogno di ricordare che le ragazze senza protezione che escono di casa senza il permesso dei genitori per andare a pugnalare qualcuno,  potrebbero un domani essere il disonore della loro casa. Una tale società non spaventa gli ebrei né chiunque altro. Alla fine probabilmente riusciremo solo a far emergere i fondamentalisti tagliatori di gole e distruggere noi stessi.

 

Satellite

Viviamo in una società malata, nella quale le leggi di auto-conservazione richiedono l’omicidio e la vendetta. Nei giorni di festa, i nostri figli guardano come noi massacriamo le pecore, così si abituano all’uso di coltelli, tagliamenti di gole e sangue che scorre. Vedono video di persone bruciate vive e affogate in Iraq e in Siria. Vedono ISIS. Niente li sconvolge. In Occidente, la morte di un animale domestico, anche un pesce rosso, porta un bambino quasi al collasso. I nostri bambini guardano pecore che urlano nella loro agonia, e non batteno ciglio.
L’Islam proibisce l’uccisione di donne, bambini e anziani, ma i palestinesi ascoltano le fatwa degli islamisti radicali che dicono loro di uccidere comunque purché siano ebrei, anche fossero neonati. Domani saranno soldati” dicono ai palestinesi.

E ora cosa? I nostri leader palestinesi difendono questi minorenni accoltellatori, spiegando che cercano di uccidere i civili ebrei a causa della “occupazione”, o perché “Al-Aqsa è in pericolo” – false dichiarazioni, finalmente messe a tacere da un sondaggio palestinese della settimana scorsa .

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Nonostante i nostri figli siano manipolati ad uccidere se stessi, ci sono ancora i leader di Fatah, come Abbas Zaki, un attivista anziano dell’organizzazione Fatah, che si illude di credere ci sia qualche vantaggio da un’altra intifada inutile o nel cessare il coordinamento della sicurezza con Israele. Lui e quelli come lui farebbero bene a ricordare che, come la maggior parte dei palestinesi sa benissimo, il coordinamento con Israele per la sicurezza  è prima di tutto nel loro interesse. Impedisce all’Autorità palestinese di crollare: protegge i nostri leader dall’essere assassinati per mano di Hamas, come è stato il destino dei leader di Fatah nella Striscia di Gaza. E’ l’unica garanzia che abbiamo per un’eventuale instaurazione di uno Stato palestinese.

Potremmo fare anche bene a ricordare i risultati delle prime due intifada. Centinaia, forse migliaia di palestinesi sono morti, ma gli israeliani non si sono mossi di un metro. Portiamo avanti una  campagna terroristica dopo l’altra, e la violenza non ci porta da nessuna parte e non ci porta nulla – non da Israele e non da parte della comunità internazionale.

Se davvero vogliamo avere il nostro Stato palestinese, possiamo averlo domani. Tutto ciò che dobbiamo fare è cambiare la nostra immagine di terroristi.

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2 commenti
  1. laura permalink

    chiavi di plastica, paradiso di mattoncini di plastica, le vergini sono Barbie di plastica. Come si può pensare che siano atti volontari?
    poveri bambini!
    genitori assassini

Trackbacks & Pingbacks

  1. I bambini assassini | Bugie dalle gambe lunghe

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