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Non solo di ville campa Abu Mazen

agosto 27, 2015

Sembra che la nuova villa che Abu Mazen si sta costruendo, alla periferia di Ramallah, abbia squarciato il velo delle ambizioni “presidenziali” e abbia sollevato domande in merito ai fondi necessari alla costruzione: si parla di 13 milioni di dollari.

abbasvilla

Eppure dovrebbe ormai essere a conoscenza di tutti qual è l’idea di Abbas in merito alla gestione degli “aiuti” miliardari che riceve. Ne parlo’ già Mohammed Rachid, consigliere economico di Yasser Arafat, accusato di avere stornato centinaia di milioni di dollari nel corso di molti anni. Rashid al processo rilancio’, affermando che il presidente Mahmoud Abbas si era arricchito a sua volta, mettendo da parte almeno 100 milioni di dollari, arbitrariamente acquisiti. Yasser, il figlio maggiore di Mahmoud Abbas, detiene la Falcon Tobacco, che si avvale del monopolio sulla vendita, nei Territori palestinesi, delle sigarette fabbricate negli Stati Uniti. Secondo il Toronto Star, Yasser presiede anche il Falcon Holding Group, un conglomerato di imprese palestinesi, proprietaria di Falcon Electrical Company Mechanical Contracting (chiamata anche Falcon Electro Mechanical Contracting Company, o FEMC), un polo di ingegneria creato nel 2000 che dispone di uffici nella Striscia di Gaza, in Giordania, in Qatar, negli Emirati e in Giudea-Samaria. E’ a lui che Abu Mazen pensa come suo eventuale successore: proprio come si addice a un re, se e quando lascerà, il suo posto sarà rimpiazzato dal figlio. Non sfiora nemmeno l’idea che possano essere i palestinesi a decidere chi dovrebbe rappresentarli.

yasser

Secondo un dispaccio Reuters, la società di Yasser Abbas ha ricevuto almeno 1.89 milioni di dollari dall’ USAid, per costruire un sistema di fognature a Hebron. Secondo la biografia di Yasser,  la Falcon Holding Group è anche proprietaria della Falcon Worldwide Telecom Service Company e della Compagnia generale di investimenti Falcon, imprese delle quali si sa molto poco. Grazie alle sue società Falcon, Yasser si vantava con una rivista degli emirati, nel 2009, di realizzare un introito di 35 milioni di dollari all’anno. 

E il gruppo Falcon non rappresenta tutto il suo capitale. La società newyorkese di dati CreditRiskMonitor.com, lo indica presidente della compagnia assicurativa Al-Mashreq, quotata in borsa, 11 uffici  in tutto il territorio palestinese. La società è quotata alla Borsa palestinese 3,25 milioni di dollari. Yasser è direttore della Società Opzione Gestione, progetti di costruzione, che il sito internet della società indica “impegnata in molte opere pubbliche di costruzione (scuole, strade) per conto dell’Amministrazione Palestinese”. Questa compagnia impiega almeno 15 persone nei suoi uffici a Amman, Tunisi, Il Cairo, in Montenegro, e a Ramallah. Beneficia di un sostegno finanziario del governo americano: come Reuters riporta la società ha ricevuto più di 300.000 dollari dall’USAid tra il 2005 e il 2008.

Poi c’è il più piccolo, Tarek Abbas, altrettanto ambizioso rispetto il mondo degli affari. La sua biografia on line  racconta di come abbia seguito le orme del fratello maggiore: stesse imprese del Golfo nelle quali ha lavorato, ed una società di negoziazioni a Tunisi, durante gli anni ’90. Oggi è un imprenditore di successo. La sua impresa principale, Publicité Sky, conta 40 collaboratori e realizza 7,5 milioni di dollari di vendite nel 2010. Ancora una volta, l’impresa ha lavorato con il governo degli Stati Uniti: Reuters riporto’ nel 2009 che Sky ricevette la modesta sovvenzione di 1 milione di dollari dall’USAID per rinforzare l’opinione pubblica verso gli Stati Uniti nei territori palestinesi. Se quello era l’intento, non sembra aver centrato l’obiettivo.

tareq_abbas

Bene, Abu Mazen ha creato un futuro ai suoi figli, come ogni padre vorrebbe, ma lui? Che tenore di vita ha il rappresentante del “popolo martire”?

Il sito Kéfipress ci informa che Abbas spende 10.000 $ per recarsi al suo ufficio. Ci va con un corteo di macchine di scorta che paralizza il traffico di Ramallah, quattro volte al giorno. La Comunità Europa si è accorta (eh ci vuole il suo tempo) che almeno due miliardi di euro sono stati inghiottiti dall’Amministrazione palestinese, tra il 2008 e il 2012. Le Commissioni di controllo della UE hanno inviato loro relatori a Gerusalemme, Gaza e Ramallah per verificare che fine avessero fatto quel bel mucchietto di soldi. Che cosa hanno trovato? Investimenti in favore dei Palestinesi? Infrastrutture? Misure di contrasto alla povertà e alla disoccupazione? Ma no! “Gravi lacune“, cosi’ si sono espressi. “Alto rischio che i fondi finiscano nei canali della corruzione”. Eh si’, alto rischio… Abbas le scarpe se le fa fare in Italia e le paga 25 mila dollari; i palestinesi non hanno gradito.

Abu Mazen in New York 190911

Alcuni anni fa, il Jerusalem Institute of Justice (JIJ) ha condotto una ricerca che ha rivelato come, dalla firma degli accordi di Oslo nel 1995, l’Autorità Palestinese abbia ricevuto 25 volte più aiuti finanziari pro capite (considerando l’inflazione corrente) di quanto i cittadini europei ricevettero con il Piano Marshall, dopo la seconda guerra mondiale.

Durante un’audizione al U.S. House Subcommittee on the Middle East and North Africa, significativamente nominata “Cleptocrazia cronica”, a proposito della corruzione all’interno dell’establishment politico palestinese, il Presidente del Comitato Rep Steve Chabot (R-OH) ha affermato che Mahmoud Abbas ha usato la sua posizione “per riempire le proprie tasche, così come quelle della sua coorte di compari, tra cui i suoi figli, Yasser e Tareq … presumibilmente con le centinaia di migliaia di dollari dei contratti di USAID. ”

Mohammed Dahlan, ex Ministro della Sicurezza di Abu Mazen, dichiaro’ la sparizione di 1,3 miliardi di dollari, da quando il controllo del Palestinian Investment Fund era passato a Abbas.

Palestinian President Mahmoud Abbas attends a news conference about internal corruption in the West Bank city of Ramallah June 26, 2010. REUTERS/Mohamad Torokman (WEST BANK - Tags: POLITICS) - RTR2FRMV

Palestinian President Mahmoud Abbas attends a news conference about internal corruption in the West Bank city of Ramallah June 26, 2010. REUTERS/Mohamad Torokman (WEST BANK – Tags: POLITICS) – RTR2FRMV

 

Scrive il giornalista palestinese Abu Toameh:

Per molti anni i media stranieri non hanno prestato sufficiente attenzione alle storie di corruzione nelle aree palestinesi o all’abuso dei diritti umani o perfino a quello che stava realmente accadendo sotto l’Autorità Palestinese. Hanno ignorato la crescente frustrazione nelle strade palestinesi a causa della cattiva gestione e agli abusi da parte dell’Olp e del suo monopolio sul potere.

La villa, certo, ma non solo.

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