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Detenzione amministrativa? Orrore! Ma solo in Israele

agosto 20, 2015

Che cos’è la “detenzione amministrativa”? E’ una misura cautelativa: in attesa di processo un sospettato è posto in detenzione amministrativa per evitare sia il possibile inquinamento delle prove, sia che si renda irreperibile, sia – in caso di reati per terrorismo – che continui la sua attività in attesa di processo. In quali Paesi è applicata la detenzione amministrativa? Ma solo in Israele e America ovviamente! Ah no?

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In Armenia; HRW accuso’ l’Armenia di averla usata durante le elezioni del 2003, per far tacere gli oppositori. Mai sentito una parola in proposito.

In Australia è usata nei confronti degli immigrati irregolari, conformemente al Migration Act del 1958. Quanti sono i migranti in custodia amministrativa in Australia? Non si sa, a nessuno importa nulla.

Di Burma qualcosa si sa “grazie” al caso di Aung San Suu Kiy, ma l’incarcerazione dell’attivista e di altri 1300 prigionieri politici non è mai stata accostata alla detenzione amministrativa. Si sa solo che a Burma gli oppositori al regime vanno in galera. Punto.

In Cina è pratica comune dal 1949. E’ stata utilizzata per spacciatori di droga o presunti tali, prostitute, e in generale contro tutti quei soggetti considerati “indesiderabili”, ovviamente oppositori politici compresi. In Cina esistono tre forme di detenzione amministrativa: Shourong jiaoyu – detenzione per educazione; Qiangzhi jiedu – riabilitazione coatta dalle droghe; e Laodong jiaoyang – riabilitazione attraverso il lavoro. Quindi in quel Paese la detenzione amministrativa funge da vera e propria condanna, ma senza processo. La Cina, cosi’, tanto per ricordarlo, siede nell’Assemblea per i Diritti Umani al Consiglio delle Nazioni Unite.

L’Egitto la impiega continuativamente dal 1967, principalmente contro l’organizzazione islamista dei Fratelli Musulmani.

L’Irlanda, invece, la utilizza contro i migranti. Da statistiche governative, nel periodo 2003-2004, 2,798 prigionieri si trovavano in regime di detenzione amministrativa. Ai media non deve essere pervenuto.

In Giordania è in vigore dal 1954, applicata a tutti coloro che sono considerati “pericolosi per gli altri”, dai ladri ai possibili assassini. Le donne a rischio di essere vittime di “delitto d’onore” sono “protette” in questo modo, con la detenzione amministrativa! 11,870 detenuti nel 2008, 16,050 nel 2009, 12,345 nel 2010, 11,345 nel 2011.

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In Inghilterra è una misura preventiva usata per anni, in forza al Prevention of Terrorism Act, del 1974.  L’applicazione di questa formula fu alla base della creazione di campi di internamento per prevenzione, in particolare quello di Maze e  della nave-galera Maidstone.

In Italia la detenzione amministrativa è rivolta ai migranti, rinchiusi nei CIE senza reato e senza processo. Eppure chi si scandalizza? Anzi! L’opinione pubblica vorrebbe che questa detenzione fosse semmai a tempo indeterminato.

L’Autorità Palestinese (oh! scusate! Vi ho fatto fare un salto sulla sedia? Dovevo avvertire prima?) applica la detenzione amministrativa a due casi: quelli che l’Autorità palestinese chiama “prigionieri di sicurezza”, sui quali gravi il sospetto di collaborare con le autorità israeliane o siano coinvolti nella vendita di terreni agli ebrei (reato per il quale, è bene ricordarlo, vige la pena di morte) e coloro che l’Autorità palestinese chiama “prigionieri politici”, che sono detenuti per sospetto di appartenenza a gruppi islamici o gruppi di sinistra. I “prigionieri politici” che soffrono prolungata detenzione senza processo sono quasi sempre coloro che sono sospettati di sostegno ai gruppi islamici, Hamas e Jihad Islamica, e la loro detenzione è strettamente legata alle pressioni della comunità internazionale. “Pressioni” molto discrete dato che mai si sente parlare di questo a proposito dell’Amministrazione Palestinese. Non interessa al “grande pubblico”, anzi! Potrebbe indurre a porsi domande che è bene non porsi.

E poi c’è l’America e soprattutto Israele che sono gli unici due paesi dei quali si sente parlare in tono scandalizzato da media e opinione pubblica internazionale.

In Israele la detenzione amministrativa riguarda persone che per loro storia precedente e da indagini certe, siano implicate in atti di terrorismo, possano fiancheggiarlo, possano addestrare terzi al terrorismo, possano fare opera di reclutamento. Si’, Israele deve affrontare il problema terrorismo. In Israele la detenzione amministrativa non puo’ mai sostituirsi alla pena, non puo’ prolungarsi oltre i sei mesi, scaduti i quali puo’ essere rinnovata solo con accordo del giudice, il prigioniero puo’ fare appello.

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Dove sta lo scandalo? Non dovrebbe essere il terrorismo a scandalizzare, quel terrorismo che costringe a difendersi? Ma quando si tratta di Israele ogni considerazione di buon senso va a farsi friggere e il mito prende il posto dei fatti. E che logica seguono questi fatti? Un esempio attuale: Mohammed Allaan. Chi è? Beh dipende dai punti di vista: per la CNN è un “resistente palestinese”, per Israele è un terrorista appartenente alla Jihad Islamiya. E’ arrestato, inizia uno sciopero della fame, come consuetudine. Israele offre la liberazione in cambio della sua partenza dal Paese. Lui rifiuta. Va in coma. Un gruppo di medici appartenenti all’associazione Physicians for Human Rights-Israel, quelli che nonostante si chiamino Physicians hanno più della metà dei loro membri che physicians non sono; quelli finanziati dalla svedese Diakonia, e da  Germania, Svizzera, Danimarca e Olanda;  quelli che sostengono che l’IDF mira deliberatamente ai civili; quelli e altri con la stessa agenda politica, si oppongono all’alimentazione forzata di Allaan, definendola “tortura” e si rifiutano di alimentare con flebo il prigioniero.  Hamas e Jihad Islamica esultano: “Se muore scateneremo l’inferno su Israele”! A quel punto Allaan è rianimato e alimentato artificialmente. Ecco, Allaan non è morto, ma la minaccia resta valida e Israele deve preparare Iron Dome. Questa è la logica che permea i fatti che succedono in Israele.

 

From → Israele, media

2 commenti
  1. Certo! La detenzione amministrativa è una misura largamente usata in quasi tutto il mondo, anche se si chiama a volte con nomi diversi, non si basa sicuramente sulla provenienza “etnico-religiosa”.

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  1. E POI INVECE ALLA FINE FORSE NO | ilblogdibarbara

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