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In Inghilterra, l’odio per Israele entra negli asili

agosto 4, 2015

Una delle domande che di volta in volta ci sentiamo porre e che possono essere qualificate come ingenue o subdolamente tendenziose, a seconda dell’intenzione dell’interlocutore, è: “Perché l’antisemitismo? Perché l’odio per gli ebrei?” Per gli ebrei, e non come qualcuno vorrebbe far credere “per i semiti in generale, anche gli arabi sono semiti”, no! Per gli ebrei, l’antisemitismo riguarda solo loro e lo Stato degli ebrei, cioè Israele. Perché in Europa, quell’Europa che cosi’ tanto ha contribuito al tentativo di distruzione del popolo ebraico, continua a crescere quest’odio?

Scrive Adley Freeman su “Comment is free” del The Guardian:

Il 20 settembre 1943, il mio prozio Alex si accorse, per la prima e ultima volta in vita sua, che l’intelligenza per la quale era sempre stato rinomato in famiglia non sarebbe durata a lungo: fu arrestato a Nizza e inviato nei campi di sterminio.

Alex sapeva cosa lo aspettava lì; suo fratello maggiore Jakob aveva fatto lo stesso viaggio ed era morto ad Auschwitz un anno prima. Così, divelse le assi del pavimento del treno con le sue dita tozze, scivolò attraverso il foro, si sdraio’ sul binario mentre il treno passo’ su di lui e tornò a Parigi, nascosto lungo la strada dai comunisti. Poi aderi’ alla Resistenza, ma non si fido’ mai più della Francia. Più tardi restitui’ la Legion d’Onore della quale era stato insignito per meriti  di guerra, dopo che Charles de Gaulle descrisse gli ebrei, nel 1967, come “elite, prepotente e sicura di sé“.

La Rafle du Vel d'Hiv

La Rafle du Vel d’Hiv

E continua Freeman:

Stanchi delle storie della Shoah? Scusate se vi sottopongo a un’altra “sgradevolezza” ma ho pensato ad Alex questa settimana. Secondo un sondaggio di YouGov, il 45% degli inglesi è d’accordo con almeno una delle dichiarazioni antisemite che sono state loro presentate, per esempio “gli ebrei inseguono i soldi più di altre persone” (approvato da un enorme 25%), o “la lealtà degli ebrei verso Israele li rende meno fedeli alla Gran Bretagna rispetto ad altri cittadini britannici ”

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C’è chi sull’odio per Israele ha costruito la sua immagine,come George Galloway, che ha dichiarato la sua città, Bradford, “israelifrei”, mettendo al bando ogni prodotto di consumo e culturale proveniente da Israele. Ma Galloway, noto per il suo aperto sostegno a Hamas e Hezbollah, non è che la punta dell’iceberg come si suol dire, un esempio eclatante che, restasse isolato, non dovrebbe preoccupare più di tanto.

George Galloway e Ismail Haniyeh, leader di Hamas

George Galloway e Ismail Haniyeh, leader di Hamas

La notizia che molte testate inglesi hanno pubblicato questa settimana, è ben più allarmante dei deliri antisemiti di Galloway: l’Unione Nazionale degli Insegnanti denuncia un programma scolastico di “propaganda politica estremista che promuove la “resistenza” palestinese, imposto negli asili inglesi,  a bambini di tre anni. ”

Il NUT, l’International Union of Teachers,  ha ideato e promosso un pacchetto di risorse didattiche, nell’ambito di un partenariato con Edukid, un’organizzazione che si definisce:

“Un ente britannico riconosciuto di beneficenza cristiana  che aiuta i bambini che vivono in condizioni di povertà e di conflitto ad avere un’istruzione.”

Nut e Eukid chiedono agli insegnanti di approfondire i temi de “l’occupazione, la libertà e la resistenza  dei palestinesi”.
Il pacchetto di risorse, dal titolo “Il mio nome è Saleh”, e un video sono stati lanciati in occasione della conferenza annuale di NUT, nel mese di aprile.
Nella prefazione allo “strumento didattico”, Christine Blower, segretario generale di NUT, spiega che il progetto è stato “ispirato da una visita della delegazione [nei territori palestinesi] nel 2013”.

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Naturalmente la “risorsa didattica” offre una visione a dir poco sbilanciata della situazione. Nel video le immagini di bambini palestinesi aggrediti da “coloni”, sono corredate da testi che non si peritano a citare in causa direttamente gli ebrei, piuttosto che (eventualmente) alcuni israeliani. Tom Wilson, del Henry Jackson Society, un think-tank, ha chiamato il progetto “un’agenda apertamente pilotata” e ha avvertito: “Dobbiamo essere più vigili sulla politicizzazione nelle aule britanniche”. Il video di accompagnamento al pacchetto è stato descritto come “estremamente preoccupante” da Wilson, che ha aggiunto che comporta il rischio di “incitamento alle tensioni tra comunità di fedi diverse nel Regno Unito”.

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“Si tratta di un esempio particolarmente vergognoso di attivismo politico mascherato come una forma legittima di formazione”, ha detto.
“Quando si tratta un argomento così complesso come il conflitto israelo-palestinese, è importante evitare di dare ai giovani un’impostazione distorta e sbilanciata da una parte.”
Sam Westrop, il direttore di Stand for Peace , un think-tank che monitora l’estremismo, ha detto che secondo quanto insegnato ai bambini, la “resistenza” palestinese contro Israele è una giusta causa, la “propaganda politica di NUT è al servizio dell’agenda estremista” ha dichiarato.

Un portavoce del Dipartimento per l’Istruzione, ha aggiunto: “La legge è cristallina: tutti i dibattiti politici a scuola dovrebbero essere imparziali ed equilibrati.”
Un portavoce NUT non ha voluto commentare le preoccupazioni specifiche, ma ha detto: “Noi lavoriamo in partnership con molte organizzazioni, tra cui Holocaust Education Trust, per produrre materiali per le scuole. Abbiamo un primato molto forte sulla produzione di materiali che si occupano di questioni difficili, tra l’antisemitismo e l’islamofobia, l’insegnamento intorno a questioni in Medio Oriente e nella recente agenda Prevent “. Della serie: “Non sono antisemita, ho tanti amici ebrei”!

Il deputato Tory, Andrew Percy ha detto:

“Il tentativo del portavoce NUT di giustificare il loro documento indifendibile con il dire che lavorano con l’Holocaust Education Trust è assolutamente irrisorio. I responsabili per l’educazione dei nostri giovani, come i membri del NUT sono, dovrebbero garantire che i loro materiali didattici siano in equilibrio e completamente privi di messaggi politici. Come ex insegnante di storia, se qualcuno dei miei studenti producesse un lavoro così parziale non si dovrebbe aspettare di vederlo accettato.”

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Come mai l’Europa è ancora antisemita? Sarà bene chiederlo anche ad alcuni docenti? E queste iniziative di istruzione all’odio, possono in buona fede essere chiamate da qualcuno “legittima critica a uno Stato”?

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