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8 Marzo? Non solo mimose

marzo 10, 2015

L’8 marzo non è una “festa” simpatica; come tutte le feste comandate, anche in quel giorno sembra obbligo fare omaggio alle donne di riconoscimenti negati poi tutto il resto dell’anno. E’ anche falsa la motivazione della ricorrenza: non ci fu nessun incendio in una fabbrica americana in quella data. “Un grave incidente in una fabbrica tessile ebbe luogo a New York il 25 marzo 1911, tre anni e alcuni giorni dopo. E questo disastro ha poco a che fare con l’emancipazione femminile e soprattutto non ha niente a che fare con la giornata della donna. ”

In ogni modo la data è rimasta e nel mondo è festeggiata in modi diversi: fiori, cioccolatini, canti di lotta femminili, serate “allegre” fra amiche e cosi’ via. Ogni cultura sceglie il suo modo.

Il Palestinian Prisoner’s Society ha dedicato la Festa della Donna a 20 detenute nelle carceri israeliane.

jail

Venti terroriste, responsabili della morte di decine di civili, causate dagli attacchi terroristici da loro compiuti. La motivazione della dedica l’ha illustrata Lina al-Jarbouni, ex-detenuta per terrorismo, presentata come “personaggio importante per la difesa dei diritti delle donne, nelle carceri israeliane”.

lina-jarbouni

Chi è Lina Jarbouni? Si tratta davvero di una ex-prigioniera politica? Era stata davvero incarcerata per “reati ideologici”? Al Jarbouni è un’araba israeliana, membro della Jihad islamica, contribui’ a pianificare una serie di attacchi terroristici contro cittadini israeliani, fornendo carte di identità israeliane, affittando un appartamento per loro, gestendo le comunicazioni durante la progettazione degli attacchi, coprendo la ritirata degli assassini, armi in pugno e fornendo loro l’accesso ai conti bancari.

Ma è cosi’ romantico chiamare gli assassini “prigionieri politici“! Ahlan Tamimi che mise la bomba alla pizzeria Sbarro, per esempio, attentato nel quale morirono sedici persone, che ora è libera e conduce una trasmissione per bambini alla TV dell’Anp, che politica perseguiva? Kahira Sa’adi, madre di tre figli, che accompagno’ un terrorista a farsi saltare in King Avenue, dove uccise tre persone, che politica affermava? Arrestata disse, come la Tamimi, che l’avrebbe senz’altro rifatto e che essere una shahida (martire) era stato il sogno della sua vita. Wafa Idris che si fece saltare in Jaffa Street o Hanady Jaradats che ammazzo’ 21 persone nel ristorante Maxim’s a Haifa  sono esempi positivi da riproporre, glorificandole? Sono questi gli esempi di donne palestinesi che l’Anp tiene a mostrare al mondo? Sembra di si’. Il giornale dell’Anp, Al Hayat al Jadida, più “sobriamente” esce l’8 marzo con una vignetta “romantica” nella quale una donna palestinese ha sulla faccia una mappa dalla quale Israele è cancellato.

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Chiediamo scusa alle donne palestinesi che di sicuro non meritano di essere rappresentate attraverso queste assassine.

Grazie a Elder of Ziyon

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