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Solo l’Europa resta fedele a Hamas

luglio 27, 2014

Che la si chiami “escalation”, “crisi”, “guerra”, il risultato non cambia: Hamas ha aggredito ancora una volta Israele e l’ha fatto nel momento che ha creduto più favorevole, mentre il Paese era scosso da due tragedie tremende. Il 12 giugno, tre studenti di una Yeshivah, una scuola religiosa: Gil-Ad Shaer, 16 anni, Eyal Yifrah, 19 anni, e Naftali Fraenkel, 16 anni sono rapiti mentre stanno facendo l’autostop per tornare a casa. Due settimane più tardi, nonostante le speranze di tutti, sono ritrovati i loro corpi senza vita. Le indagini dimostreranno poi che furono uccisi cinque minuti dopo essere stati prelevati, mentre ancora erano dentro  la macchina dei rapitori.

Un delitto assurdo, feroce, inutile. Un delitto che ancora resta impunito. E la seconda tragedia, in pochi giorni: il 2 luglio è ritrovato, nella foresta di Gerusalemme, a Givat Shaul, il corpo senza vita del sedicenne palestinese Muhammed Abu Khdeir, di 16 anni, ucciso in modo altrettanto atroce.

All’orrore, questa volta, si aggiunge orrore: sei indagati sono fermati per questo omicidio; sono ebrei israeliani. All’incredulità sopraggiunge la vergogna, il dolore, lo stupore quando tre dei sei fermati confessano l’omicidio: motivi d’odio etnico, motivi nazionalistici, razzismo. L’unica consolazione è l’azione immediata delle forze dell’ordine: i responsabili sono stati individuati in tre giorni. E’ il segnale che da il via a una serie di scontri a Gerusalemme est e nella Giudea Samaria. Scontri che si protrarranno per molti giorni.

Hamas, ritenuto responsabile diretto o indiretto della morte dei tre studenti, sceglie questo momento per cominciare a lanciare una pioggia di missili a lunga gittata su Israele. Rispetto all’ultima crisi, nel 2012, questa volta i terroristi sembrano molto meglio armati: i loro razzi arrivano a Haifa e oltre. Tentano di colpire Tel Aviv, Gerusalemme, Haifa ma anche Ramallah, Nablus, Hevron e una serie di città e villaggi arabi. Solo Iron Dome evita la strage. Israele aspetta e non reagisce. Il mondo ovviamente non da nessuna importanza all’attacco.

Hamas era pronto da tempo, aspettava l’occasione buona, la stessa cosa che successe quando la Seconda Intifada, preparata nei minimi dettagli, scoppio’ come fosse “spontanea” reazione alla “passeggiata” di Ariel Sharon al Monte del Tempio. Questa volta la scusa da presentare a un’opinione pubblica distratta ma sempre pronta ad accettare la malafede di Israele, è stata la “punizione collettiva” alla quale sarebbero stati sottoposti i palestinesi. A quale “punizione collettiva” si riferiva Hamas? Alle indagini sull’omicidio dei tre studenti, indagini che portarono ai fermi di circa 500 persone nella zona di Hevron, e che smantellarono una fitta rete di collegamenti tra i terroristi di Hamas e le loro cellule nella Giudea Samaria.

Sha’ar Hanegev, una casa colpita da un missile

E Hamas sembrava fare di tutto per provocare un’azione di terra. Nonostante le minacce del governo israeliano che intimava ai terroristi di fermare l’attacco, i lanci di missili proseguivano e si intensificavano: la media ormai era di più di 100 al giorno. Le sirene suonavano ininterrottamente in tutto il Paese. I missili che nell’ultima crisi del 2012 colpirono due volte Gerusalemme e una volta Tel Aviv (fermati da Iron Dome), questa volta arrivano a Haifa, a circa 180 km da Gaza e oltre. Perché Hamas sembra volere a tutti i costi un’azione di terra? E’ stata la domanda che si sono posti tutti. Quando un commando di terroristi è sbucato in territorio israeliano, ingaggiando un corpo a corpo con la polizia di frontiera, la fase “di terra” dell’operazione Protective Edge è iniziata.

A Parigi

Ed allora è stato chiaro il motivo per il quale Hamas voleva attirare l’esercito sul suo terreno: centinaia, migliaia di tunnels, scavati sotto Gaza, una città sotterranea, preparata da anni; un sistema di cunicoli attrezzati perfettamente per essere vissuti per mesi, stipati di ogni genere di munizioni. Tunnels costosissimi, solidi, costruiti con il cemento che gli aiuti internazionali e Israele inviavano per costruire ospedali, scuole, asili. Tunnels attraverso i quali far passare i missili da piazzare in moschee, edifici pubblici, asili, ospedali. Per due volte, l’UNRWA è stata costretta a denunciare il ritrovamento di missili nella sua scuola, missili che sono stati restituiti “ai responsabili del governo di unità”. Eh già, il “governo di unità”! E chi è questo “governo di unità”? Non è l’ANP di Abbas, che dopo aver firmato l’ennesima “riconciliazione” con il gruppo terroristico ed averlo elevato al rango di forza di governo, tra i sorrisi compiaciuti di quello stesso Occidente che aveva inscritto Hamas nella lista delle associazioni terroristiche, si è defilato, assente, scomparso. Abbas in tutta questa crisi si è solo affacciato saltuariamente per gridare “Israele assassino” e, con abilità degna di un prestigiatore, due minuti dopo cambiare casacca e accusare Hamas della crisi. Non ad Abbas sono stati restituiti i missili trovati nella scuola. Ed allora resta solo un’ovvietà: l’UNRWA li ha restituiti a Hamas.

I tunnels non si distruggono colpendoli dall’aria, sono profondi fino e oltre 30 metri nel sottosuolo. 38 soldati israeliani, quasi tutti in età di leva, sono morti finora.

La reazione di Israele, come prevedibile, ha svegliato il mondo che dormiva. In tutta Europa manifestazioni a sostegno di Hamas hanno visto i partecipanti darsi a vere e proprie guerriglie urbane: a Anversa, a Sarcelles, a Barbès i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco le città, al grido di “sgozza l’ebreo”.

Negozi di ebrei danneggiati, sinagoghe che hanno rischiato l’incendio, persone costrette a fuggire per non essere fatte a pezzi. “Sgozza l’ebreo”, nella civilissima Europa.

Parigi

Eppure questa volta qualcosa è cambiato. Hamas ha senza difficoltà ammesso di far uso di scudi umani, chiamati “volontari”. Ha impedito alla popolazione di mettersi in salvo, seguendo gli avvertimenti dell’IDF, ha nascosto i suoi arsenali nei posti più popolati della Striscia di Gaza. La sua propaganda ha continuato ad inondare la rete di foto falsamente attribuite al conflitto in corso e i media non hanno potuto fare a meno di denunciarlo. Ma la vera novità è arrivata dal mondo arabo. Sembra essere tramontata l’era della popolarità di Hamas. “Siamo stanchi di voi!” Sembra dire il mondo arabo. “Stanchi delle vostre ricchezze accumulate, stanchi della vostra vigliaccheria che vi fa guardare al conflitto dai vostri rifugi dorati in Qatar, mentre il vostro popolo muore. Perché usate le case dei civili per nascondere le armi? Ve ne state sui vostri aerei lussuosi, con i vostri conti in Svizzera e a Gaza muoiono per colpa vostra. Credete che la gente sia stupida?”

Scrive Abdulah Bin Bijad Al-Otaibi, del giornale a-Sharq al-Awsat saudita: Da quando è cominciata questa stupida aggressione a Israele da parte di Hamas e Hizbollah non abbiamo visto nessuna loro foto sul campo di battaglia. Le uniche immagini di scene di battaglia ritraggono civili, bambini e vecchi. Dove sono i valorosi combattenti? perché non li vediamo in ogni foto di guerra?” Semplice, sono al sicuro in alberghi di lusso.

meshahal

Ali Shaban, cittadino arabo israeliano, volontario nell’IDF, esorta il Primo ministro Netanyahu dalla sua pagina facebook: “Agite! Liberate Gaza da Hamas!”

Dal giornale saudita Al-Hayat, l’intellettuale ‘Abdallah Hamid Al-Din dice: “Gli slogan della resistenza sono vuoti. L’unico modo per vincere Israele è farci la pace. La vera resistenza è resistere alle illusioni e alle false speranze”.

Ibrahim Khraishi, rappresentante dell’Autorità palestinese al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite: “Molti del nostro popolo a Gaza sono apparsi in televisione e hanno detto che gli Israeliani li avevano avvertiti di evacuare le loro case prima del bombardamento. In tal caso, se qualcuno viene ucciso, la legge lo considera un errore piuttosto che un omicidio intenzionale”.

Il vice-direttore del più grande giornale egiziano, Al-Ahram, ha ringraziato il Primo Ministro israeliano su Twitter per le sue “buone azioni” e ha detto: “Possa il Signore mandare sulla Terra un sacco di persone come voi per eliminare Hamas, e i Fratelli Musulmani, fonte di corruzione, inganno e tradimento.” Un altro giornalista egiziano, Hayah al-Dardiri, si scaglia contro Hamas, dicendo: “Il popolo egiziano vuole che le forze armate colpiscano i covi di terroristi nella Striscia di Gaza e distruggano Hamas attraverso dure azioni militari.”

Il Libano non fa eccezione

Il quotidiano Al Jazeera ha proposto un sondaggio ai suoi lettori: La morte dei civili nel bombardamento di Shujayea (quartiere di Gaza, base di Hamas) da parte dell’esercito israeliano è stato definito da palestinesi e Lega araba “crimine di guerra”. Siete d’accordo?

Il 95% dei votanti ha detto NO, il 5% Si’

Associazione Euro-Palestine

I leaders di Hamas si sono detti choccati da queste prese di posizione: Ma come? L’Europa ci appoggia ed è solidale con noi e voi ci attaccate?

Ecco, il sunto di questo Luglio di sangue.

3 commenti
  1. ruskov permalink

    Ha solo dimenticato di citare qualcosa che è intercorso tra l’uccisione dei tre ragazzi e i lanci di razzi di Hamas. Israele ha militarizzato la Cisgiordania, arrestato a caso 500 persone che se non sbaglio sono ancora in carcere senza processo, ucciso una decina di palestinesi, colpito “obiettivi terroristici” nella striscia.
    Dettagli.

    • No, non l’ho affatto dimenticato. 500 persone sono state fermate nell’ambito di un’indagine, esattamente come succede ovunque quando si indaga su un delitto mafioso-terroristico simile. Se dalle indagini risultassero estranei ai fatti saranno rilasciati. Gli obiettivi terroristici colpiti fanno parte del tentativo di distruggere un gruppo che il tuo stato e altri occidentali hanno finora foraggiato abbondantemente, sulla pelle del popolo palestinese che dite di voler tutelare. Una “decina di palestinesi” uccisi non lo sono stati in un tiro al bersaglio: hai mai provato a tirare bombe o sparare su un gruppo di carabinieri? Prova, poi mi dici come hanno reagito, se resti vivo. Dettagli.

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  1. WE ARE THE PEOPLE OF PEACE AND HARMONY | ilblogdibarbara

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