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Ma i calciatori lanciano bombe di solito?

marzo 31, 2014

Eccoci qua, eccoci a sbugiardare la nuova, infamante accusa che ha inaugurato la “stagione primaverile” delle menzogne: i soldati Israeliani sparano VOLONTARIAMENTE nelle gambe dei calciatori Palestinesi per azzopparli.

Ci si tuffano a pesce diversi giornali. In Italia il più accanito è il Fatto Quotidiano:

“Spari israeliani su calciatori della nazionale palestinese: per loro carriera finita
Dopo l’allenamento, Jawhar Nasser (19 anni) e Adam Abd al-Raouf Halabiya (17) sono stati colpiti ai piedi ad un checkpoint in Cisgiordania: rischiano di non poter più camminare”

Orrendo no? La verità qual è invece? Ce la racconta Bob Knot, giornalista investigativo.

“Ho trovato sconvolgente la notizia dei due giovani calciatori Palestinesi, colpiti dalla polizia di frontiera israeliana e le crescenti richieste di vietare a Israele di partecipare alle competizioni internazionali. So dell’idea secondo la quale i sionisti “controllano il mondo” e tutto ciò che ne consegue, non c’è nulla di nuovo, ma ho dovuto comunque faticare per trovare informazioni sull’incidente”. “I media arabi riportarono la sparatoria due giorni dopo che avvenne, dopo di che fu anche sentito un avvocato per il “Ministero palestinese dei detenuti”. Ora, come spesso accade nel mondo delle distorsioni e delle bugie, ci sono diverse notizie contrastanti su questo incidente, tutte trascurano la dichiarazione della polizia di frontiera israeliana.

L’agenzia di stampa Ma’an ha pubblicato due diverse versioni:
“Adam Abd al-Rouf Jamous, 17, e Jawhar Nasser al-Din Halbieh, 19, sono stati attaccati dai cani della polizia dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco su di loro senza preavviso presso il checkpoint al-Zayyem nei pressi di Abu Dis a est di Gerusalemme, il 30 gennaio.
I due erano stati in visita a casa di un amico, quando la polizia di frontiera ha aperto improvvisamente il fuoco nella loro direzione prima di aizzare i cani contro di loro. “(Ma’an News Agency, Sabato 2014/01/02 (aggiornato) 2014/03/02 10:19

Seconda versione:
“Jawhar Nasser Jawhar, 19, e Adam Abd al-Raouf Halabiya, 17, sono stati feriti dai soldati israeliani mentre camminavano verso casa, dopo una sessione di allenamento allo stadio Faisal al-Husseini al-Ram nella centralissima Cisgiordania gennaio 31 “. (Ma’an news Agency, Pubblicato Venerdì 14/02/2014 (aggiornato) 16/02/2014 11:54

Allora l’incidente ha avuto luogo il 30 o il 31 gennaio?
I due tornavano da una visita a casa di un amico, come inizialmente riferito o stavano tornando a casa dall’allenamento?
L’Abu Dis Youth Club si allena a Al-Ram?
C’era in realtà un allenamento al Faisal Al-Husseini International Stadium il 3à gennaio? I due ci parteciparono? E il 31? Erano già in ospedale?
Perché Ma’an ha pubblicato una versione diversa dieci giorni dopo la prima?” Nessuna verifica è stata fatta (ovviamente) prima di pubblicare la notizia; The Nation, Mondoweiss, ed altri scagliano la loro diffamazione e chiedono alla FIFA di cacciare Israele perché il razzismo e la violenza non hanno posto nel calcio. Ma chi sono questi due innocui e innocenti giocatori? E in quali formazioni si allenano? Joher Naser, club del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP)

Joher è molto orgoglioso del suo kit di allenamento e ne condivide felice una foto con i tifosi.

Non manca nemmeno di farsi immortalare e condividere la foto in tenuta sportiva:

 

 

Quando i membri del FDLP vanno a spasso

L’impegno squisitamente sportivo

L’amore di Joher per il suo club non conosce limiti:
“La resistenza è l’unica via per l’unità nazionale, e per liberare la patria ”

Il motto che motiva Joher nella sua squadra: La rivoluzione continua, e la rivolta porterà la libertà e la vita
Ed ecco un allenamento:

Adam Johar è un membro della stessa squadra. Le brigate di resistenza nazionale, il braccio armato del Fronte Democratico di Abu Dis Red Fort inviano un messaggio di incoraggiamento ai due compagni.
Adam è ambizioso, ha investito in uno speciale corso di formazione.

 

johar

 

Quante sono le probabilità che i due siano stati colpiti mentre partecipavano a una rivolta che comprendeva il lancio di bombe incendiarie contro la polizia di frontiera israeliana?
Vediamo. Prima di scommettere, voglio condividere un altro pezzo di informazione sulla carriera calcistica di Joher…

 

Cosa disse la polizia di frontiera?
“Durante l’attività operativa, un gruppo di individui
è stato visto pochi secondi prima di lanciare bombe contro le forze di sicurezza. Quando ha visto la polizia di frontiera, il gruppo ha tentato di scappare e ha di nuovo provato a lanciare bombe contro i poliziotti. La polizia ha seguito il protocollo previsto prima di sparare, cercando di neutralizzare la minaccia. I sospetti sono stati arrestati, e una bomba è stata trovata in loro possesso e disattivata”.

E le ferite? “Dieci proiettili sono stati sparati ai piedi di Jawhar. Adam è stato colpito da una pallottola in ogni piede.
(Dave Zirin il 3 marzo 2014) Hanno loro sparato ripetutamente nei piedi (Annie Robbins il 5 marzo 2014)”

Complete bugie. Ci sono molte foto e video on-line che documentano le loro ferite in dettaglio, ma non una che mostra un infortunio al piede:

“Ginocchia rotte”
Ma tre settimane dopo:
“”Per fortuna i risultati della risonanza magnetica escludono fratture del ginocchio”

“I medici hanno detto che potrebbero essere necessari sei mesi per valutare se Jawhar o Halabiya saranno mai in grado di camminare di nuovo (Copia e incolla Annie Robbins il 5 marzo 2014)
Ecco un paio di foto che sono state inviate a Facebook circa due settimane prima che Zirin e Mondoweiss pubblicassero i loro articoli:

21 febbraio 2014

24 febbraio 2014

25 febbraio 2014

I due “calciatori” si riprenderanno presto e Johar potrà continuare con tranquillità a coltivare la sua ammirazione per uno dei suoi idoli

 

Grazie a Elders of Ziyon, preziosi come al solito

6 commenti
  1. laura permalink

    ma non vanno neppure in galera, sti due “calciatori”?

  2. fesca permalink

    Quasi peggio di un blogger che fa propaganda che non riconosce una citazione di un famoso poeta. E che non contento dello sfoggio di ignoranza,crassa dà all’interlocutore del malato mentale. E poi non consente a quest’ultimo di rispondere, minacciando immaginifiche e surreali denunce.

  3. fesca permalink

    Sì? Prova a vedere nei commenti sul post della morte dell’ “eroe” Sharon. Evidentemente è proprio una sua abitudine dare del malato mentale alla gente e non permettere di controbattere, tanto che non se ne ricorda neanche. Bel metodo, comunque.

    • Ascolta, continuo a pubblicarti (ma è l’ultima volta) anche se dici cose incomprensibili! Chi ti ha dato del malato mentale? E dove non avresti potuto controbattere? Non sei qui pubblicato? Va bene, ognuno ha i suoi problemi. Tanti saluti

      • Per curiosità ho cercato dove avresti commentato e dove ti fosse stata tolta la parola. E ho capito che forse sei quell’intellettualone che firmandosi non fesca ma jesca, aveva sentito il bisogno di commentare la morte di Sharon con queste parole “Sarà laggiù con i suoi degni compari impegnato in orge di sangue e pus.”! E oltre tutto hai anche il coraggio (dopo aver dato prova della tua capacità di dialogo e di riflessione) di offenderti se ti si da del malato mentale??? Guarda, allora faccio il bis e te lo ripropongo il mio commento alle tue parole “Ci ho pensato un po’ prima di decidere di approvare il tuo commento. Deliri anti-giudaici ne ho letti a iosa, non mi fanno particolare impressione. Ma il tuo ha in sé qualcosa di repellente in più. Ho deciso di pubblicarlo, proprio per questo, per mostrare a che punto puo’ arrivare l’immaginario malato di chi si considera, probabilmente, “normale”. In tre parole hai concentrato tutto:l’orgia, ed è ovvio che la tua “mente” vada in quella direzione fantastica; il sangue, che deve essere sempre presente nelle immagini di morte associate agli Ebrei e tu ci hai aggiunto il pus, il marcio, la decomposizione. E’, nel suo squallido ritratto, perfetto per illustrare che cosa deve essere la tua vita, la tua maniera di vederti nel mondo. E’ un esempio importante. Grazie.”

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