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Le parole avvelenate

dicembre 30, 2013

Non è mai abbastanza sottolineare quanto l’uso improprio dei termini usati correntemente dai media nei confronti di Israele siano nocivi, soprattutto per la verità. Certe manipolazioni della realtà sono talmente diventate di uso comune da essere utilizzate perfino dai sostenitori di Israele.

La più comune delle manipolazioni della storia attraverso il linguaggio è la frase che abbiamo imparato a memoria: “Le colonie ebree, situate oltre le frontiere del ’67, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est occupata, impediscono quella “soluzione a due Stati” che fu nel progetto delle Nazioni Unite nel 1947 e che avrebbe realizzato la ripartizione della Palestina tra Palestinesi ed Ebrei”.

Lo facciamo questo giochetto? Ci divertiamo, si fa per dire, a smontare questa frase cosi’ colma di inesattezze in malafede? Da dove iniziamo?

Dalla bugia che nel 47 le Nazioni Unite avessero previsto due Stati: uno per gli Ebrei e uno per i Palestinesi. Falso! Nel piano di partizione Onu, Palestinesi è un termine che non è mai stato usato per descrivere la popolazione che viveva nella Palestina geografica, oltre agli Ebrei. Semplicemente perché il concetto di “popolo Palestinese” apparirà solo dopo la Guerra dei Sei Giorni. Al contrario, nel Piano di Partizione si legge l’esigenza di due Stati, uno ebraico e uno arabo, da assegnare ai due popoli che vivevano nella Palestina geografica.

Sottigliezza irrilevante? Non tanto, visto che una delle posizioni più intransigenti di tutte le Amministrazioni palestinesi è il non riconoscere Israele Stato ebraico.

Poi, come è possibile chiamare “coloni occupanti” quegli Ebrei che vivono a Gerusalemme? Tutta la storia del popolo ebraico ruota intorno alla Città d’Oro, sempre stata mèta di conquista per ogni popolo straniero, spesso non Arabo. Romani, Bizantini, le dinastie musulmane, prima Arabe, poi Turche, i Crociati cristiani, gli Ayubidi kurdi, i Turchi circassi, i Mamelucchi, i Turchi ottomai, tutti hanno tentato di impadronirsi di Gerusalemme, essenza stessa della terra di Eretz Israel.  Due millenni di dominazione straniera durante i quali, ad ogni nuovo invasore seguiva la persecuzione degli Ebrei dalla città, gli omicidi, gli esili. Per due millenni gli Ebrei si sono ripromessi nelle loro preghiere “il prossimo anno a Gerusalemme”, senza che a nessuno mai fosse venuto in mente che un Ebreo nella Città Santa potesse essere chiamato “colono”.  Gli scavi archeologici riportano alla luce evidenti segni della presenza ebraica a Gerusalemme fin dal 1000 avanti l’era moderna.

Che poi non sia mai esistita una regione chiamata Cisgiordania è evidente e anche facilmente intuibile. Giudea Samaria non è il nome biblico della Cisgiordania, come vorrebbero farci credere i media. E’ il nome che è sempre rimasto in uso per indicare quella zona. Nella Risoluzione Onu 181, del 1947, è fatto riferimento alle colline “della Giudea Samaria”. Il nome arabo della zona è Yahuda was-Sāmerah (يهودا والسامرة) che non è altro che la traduzione del nome ebraico Yehuda VeShomron (אֵזוֹר יְהוּדָה וְשׁוֹמְרוֹן), nessun Arabo direbbe mai di vivere in Cisgiordania! Questo fu solo il nome che la Giordania dette alla zona dopo averla invasa.

Dite che sono fatti che tutti dovrebbero conoscere? E’ vero, ma allora perché continuano a mentire e a far credere che solo una minoranza di “coloni” di estrema destra si ostini a chiamare Giudea Samaria quella zona?

Le “frontiere del 1967” poi, non sono state incise né sul marmo né sul terreno. Il termine rappresenta solo il punto nel quale gli eserciti israeliano e giordano decisero un armistizio, nel 1949, senza che questo ovviamente stabilisse nessun tipo di risoluzione territoriale. Le linee armistiziali non sono frontiere formali. Tutto noto, tutto scritto nella storia. Eppure siamo ancora qui, a dover sottolineare l’uso scorretto di affermazioni false, diventate di uso comune.

Grazie a Lee S. Bender e Jerome R. Verlin ed a France-Israel Marseille

9 commenti
  1. Mai troppa la giusta informazione che da questo blog.

  2. L’ha ribloggato su Federazione Sionistica Italianae ha commentato:
    Quando le parole distorcono la realtà

  3. walter white permalink

    Ora c’è una tendenza a millantare la legalità delle colonie israeliane, da tutto il mondo (USA compresi) considerate giustamente illegali. Cosa sono le nuove direttive dell’hasbara?

    • Bzzz bzzz cra cra…. rispondete…. rispondete…. Spectre chiama base…. rispondete….. quali sono le nuove direttive dell’hasbarah? …. bzzz bzzz rispondete….

      Ahahahahha ma davvero, ti sembra il caso di scrivere apposta su un blog per fare questa figura meschina? Ma un po’ di decoro no? Mai? Tutto il mondo “millanta” che le “colonie” (quelle in Abissinia come le chiamavi?) non sono illegali? Ma guarda! sarà senz’altro il potere della piovra giudaica no? Guarda, facciamo cosi’, appena arrivano le nuove direttive dal centro comando dei rettiliani ti avverto! Ci tengo tu sia tra i primi a esserne informato, dopo un commento cosi’ intelligente!

    • Terribile invece la tendenza a millantare spirito critico da parte di un nazista (anche con la falce e martello).

  4. heisemberg permalink

    Mi spiace per te ma che il governo israeliano paghi gente per fare propaganda su internet è assolutamente vero.

    • Si’ eh? Ma allora se è “assolutamente vero” cavolo! dammi un po’ di indirizzi che ne avrei tanto bisogno!
      Non solo, ma già che ci sei, informati un po’ anche di quanto pagano le amministrazioni palestinesi, quella “buona” e quella “cattiva”. A regola con il budget miliardario che hanno a disposizione dovrebbero essere cifre elevate! Mica per nulla, cosi’ ho un paragone da far valere nella contrattazione. In fiduciosa attesa…

  5. giustamente considerate illegali”.
    Sai, io questa mattina mi sono guardata allo specchio senza occhiali, e mi sono vista bellissima. Quindi desidero informare l’universo mondo che io sono giustamente considerata bellissima. Ecco, l’ho detto.

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