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E per finire: i Premi Migliori Reporters Disonesti dell’anno!

dicembre 22, 2013

Fine anno, tempo di bilanci. Come di consueto Honest Reporting  assegna i premi Dishonest Reporting Awards.

Ed ecco i premiati per il 2013:

*Vince il premio Tweet più stupido dell’anno Borzou Daragahi, giornalista del Financial Times. Nel mese di febbraio, gli investigatori bulgari hanno concluso che Hezbollah era responsabile dell’attentato suicida che uccise, nel 2012, cinque israeliani, il loro autista bulgaro, e causo’ il ferimento di decine di altre persone, a Burgas, località turistica del Mar Nero.  Borzou Daragahi ha “suggerito” su Twitter che Israele avrebbe pagato la Bulgaria per dare la colpa a Hezbollah. Complimenti vivissimi! Nemmeno i cospiratori più biechi potrebbero crederci.

*Il Premio Morale distorta se lo aggiudica Amira Hass, editorialista del quotidiano Ha’aretz, con il suo articolo in difesa dei lanciatori di pietre Palestinesi:

“Lanciare pietre è diritto di nascita e dovere di tutti coloro soggetti al dominio straniero. . . Lanciare pietre è un’azione e una metafora di resistenza.” Poi la Hass ha insistito su 972 Mag:

“Il lancio di pietre è un messaggio, e gli Israeliani non lo ascoltano.”

Questo fu il suo commento al ferimento di una bambina di due anni, Avigail Ben Zion, avvenuto non nelle odiate “colonie” ma in piena Gerusalemme ovest e mentre Adele Bitton, vittima dello stesso tipo di attentato, era in ospedale da quasi un anno. Complimenti alla Hass per il suo senso di giustizia.

*Premio Miglior Titolo Fuori di Cervello (USA) alla CNN:

“Diversi razzi da Gaza infastidiscono Israele”

Beh si’, in effetti “diversi razzi” possono infastidire

*Premio Miglior Titolo Fuori di Cervello (UK) al The Guardian:

“Se accettiamo che Israele è metaforicamente autistico, perdiamo ogni speranza di cambiamento”

L’autore, Giles Fraser, ha scritto:

“Ma il rovescio della medaglia di tutta questa prodigiosa maestria tecnologica è una mancanza di empatia, l’incapacità di incontrare lo sguardo o di entrare nella realtà emotiva dei suoi vicini. In questa caricatura di Rain Man , Israele vive in una bolla esistenziale, tagliato da un muro (sia mentale che fisico) che lo circonda.”

Complimenti per aver ricordato un bel film.

*Il Premio Penna Velenosa se lo dividono tre vignette tedesche. La prima è questa:

Nel mese di luglio, il quotidiano Süddeutsche Zeitung, molto popolare, ha scelto questa illustrazione per accompagnare la recensione di un libro di Peter Beinart. Accanto alla nota, l’immagine suggeriva un Israele vorace mostro moderno. Nella didascalia si legge:

“La Germania è servita. Da decenni ormai, a Israele sono date armi e in parte gratuitamente. I nemici di Israele pensano che sia un Moloch vorace. Peter Beinart deplora questa situazione.”

L’artista, Ernst Kahl, aveva preparato questa immagine come illustrazione per una rivista culinaria e fu scioccato di scoprire che il Süddeutsche Zeitung l’aveva utilizzata in un contesto politico. Süddeutsche Zeitung si è scusato, dopo che il German Press Council ha convenuto che l’utilizzo dell’immagine riproduceva stereotipi antisemiti.

Nel mese di agosto, una vignetta apparsa nello Stuttgarter Zeitung raffigurava Benjamin Netanyahu che usava gli insediamenti per avvelenare una colomba di pace. La didascalia si riferiva ad una canzone “Avvelenando Piccioni nel Parco,” di Georg Kreisler, un musicista austriaco-americano, sopravvissuto alla Shoah, che morì nel 2011. (La canzone non ha alcun legame con Israele.)

Sia l’ambasciata israeliana che la famiglia Kreisler protestarono per la vignetta. Il vignettista, Rolf Henn (che va sotto il nome d’arte, Luff) non si èmai scusato.

Il terzo fumetto è stato pubblicato nel mese di novembre, fra tutti i giorni possibili proprio nel 75 ° anniversario della Notte dei Cristalli. Il vignettista Horst Haitzinger, del Badische Zeitung, raffigurava una lumaca con la testa di una colomba, sulla strada per Ginevra, ai colloqui sul nucleare iraniano, con un Benjamin Netanyahu che diceva in un telefono cellulare, “Ho bisogno di veleno per piccioni e lumache .”

 

E con questo salgono a tre le vignette antisemite tedesche per l’anno 2013. Né Haitzinger né gli editori si scusarono.

*Il Premio Capoccione Broadcasting Corporation va alla BBC. 

Nel mese di marzo, gli investigatori delle Nazioni Unite scagionarono Israele dalla responsabilità per la morte di Omar Misharawi, un bambino di 11 mesi, avvenuta nel corso dell’operazione Pillar of Defense, nel 2012. La foto di Omar tra le braccia di suo padre, Jihad Misharawi (lui stesso un cameraman della BBC) divenne un’immagine iconica del conflitto, un simbolo di morti innocenti uccisi da fuoco israeliano. Mesi dopo, l’ONU ha concluso che Omar fu ucciso da un razzo palestinese. La maggior parte dei giornali occidentali riportarono la notizia. Ma nonostante le rivelazioni, la BBC – datore di lavoro di Misharawi – ha proseguito agitando i pugni, sostenendo che la responsabilità israeliana era ancora contestabile. Ecco spiegato l’acronimo BBC: Bullheaded Broadcasting Corp.

*Premio Miglior Crisi di Identità a Newseum.

Chi è esattamente un giornalista? Newseum, il museo di notizie di Washington DC , ha subito una crisi di identità all’inizio di quest’anno quando ha cercato di rendere omaggio a 84 giornalisti uccisi in zone di combattimento. Purtroppo, l’elenco di Newseum dei premiati comprendeva Mahmoud Al-Kumi e Hussam Salama, un paio di agenti di Hamas “al lavoro”, come cameraman di Al Aqsa TV , televisione del gruppo terroristico.

I due giornalisti di Al Aqsa TV

Nella migliore delle ipotesi, Al-Kumi e Salama erano propagandisti alle dipendenze di un gruppo terroristico, nel peggiore dei casi, erano combattenti abili a gestire sia le fotocamere che i kalashnikov. Questo è uno dei punti di polemica tra Israele e gruppi editoriali come il Committee to Protect Journalists, che sembrano definire “giornalista” chi semplicemente guidi una vettura con le lettere TV nastrate al veicolo. Newseum ha saggiamente ritirato i nomi dei due dalla sua commemorazione. Crisi di identità risolta.

*Premio Miglior Creativo Self-Marketing a Fadi Arouri

I lettori occidentali possono essere perdonati per non avere troppa familiarità con la campagna anti-normalizzazione palestinese. Il movimento si oppone alla normalizzazione dei rapporti israelo-palestinesi, in qualsiasi forma – tra cui la politica, il mondo accademico, lo sport, il business, ecc Questo movimento è anche riuscito a legare le mani di Mahmoud Abbas, ma non ha ottenuto nessun  riscontro da parte dei Grandi Media (Forbes è una notevole eccezione ).

Fadi Arouri, un fotografo piazzato a Ramallah, attualmente associato al servizio di notizie Xinhua dalla Cina, è una delle figure chiave del movimento. HonestReporting rilevo’ a luglio come Arouri confondeva impropriamente  le linee etiche tra giornalismo professionale e attivismo politico. In particolare:

1) Arouri organizzava una marcia di giornalisti palestinesi ad un checkpoint in Cisgiordania, in modo da poter fotografare gli scontri con i soldati israeliani. Ecco i risultati su Ma’an news.

2) Arouri ha organizzato una campagna contro la Giornata Internazionale della Libertà di Stampa a Ramallah, semplicemente perché l’evento è stato patrocinato dal consolato degli Stati Uniti.

3) Arouri ha incitato una folla di Palestinesi contro un altro giornalista che stava intervistando persone a Ramallah. HonestReporting ha accertato che il corrispondente del  i24, Mohamed Najib, ha dovuto lasciare per paura di rimetterci la vita.
4) Arouri ha avviato una protesta contro la presenza del giornalista israeliano Yoram Cohen in una conferenza stampa PA.
5) Arouri ha sostenuto una campagna contro l’apertura di un negozio di abbigliamento israeliano a Ramallah.

Approfittando ogni volta per scattare un bel po’ di foto per i suoi servizi. Complimenti!

*Premio Medicina più Amara al The Lancet.

Cio’ che le riviste mediche scrivono su Israele e i Palestinesi è accettato come dato di fatto. Dopo tutto, il grande pubblico non è in grado di identificare o sfatare la disinformazione.

Così è stato quando The Lancet ha accusato i medici israeliani di complicità nel torturare i Palestinesi. L’accusa si basava sulla morte di Arafat Jaradat, un prigioniero palestinese che non è sopravvissuto a un attacco di cuore, dopo che i medici israeliani provarono per quasi un’ora a rianimarlo. L’autopsia israeliana trovo’ costole rotte e lividi sul petto di Jaradat, e The Lancet cito’ il capo patologo della PA, Saber Aloul, che disse che i “lividi sul corpo erano la prova della tortura.” Fortunatamente, Medici contro il razzismo e l’antisemitismo contrastarono la cattiva medicina del The Lancet , sottolineando che un CPR vigoroso provoca quasi inevitabilmente fratture costali e contusioni.

Poco prima della classifica dei Reporting Disonesti, The Lancet ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla sanità palestinese. Tra i contributi, HonestReporting ha smentito diverse relazioni, tra cui:

Uno sguardo a come l’assistenza sanitaria di emergenza palestinese ha risposto agli attacchi israeliani su Gaza, scritto da attivisti di primo piano nel movimento di boicottaggio-disinvestimento-sanzioni.

La ricerca sugli “effetti a lungo termine della violenza politica“, contenente linguaggio subdolo.

Una retrospettiva sul funzionamento Pillar of Defense scritto dal Dr. Mads Gilbert, un marxista norvegese che spacciava teorie del complotto e aveva sostenuto gli attacchi dell’11 / 9.

Uno studio sui difetti di nascita, redatto sulla base di una interpretazione creativa dei fatti.

Questi sono alcuni, solo alcuni, dei “mostri” che siamo abituati a chiamare informazione. Buon anno nuovo!

4 commenti
  1. kalen permalink

    E in che modo la vignetta della lumaca sarebbe antisemita?

  2. Articolo interessantissimo: buon anno nuovo a te, chiunque tu sia! 😀

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