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“… magari un giorno si stancheranno e se ne andranno in Giordania.”

dicembre 6, 2013

Scrive in un commento un nostro lettore, a proposito dei fantomatici “accordi di pace”, quelle discussioni cioè che dovrebbero portare a confini certi per Israele e per un eventuale, futuro Stato Palestinese; quegli accordi che Abbas tenta i tutti i modi di evitare, continuando il giochetto proposto da cinquant’anni dalle leadership palestinesi: alzare continuamente la posta per evitare qualsiasi normalizzazione:

“Cioè quindi i palestinesi si dovranno accontentare del 39% di un territorio già arido e senza sbocco sul mare. Ovviamente di Gerusalemme est manco a parlarne e il futuro eventuale stato dovrà essere smilitarizzato. Il che vuol dire: status quo, che magari un giorno si stancheranno e se ne andranno in Giordania.”

La Valle del Giordano

Difficile dire se questa visione favolistica della realtà sia o meno popolare, difficile stabilire in modo certo, come sia stato possibile tramutare una storia di conflitto in una novella nella quale i “Cenerentoli” Palestinesi sono costretti dalla Matrigna cattiva a lasciare un giorno la loro “terra storica” e trasferirsi altrove, in massa. Da dove cominciare? Forse dal ruolo che la Giordania ha avuto nella storia del conflitto.

Nel 1923 , gli Inglesi divisero la parte chiamata  “Palestina” dell’impero ottomano, cioè tutta Eretz Israel, in due distretti amministrativi . Gli Ebrei furono autorizzati soltanto alle terre a ovest del fiume Giordano . Gli Inglesi respinsero quindi il 75 % della proposta originaria avanzata dagli Ebrei e formarono una nazione arabo-palestinese chiamata Trans -Giordania, (“attraverso il fiume Giordano ” ) . Questo territorio, a est del fiume Giordano, fu assegnato all’Emiro  Abdullah dell’Hijaz , Arabia Saudita, cioè nemmeno un arabo – palestinese. Questa porzione della Palestina fu ribattezzata Trans -Giordania . La Trans -Giordania fu poi nuovamente rinominata ” Giordania” nel 1946 . In altre parole ,  i 3/4 della parte orientale della Palestina furono rinominati due volte , cancellando ogni legame con il nome “Palestina ! ” L’idea di tale divisione fu quella di dare agli Arabi palestinesi una patria . Il restante 25 % della Palestina (ora ad ovest del fiume Giordano ) sarebbe stata la patria Palestinese Ebraica.

Gli Arabi non accettarono mai questa partizione; gli attacchi contro gli Ebrei non ebbero mai fine. Il pogrom di Hebron del 1929 ne fu un sanguinoso capitolo. Gli Inglesi decisero di “chiudere un occhio”, ma anche tutti e due, non riuscendo a domare le rivolte ( e forse, non avendone nessuna intenzione) e soprattutto in seguito alla scoperta di enormi giacimenti di petrolio in tutto il Medio Oriente. Fu nel 1948, a poche ore dalla proclamazione dello Stato di Israele, che la Giordania sferro’ il primo attacco, insieme a Egitto, Siria, Libano, Iraq, Arabia Saudita e Yemen. 

Il risultato di questa guerra, persa dagli alleati Arabi, furono circa 500.000 profughi Arabi e più di 800.000 Ebrei cacciati dai Paesi Arabi nei quali avevano vissuto da secoli. Alla fine della guerra, la prima combattuta dallo Stato Ebraico, il territorio che avrebbe dovuto costituire lo Stato Arabo, fu “eroso” dall’Egitto che occupo’ Gaza e  dalla Giordania che occupo’ la Giudea Samaria (West Bank) e Gerusalemme, l’anno successivo. La Giordania assegno’ la cittadinanza ai Palestinesi che vivevano nel territorio.

Dal 1949 al 1967, la Giudea Samaria, Gaza e Gerusalemme furono completamente sotto il controllo arabo . Finché Israele non rioccupo’ le terre perdute, con la Guerra dei Sei Giorni, nessuna istanza indipendentista provenne da parte araba-palestinese. Questo brevissimo riassunto sarebbe già sufficiente per capire che quello che impropriamente è chiamato “conflitto israelo/palestinese”  si è invece svolto ben oltre quell’ambito territoriale ristretto e che sarebbe più appropriato parlare di “conflitto arabo/israeliano”.

Re Abdallah I di Giordania

L’Emiro Abdallah fu poi ammazzato da un Palestinese, nel 1951, mentre assisteva alla preghiera del venerdi’, nella moschea di Al Aqsa. L’assassino disse di aver agito per paura che il re volesse trattare una “pace segreta” con Israele. Hussein di Giordania, suo nipote, prese il trono dopo che suo padre, Talal I bin Abdullah, figlio di Abdallah I, fu costretto ad abdicare a causa di una sua presunta malattia mentale. Hussein era presente quando suo nonno fu assassinato e rimase ferito nell’attacco. Durante il suo regno si svolsero le fasi più importanti del conflitto arabo/israeliano. Non deve essere stato facile per lui barcamenarsi tra il cercare di non perdere la credibilità presso la Lega Araba e difendersi dai gruppi Palestinesi armati, costituitisi all’interno del suo Paese, che cercavano di minare il suo potere. Il tentativo di rivolta del 1966 fece seriamente vacillare il suo trono. Ma fu durante Settembre Nero, tra il settembre 1970 e il luglio 1971, che l’Olp mise in serio pericolo la sua monarchia. Arafat aveva mire ambiziose: governare la Giordania. Aveva dalla sua quel Hafez Assad che stava preparandosi al colpo di stato in Siria.

Re Hussein di Giordania

La guerra tra truppe giordane e Olp fini’ con l’espulsione dalla Giordania del gruppo terrorista, compresa la sua leadership, in Libano. La Giordania ha sempre avuto a cuore la sicurezza dei suoi confini ed ha cercato di prevenire la nefasta possibilità di una rivolta palestinese contro il potere Hashemita. E ora a che punto siamo?

Ora, la Giordania di Abdallah II sta facendo pressioni affinché gli Stati Uniti accolgano la richiesta israeliana di mantenere una presenza militare di sicurezza nella Valle del Giordano. Il governo di Amman considera di fondamentale importanza la presenza di Tzahal al suo confine e vedrebbe anche di buon occhio la costruzione di quella “barriera di sicurezza” della quale si ventilava la proposta.

Quindi “…magari un giorno si stancheranno e se ne andranno in Giordania” caro lettore? Ogni volta è necessario riassumere la complessità della situazione medio-orientale?

11 commenti
  1. sulley m. permalink

    Addirittura un post intero! Quale onore! Io non sono uno storico (a parte poi che esistono seri storici israeliani che contestano la versione israeliana da libro Cuore). Io so solo che il territorio per la Palestina si erode sempre più, e se continua così tra qualche decennio non ci sarà alcun territorio. E so anche che non sono i palestinesi a costruire colonie illegali in Israele ma il contrario. Ora, se persino gli USA affermano che le colonie sono illegali e illegittime qualcosa vorrà pur dire, non credi? E cmq io non sono anti israeliano. Credo che abbia il diritto di difendersi come meglio crede quando attaccata e ovviamente il diritto di esistere ma entro i confini assegnati dalla comunità internazionale, non in fantomatici territori vinti in guerre difensive (che poi si dovrebbe spiegare come si conquistano terre in guerre difensive). E in ogni caso molti israeliani la pensano esattamente come me. Quindi non ergerti a portavoca di Israele. Caso mai saresti il portavoce degli israeliani di estrema destra. Ripeto: Israele è una grande nazione ma la politica delle colonie è indifendibile, e non porta che danni al Paese.

    • No ma guarda, nulla di particolare, di solito funziona che se un lettore solleva un argomento che crediamo interessante , lo trattiamo, tutto qui. Sinceramente non ho mai letto una “versione israeliana da libro Cuore” , anzi! Mi sembra che la storia del Paese sia tutt’altro e che ne siano ben coscienti sia arabi che israeliani, forse per gli italiani è diverso, non so. Bene, vedo che comunque, nonostante il post “dedicato”, o non l’hai letto o non ti ha suscitato nessuna domanda o riflessione. Il fatto che anche i palestinesi costruiscano, pur senza aver nessuna terra definitivamente assegnata, non ti tange. Ora che ci hai fatto sapere che, ovviamente, hai tanti amici israeliani che la pensano come te e che sai perfettamente inquadrare il mio pensiero (addirittura estrema destra! ahahahahaha) ti saluto e ti annuncio che lo spazio a tua disposizione è finito. Sai, discutere mi piace ma con chi mi appiccica etichette non mi diverte. Tante buone cose

  2. Aggiungo un paio di precisazioni. La prima è che io sono cresciuta sentendo parlare di “conflitto arabo-israeliano”: quando è cominciato si chiamava così, arabo e non palestinese, perché il “popolo palestinese” non era ancora stato fabbricato; c’è per esempio un articolo di un giornale egiziano del 1964 a proposito di come i capi arabi siano stati gli unici responsabili del problema dei profughi, che parla di “arabi di Palestina”, il che è perfettamente logico dal momento che col termine “palestinesi” si erano sempre intesi – e si intendevano ancora a quella data – gli ebrei. E inoltre ponendo prima il termine “arabo” e poi “israeliano”, essendo ancora perfettamente chiaro, all’epoca, da dove era partito il conflitto. La definizione “conflitto israelo-palestinese” è nata nel 1967, quando un intero secolo di storia è stato saccheggiato e capovolto. Sempre a quella data risale la fabbricazione del mito di “Gerusalemme terza città santa dell’islam”: fino a quel momento a nessun musulmano al mondo era mai passato per la testa che Gerusalemme avesse una qualche importanza per l’islam; c’erano le moschee, certo, così come se n’erano in ogni parte del mondo, senza che a nessuno venissero in mente attribuzioni di santità. Solo quando Israele ha liberato la parte di Gerusalemme illegalmente occupata dalla Giordania nel 1948 (cacciandone tutti gli ebrei che ci vivevano, alcuni ininterrottamente dai tempi della Bibbia, devastandone sinagoghe e cimiteri, vietando l’accesso ai propri luoghi santi a tutti gli ebrei del mondo – non solo quelli israeliani – e limitandolo sensibilmente ai cristiani) hanno fabbricato la storiella come pezza d’appoggio alle proprie pretese.
    La seconda riguarda l’OLP che significa, come tutti sanno, organizzazione per la liberazione della Palestina. Credo che il 99,99%, per tenermi bassa, delle persone interrogate in proposito, risponderebbe che il suo scopo è di liberare i cosiddetti “territori occupati”, ossia Gaza e Giudea e Samaria, aka Cisgiordania, aka West Bank. Il fatto è che l’OLP è nata nel 1964, e i cosiddetti territori occupati sono stati occupati da Israele nel 1967; nel 1964 quei territori erano occupati rispettivamente da Egitto e Giordania, ma non era contro di loro che combatteva l’OLP bensì, anche allora, contro Israele. E l’unico territorio “occupato” da Israele, nel 1964, era lo stato di Israele. Questi sono i fatti; se qualcuno preferisce invece le favolette, provveda almeno a non tentare di venirle a raccontare a noi, che i fatti li consociamo.

    • Ma sai, come avrai letto nel commento precedente, c’è chi è convinto che sia la “comunità internazionale”, l’Onu, cioè Siria, Bahrein, Afghanistan, Cuba, Egitto, Iraq, Libia, Giordania, Kuwait, Pakistan, Tunisia, Turchia ecc a decidere quali devono essere i confini di un Paese. C’è chi lo trova logico. Chi invece ne dubita è “sicuramente di estrema destra”.🙂

      • La cosa grandiosa poi è che quelli ti sparano regolarmente la 242, facendo finta di conoscerla, e poi, subito dopo, ti sparano i “confini internazionalmente riconosciuti”. Che se non ci fosse di mezzo una tragedia ci sarebbe davvero da spanciarsi.

  3. sulley m. permalink

    Secondo me la discussione è interessante. Se cmq non vuoi pubblicare… il blog è tuo. Io non ho detto che sei di estrema dx, ma che ti fai portavoce delle istanze dell’estrema dx israeliana, il che non fa di te un fascista. Non capisco quale sia la pietra dello scandalo. Ovviamente esistono variazioni interindividuali ma in genere la sx israeliana è contro le colonie, la dx è a favore, l’estrema dx ne fa una questione cruciale. Lieberman non è forse di estrema dx? Come lo definiresti? Un socialdemocratoco? Un moderato di centro dx? Infine l’ironia sul fatto di non essere anti israeliano… sono sicuro che sei molto più intelligente: non è possibile criticare le colonie senza essere anti israeliani? Una cospicua fetta di israeliani sono anti israeliani? Che ci azzecca il sarcasmo?
    Saluti.

    • Eh beh, tu hai testualmente detto che non devo credere di rappresentare gli “israeliani” (tra i quali tu hai – come tutti sembra – amici) ma semmai solo l’opinione dell’estrema destra. A casa mia questo significa classificare come di “estrema destra” opinioni che sono invece state sostenute da giuristi di fama internazionale, non di sicuro al soldo dell’estrema destra israeliana. Tu la fai troppo facile dall’inizio, e te l’ho detto subito. Capisco che la mentalità italiana sia “tarata” in modo da trasformare ogni discussione in una corrida nella quale ci sono i “buoni” da una parte e i “cattivi” dall’altra, ma non è un modello applicabile al mondo intero. Gli israeliani sono favorevoli in massima parte alla regolamentazione degli insediamenti, sia per questioni di praticità sia per mettere un fine alle polemiche mondiali, cosa che personalmente dubito molto. Il biasimo contro Israele non è di certo iniziato con le “colonie”. Il sarcasmo deriva dal fatto che chi ragiona come te cerca di dare una parvenza “logica” a tesi che non ne hanno: c’è ancora gente che considera Gaza “occupata”, nonostante non ci si trovi un israeliano nemmeno a cercarlo con il lanternino e nonostante nessuno si sognasse di definirla cosi’ nel periodo dell’occupazione egiziana. ” non è possibile criticare le colonie senza essere anti israeliani?” Certo! Tutto è possibile una volta che si sia stabilito di che cosa si parla. Saluti

      • sulley m. permalink

        Non ho amici israeliani, dai sondaggi della jewish library che ti ho linkato si evince che quasi metà degli israeliani è contraria alle colonie. Tutti i paesi del mondo considerano illegali le colonie. Il maggior alleato di Israele considera le colonie illegali. Anche qiesti sono fatti. Che la maggior parte di esse saranno sgomberate in futuro è inevitabile, per questo non capisco proprio il senso del progetto, se non come punizione per i palestinesi.

      • Capito perché dicevo “il tuo spazio l’hai avuto, ora basta”? Perché potremmo stare qui a discutere cent’anni e per te sarebbe lo stesso. Quando dici “quasi metà degli israeliani è contraria alle colonie”, hai idea a quali “colonie” si riferiscano? Non credo. Per te sono tutte “colonie”, come per alcuni movimenti arabi anche Tel Aviv è “territorio occupato”. Diverse cose non capisci, mi sembra; diverse altre non le sai. Eppure, non pretendo che questo blog sia esaustivo dell’argomento pero’ qualcosa ci potresti trovare, anche in merito alla definizione di “colonie”. Ti sembrerà impossibile, ma ci sono stati insediamenti che sono stati ritenuti illegali da Israele; altri legali. E non dalle “ultra destre”, dai giudici che formano uno dei sistemi giuridici migliori al mondo (tali ritenuti all’unanimità, non da me). Facciamo cosi’, dai un’occhiata più serena agli articoli che trattano l’argomento e prova magari a pensare se ti verrebbe in mente la stessa parola “punizione” in merito alle costruzioni abusive palestinesi. Poi magari ne riparliamo.

  4. Dimenticavo: Credo che abbia il diritto di difendersi come meglio crede quando attaccata e ovviamente il diritto di esistere ma
    Un bel po’ di anni fa ho scritto questo: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/10/26/ma.html
    Se hai tempo guarda anche i commenti: sono interessanti!

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