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Che cosa vuoi ancora Abbas?

ottobre 31, 2013

“Il processo di pace riprende!”, “il processo di pace si ferma!” Il processo di pace dov’è? Abbas aveva detto che non ci sarebbe stato processo di pace senza la liberazione di tutti i “prigionieri”, rinchiusi nelle carceri israeliane. A marzo la sua graziosa partecipazione ad eventuali “piani di pace” era già stata subordinata a quei 500 milioni di dollari che gli americani avevano congelato e che gli servivono urgentemente. Pronta cassa, fatto.

Eh ma Abbas non è tipo che si convince facilmente, è un osso duro. Aveva rifiutato i colloqui di pace nell’ottobre 2011 e nel gennaio 2012, promossi dal Quartetto e con l’appoggio del re di Giordania. Quando chiese il rilascio dei “prigionieri” Palestinesi che erano rimasti in galera dopo lo scambio con Shalit, tutto il mondo si affretto’ ad appoggiarlo: “Poverino! Ha ragione! Che ci vuole in fondo?” Nel 2005, dopo il ritiro unilaterale da Gaza, Abbas ebbe l’occasione per porre le basi del suo Stato, appoggiando la fine dell’occupazione, non fu cosi’, preferiva “l’occupazione”. Ma lo disse talmente “moderatamente” che il mondo gli credette.

Nel 2008, Olmert gli propose il ritiro di Israele da circa il 94% della Cisgiordania, la creazione di un passaggio dalla Cisgiordania a Gaza, e la parità di “scambio” di terra in modo che Israele avrebbe potuto risolvere lo status dei suoi più grandi insediamenti. Olmert si spinse a proporre la divisione di Gerusalemme e l’assorbimento di alcune migliaia di rifugiati palestinesi. Abbas rifiuto’. Il mondo disse: “Poverino, avrà avuto i suoi motivi.”

Nel 2009, fu Netanyahu a provarci.  Il capo negoziatore di Abbas, Saeb Erekat, invito’ i paesi arabi a sospendere l’iniziativa di pace e chiese alla comunità internazionale di isolare Netanyahu per “sabotare” il processo di pace.

Nel 2010, Obama ebbe l’imprudenza di chiedergli di sedere nella stessa stanza con gli israeliani! Ma scherziamo? Follia!  Tayeb Abdel Rahim, defini’ la proposta “inaccettabile”. Ci fu allora una moratoria di dieci mesi su qualsiasi costruzione o ampliamento dell’esistente in Cisgiordania, Niente, “non mi siedo”! Il mondo disse: “Poverino, se non si vuol sedere avrà i suoi motivi”.

Nel 2011, Fatah, dichiarò guerra alla normalizzazione con Israele e ai colloqui di pace. Tento’ invece un accordo di riconciliazione con Hamas. E, nel mese di settembre, Abu Mazen tiro’ fuori l’asso nella manica, chiedendo unilateralmente all’Onu di riconoscere la Palestina come Stato indipendente. Ovazione mondiale.

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Qualcosa ai Palestinesi deve pur far vedere; se non sono i milioni di dollari (che quelli se li tiene al sicuro, nell’oscurità delle sue tasche) sarà qualcosa d’altro. Ah si’! Si potrebbe esigere la liberazione di un po’ di assassini, in modo che possano tornare, festeggiati come eroi, alle loro case. Il mondo dice: “Beh si’, sono prigionieri politici. Nel quadro delle trattative di pace, i prigionieri politici devono uscire, altrimenti come puo’ Abbas accettare di sedersi ai tavoli di pace?”  E cosi’ Israele accetta anche questa volta. Il Paese piange, le famiglie delle vittime non si danno pace. Manifestazioni in tutto il Paese e petizione presentata all’Alta Corte contro questa nuova richiesta di Abbas. Respinta. I “prigionieri” escono, accolti a braccia aperte da “babbo Abbas”.

Ma chi sono questi “prigionieri politici”? Di quali reati si saranno mai macchiati? Vediamone alcuni:

Isaac Rottenberg– Ucciso il 29/03/1994 , nel giorno di Pesah. Era a Petah Tikva quando un Arabo lo prese a colpi d’ascia nel collo. Mori’ due giorni dopo. Aveva 67 anni e lascio’ moglie, un figlio, un fratello e una sorella. Sua figlia Séphora, era morta di cancro 8 anni prima.

Yigal Vaknin – Ammazzato il 24/09/1993, circa due ore prima di Yom Kippur. Il corpo fu trovato in un frutteto, vicino a casa sua, a nord di Raanana. Pugnalato da terroristi di Hamas. Aveva 22 anni, lascio’ genitori e otto fra fratelli e sorelle.

David Reuven – Ucciso il 20/05/1991. Lavorava con Arabi in un Mini-Market. Gli piombarono addosso, gli legarono mani e piedi e lo ammazzarono di botte. Tutto si svolse dentro il supermarket, durante la chiusura. Aveva 59 anni. Lascio’ moglie, tre figli e molti nipoti.

Avi Osher, ammazzato il 28/06/1991. Il suo corpo fu ritrovato in un boschetto, pugnalato a morte dall’Arabo con il quale lavorava da 15 anni. Erano amici, Avi lo invitava spesso a casa. Aveva 40 anni. Lascio’ una moglie e due figli.

Meir Ben- Yair – Ucciso il  27 giugno 1985. Meir fu colpito da un cecchino, mentre attraversava la foresta di Gerusalemme in macchina. Aveva 33 anni.

Michal Cohen – Uccisa il 27 giugno 1985, dallo stesso terrorista che aveva ucciso Meir e allo stesso modo. Aveva 32 anni, lascio’ un marito, due figli, i genitori, fratelli e sorelle.

Joseph Shirazi, ucciso il 29.05.1992. Era Shabbat, le sei del mattino, due terroristi arrivarono a Eilat da Aqaba, a nuoto. Aveva 62 anni, lascio’ sua moglie e tre fratelli.

Yosef Eliyahu – ucciso il 21/07/1985. Viaggiava con Leah, nelle montagne di Gilboa quando la sua auto fu attaccata da 3 terroristi. L’auto fu ritrovata nei pressi di Jenine, ma le ricerche dei corpi durarono due settimane. Yossi aveva 35 anni e cinque figli.

Leah Elmakias, era con Yosef. Aveva 19 anni, la strangolarono con una corda.

Genia Friedman – Uccisa il 21/02/1992. Genia passeggiava su l’avenue Weizman, la principale strada di Kfar Saba. Pugnalata all’improvviso.

Motti Bitton – Ucciso il 27/10/1992. Era nel suo negozio quando entrarono dei terroristi e gli spararono, buttando poi una bomba nel negozio. Mori’ 3 giorni dopo. Aveva 32 anni e tre figli.

Sri Revital – Ammazzato il 22/10/1984. Revital era in viaggio con un amico, Ron Levy, in una zona adiacente il monastero  di Gerusalemme. Ucciso a colpi di pistola. Aveva 22 anni.

Ron Levy – ucciso con Revital. Aveva 23 anni.

David Caspi – Ammazzato il 19/04/1985. David era un tassista; aveva fatto salire 3 Arabi. Gli spararono un colpo in testa. Aveva 33 anni e due figlie.

Shimon Cohen – ammazzato il 28 maggio 1990. Era al lavoro al mercato Mahane Yehuda, a Gerusalemme. Tirarono una bomba nella sua pescheria. Aveva 71 anni.

Zvi Klein – ucciso il 12/01/1991. Stava tornando a casa a Ofra, vicino Gerusalemme. Spararono alla sua macchina. Aveva 44 anni e 3 figli.

Ecco, i “prigionieri politici” liberati si sono macchiati di queste sciocchezzuole.

Manifestazione delle famiglie delle vittime contro il rilascio dei terroristi

Le immagini dei festeggiamenti che l’Amministrazione Palestinese ha riservato a questi assassini le hanno viste tutti, hanno fatto il giro del mondo. Commenti? Il rilascio dei terroristi (ops, prigionieri politici, scusate) è stato immediatamente affiancato da un’altra notizia: Netanyahu libera i “prigionieri” Palestinesi e costruisce 1500 nuove case in Cisgiordania! Eh ma allora lo fa apposta! E come puo’ aspettarsi poi il ritorno ai tavoli di pace? Scrive The Indipendent:

Per placare gli israeliani che si oppongono all’accordo che vedrà i detenuti coinvolti in uccisioni di  israeliani liberati, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha approvato la costruzione di un nuovo insediamento in Cisgiordania.

Ecco fatto! Il gesto cosi’ doloroso di far uscire terroristi dal carcere, annullato dalla disinformazione. Nessun nuovo insediamento è in costruzione nella West Bank. Honest Reporting, ha inviato alla redazione de L’Indipendent la mail firmata da Mark Regev, portavoce di Netanyahu, nel quale smentisce la notizia delle nuove costruzioni. Che ha fatto The Indipendent? Ha corretto il tiro. Ma ci vogliono le minacce per ottenere una corretta informazione? Ma non è tutto!

Poche ore dopo la correzione, The Indipendent scrive:

Israele ha compiuto un passo deciso verso i colloqui di pace con la Palestina, con il rilascio di un gruppo di 26 prigionieri – ma quasi subito si è rimangiato  il progresso, annunciando piani per costruire una serie di nuovi insediamenti a Gerusalemme est.

Che correzione! Quindi è partita una nuova denuncia alla redazione.

E la BBC, come ha coperto la notizia? Con il solito evidente squilibrio. Questa è una delle immagini utilizzate

Queste le altre

Non un’immagine né una parola circa le 25 vittime Israeliane, solo la gioia e i festeggiamenti dei Palestinesi.

Il The Guardian? Lo stesso. Festeggiamenti, giubilo… Le vittime israeliane ancora una volta senza nome e senza volto.

L’ambasciatore israeliano all’Onu, Ron Prosor, ha scritto una lettera al Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, condannando la lettera di condoglianze scritta da Abbas alla famiglia di Mohamed Assi – un terrorista responsabile della pianificazione dell’attentato a un autobus di Tel Aviv, durante il quale rimasero ferite 29 persone – ucciso la scorsa settimana durante un conflitto a fuoco con le forze IDF .

“Con grande dolore abbiamo ricevuto la notizia della morte del martire , del caro figlio , il combattente scomparso Mohamed Assi , ucciso dalle bande dell’esercito di occupazione a sangue freddo “, Abbas ha scritto . “Esprimiamo a tutti voi e alla sua distinta famiglia le nostre più sincere condoglianze per la sua morte e vi esortiamo a non farvi spaventare dai crimini dell’occupazione; il sangue di tutti i martiri non sarà versato invano “.

“Il terrorismo non inizia con un attacco a un autobus o un caffè , ” Prosor ha affermato . ” Quello è il suo epilogo . Il terrorismo ha inizio quando chi lo commette è indottrinato con parole e pensieri di odio ” .

La lettera di Abbas è  ” solo l’esempio più recente di incitamento per avvelenare la prossima generazione “, ha aggiunto Prosor . ” Nelle aule , nei libri di testo , e nei luoghi di culto , ai bambini Palestinesi è insegnato odio invece che pace , violenza , invece di tolleranza, e il martirio invece della comprensione reciproca .

Quale sarà la prossima richiesta di Abbas per decidersi a tornare ai tavoli di pace? Che Israele definisca “martiri” i terroristi?

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