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Il mondo fantastico dei boicottatori

ottobre 19, 2013

Il mondo nel quale sono immersi gli attivisti del boicottaggio contro Israele è un ambiente fantastico, immaginario, nel quale – come usciti da un libro di favole per bambini – si affacciano periodicamente  mostri e draghi terribili, che gli indomiti “principi azzurri” della Giustizia e dei Diritti Umani combattono con le loro armi preferite: la menzogna e la diffamazione. In questo mondo che non c’è, Israele è l’Orco per antonomasia che, di volta in volta, tenta di mangiarsi a colazione contadini Palestinesi, pescatori e soprattutto bambini, com’è più consono alla tradizione.

Esempio di tecnica comunicativa degli attivisti per il boicottaggio

Quindi, in questo mondo fantastico, i boicottatori intrepidi nulla sanno (e tantomeno vogliono sapere) delle cooperazioni che in silenzio e da anni, Israeliani e Palestinesi continuano a portare avanti con successo. Nulla sanno ad esempio delle fattorie della Valle del Giordano, con le loro palme da dattero: “La cooperazione tra noi e Israele è iniziata alla fine della seconda Intifada, perché abbiamo molto da imparare da voi”, spiega Amid al-Masri, un possidente agricolo nella Valle del Giordano, “Collaboriamo con molte aziende israeliane su temi come la disinfestazione, l’irrigazione e la semina. ”

Coltivazione di datteri nella Valle del Giordano

Omad Hossam a-Zorbe, un capo-reparto in una delle maggiori aziende agricole dell’Autorità Palestinese, si trova all’ingresso di una delle serre moderne e racconta dei recenti sviluppi nel settore dell’agricoltura, con orgoglio. “Questo progetto è finanziato da USAID e ora abbiamo 200 dunams (49,4 ettari) di serre. La maggior parte dei prodotti è per l’esportazione, e ciò che resta viene inviato al mercato locale.”  La collaborazione è molto semplice: attraverso le principali compagnie Israeliane, i contadini Palestinesi esportano i loro prodotti in Paesi con cui hanno accordi commerciali. Inoltre, i Palestinesi della Valle esportano anche i prodotti di agricoltori israeliani, riuscendo quindi a by-passare le regole sul boicottaggio dei vari paesi o organismi economici, principalmente in Europa.

Cosi’ figuriamoci se i solerti paladini del mondo oscuro del boicottaggio, dove i pompelmi grondano sangue, possono dare la notizia dei 65 agricoltori di Gaza e dei 200 dalla Giudea Samaria (scusate nemici di Israele, ma nessun Palestinese chiama West Bank la terra dove vive) partecipanti alla Conferenza dell’Agricoltura di Tel Aviv, né tanto meno direbbero che l’IDF si è incaricata di favorirne lo spostamento:

“Vogliamo vendere in Israele”, ha detto Mahmoud Ikhlain, presidente del Beit Lahiya Cooperativa a Gaza. “Il mercato in Israele è un buon mercato. I contatti tra noi e Israele sono continui. Siamo vicini di casa “. Ahmed Shafei, un collega di Ikhlain: ” Speriamo che Israele aprirà i suoi mercati -. Possiamo importare da loro e quindi possono ricevere le esportazioni da noi – al fine di costruire un buon rapporto tra i Palestinese e il popolo Israeliano. Come potete vedere dalla nostra visita qui, siamo amici. Noi non siamo politici, siamo persone economiche ” Attualmente, il commercio tra Israele e Gaza ammonta a 450 milioni di dollari ..

“L’agricoltura non conosce confini. Se le cose sono tranquille sul fronte della sicurezza, non vi è alcun motivo per non aumentare gli scambi agricoli ed economici. ” Israele è noto per essere il mercato migliore e più grande di Gaza. Più di un agricoltore di Gaza ha dichiarato di preferire commerciare con Israele che con l’Egitto, sostenendo che si fidano di più delle strutture israeliane che di quelle egiziane. Un agricoltore di Gaza ha affermato: “Siamo stati in grado di fare buoni affari qui. Ci guadagnamo da vivere e creiamo posti di lavoro. E quando l’economia va bene, le persone sono felici e non ci sono problemi politici. ”

Parole semplici, di un mondo reale, quotidiano. Quanto di più lontano ci possa essere dall’oscuro mondo incattivito dei boicottatori di professione. Che devono dire i “Principi senza macchia” del programma Paltrade, collaborazione tra agricoltori di Gaza e Israeliani, firmato nel 1993 e che ha preso avvio nel 2000, alla fine dell’Intifada? Amid Al Masri, Direttore del Development and Promotion of Agricultural Trade Project ( Paltrade):

“I ​​risultati di questa esperienza sono stati enormi, e se il supporto necessario per il finanziamento di nuovi progetti sarà disponibile, potrà essere replicato con altri prodotti di esportazione, come i fiori recisi, per esempio, di cui 50 milioni sono esportati dalla Striscia ogni anno. ” Al Masri rileva inoltre: “L’agricoltura in Israele è la più avanzata tra i Paesi della regione, ed i Palestinesi hanno la possibilità di trarne beneficio. ”

Non sia mai! Mai pensare nemmeno per un attimo che la normalizzazione contro la quale si battono strenuamente i paladini del boicottaggio sia già un fatto, non solo una speranza! Mai uscire dal buio alla luce.

Esempio di comunicazione a favore del boicottaggio

Che effetto avrebbe sui solerti boicottatori conoscere la collaborazione in campo sanitario tra Israeliani e Palestinesi, che data dal 1994? E quella in merito alla ricerca scientifica? E sui sistemi idrici? E quella per la promozione dello sviluppo economico?  E dei 22.500 Palestinesi che lavorano con gli odiati “coloni” che dicono? Che ne sanno i “paladini dei diritti umani” di loro? Del loro lavoro di ogni giorno?

Boicottatori, mangiateli i pompelmi israeliani, i datteri, i pomodorini, le fragole. Sono buoni, fanno bene e sono il frutto del lavoro di due popoli.

7 commenti
  1. L’ha ribloggato su Scelti per voi.

  2. postato sul mio account fb, grazie

  3. feliss permalink

    Giudea e samaria?? Ma è un luogo reale o un luogo del pensiero?

    • Guarda, per accertartene, fai una cosa: se mai ti dovesse capitare in vita tua di conoscere uno che ci vive in quella zona, un Palestinese dico, chiedigli se quando parla di dove vive normalmente dice: Cisgiordania o West Bank o Linee del 67, o piuttosto dice اليهودية والسامرة che traslitterato suona come al-Yahudiyyah was-Sāmarah. Ciao e tante buone cose

  4. Oremus et pro perfidis Judaeis permalink

    Ennesimo articolo contro ij BDS
    Quindi funziona stavolta?
    Orfub,

    • funziona cosa? che il boicottaggio piano piano viene considerato quello che è, cioè atto violento razzista? Si’ grazie, sembra che a poco a poco diversi paesi se ne stiano rendendo conto. Ah grazie dell’oremus ma fossi in te me lo riserverei per cause migliori, la tua per esempio

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