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Ti ammazzo, ok. Ma la Sukkah no!

settembre 26, 2013

Forse non tutti sanno che nei Territori controllati dall’Amministrazione palestinese, il crimine d’onore è molto comune. Dall’inizio del 2013, venticinque donne sono state assassinate per la loro condotta, giudicata “immorale”. L’ultima, Thamar Zeidan, è stata strangolata dal padre. Ed è la famiglia che di solito si incarica di punire queste “trasgressioni” che possono spaziare dal consumare un rapporto sessuale al di fuori del matrimonio all’accusa – non importa se infondata – di desiderarlo, ma anche al solo sospetto. L’onore della famiglia è comunque “sporcato” e deve essere mondato.

Perfino Amira Hass, cosi’ incline a “perdonare” gli eccessi del suo popolo preferito, non ha potuto fare a meno di scrivere un articolo in proposito. Spesso quelli che sono mascherati da “omicidi d’onore” hanno invece lo scopo di accaparrarsi la dote della sposa o di nascondere stupri e incesti.

Quando il corpo di Ayah Barad’iyya, studentessa ventunenne, fu trovato agonizzante in fondo a un pozzo, per calmare l’emozione popolare Abbas promise cambiamenti.  Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e poi si sa: quando un Consiglio legislativo ha a che fare con i VERI problemi, quando una leadership è alla prese con il “feroce occupante” come puo’ trovare il tempo di riunirsi e tutelare la vita di ragazze come Ayah? Non ne fecero di nulla infatti.

Cosi’ gli uomini palestinesi, dai padri fino all’ultimo cugino, continuano ad avere diritto di vita e di morte sulle donne delle loro famiglie.

Thamar, l’ultima vittima della serie, era stata sposata a forza a quindici anni. Eh si’, perché se un quindicenne lancia pietre contro una macchina israeliana ed è fermato dalla polizia, si tratta “dell’arresto di un bambino”, ma una ragazza a quindici anni è una donna da marito. Quattro anni dopo era divorziata. Non si conoscono le motivazioni né le modalità di questo divorzio. Per la legge islamica, il ripudio puo’ avvenire anche solo pronunciando (il marito) per tre volte la formula “Enti tallaqa” sei ripudiata. Con questo il matrimonio è finito e la donna deve abbandonare la sua casa e tornare in quella dei genitori.

Dopo qualche tempo, un uomo, sembra in stato di ubriachezza, è visto aggirarsi nei pressi della casa della donna. I familiari lo fanno arrestare. L’uomo è subito rilasciato ma il padre di Thamar sente l’obbligo di far sapere a tutto il villaggio che aveva rinnegato la figlia. Ma siccome evidentemente non gli sembrava questo sufficiente, decise di strangolarla.

Interrogato per l’omicidio,accuso’ Abdul-Rahman Zeidan, un avvocato di Hamas, di averlo costretto a ripudiare la figlia e scacciarla di casa, dal momento che non era in grado – lui, il padre – di custodirla come si deve.

La sfortuna di queste donne è forse di non presentarsi all’Occidente con kalashnikov in mano, pietre e kefiyah sul viso. Non hanno il “fisique du rôle” per essere tutelate dai paladini dei diritti civili, quelli che spargono fiumi di lacrime se un assassino, in galera per i suoi crimini, decide di non mangiare per qualche giorno, in vista di una possibile scarcerazione. Gli omicidi di queste donne non interessano nessuno, nessuna “flottilla” si partirà per salvarle. Sono “cosa loro”, fatti interni, meglio non metterci il becco.

Perché come al solito, ci sono ben più gravi reati da condannare ed esigono la massima durezza. Altro che queste piccolezze di donne! Per esempio, a Bethlehem, tre palestinesi sono stati arrestati per un orrendo delitto: avevano affittato temporaneamente un pezzettino di terra a un Ebreo che ci voleva, niente di meno che, costruire una Sukkah per le feste! Orrore! Questi si’ sono i crimini da punire severamente!

Grazie a Desinfos

4 commenti
  1. L’ha ribloggato su Scelti per voie ha commentato:
    Un giorno le signore femministe mi spiegheranno come fanno ad essere filopalestinesi. Non chiedo una grande coerenza, giusto il minimo sindacale.

    • Giuseppe permalink

      Si chiama “furore ideologico”, è un’attitudine che offusca la capacità di intendere e di volere.
      Per questa nefasta attitudine molti compagni simpatizzano con persone e movimenti che incarnano l’esatta negazione di tutto quello in cui loro hanno sempre creduto e predicato.
      Per la stessa nefasta attitudine, per esempio, nel nostro paese, persone oneste di destra, quelle che volevano legge e ordine, hanno accettato di essere rappresentate da un delinquente che di osservare le leggi non vuole proprio saperne.

  2. Aldo Flora permalink

    Purtroppo la barbarie dei nostri giorni, ben diffusa dai moderni mezzi di comunicazione, è destinata esclusivamente ad aumentare il ribrezzo per simili situazioni… a mortificare la nostra volontà di cambiare le cose… senza poter cambiare nulla!

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