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La BBC, l’Unrwa e quel mitico blocco…

aprile 11, 2013

L’UNRWA aveva chiuso i battenti a Gaza. Cessate le distribuzioni di generi alimentari, dopo che una folla di manifestanti, inferociti per i cali degli aiuti, aveva preso d’assalto le sue sedi. Soprattutto la sospensione dell’erogazione degli aiuti in contanti aveva scatenato le proteste. Quindi, incapace di garantire la sicurezza del suo personale, l’Onu aveva deciso di chiudere le sedi. In una dichiarazione ufficiale, l’UNRWA precisava:

“Quello che è successo oggi è del tutto inaccettabile. La situazione potrebbe facilmente portare a gravi lesioni al personale Unrwa e ai manifestanti. Questa escalation, apparentemente pre-pianificata, è ingiustificata e senza precedenti.” “Tutti i centri di soccorso e di distribuzione, di conseguenza, rimarranno chiusi, fino a quando ci sarà la garanzia che le operazioni UNRWA potranno continuare senza ostacoli.”

Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, ha detto di condannare ogni violenza contro Unrwa, ma ha definito la decisione di chiudere i centri alimentari come “ingiustificata”. “Quando l’amministrazione Unrwa ha chiesto alla sicurezza palestinese di intervenire il caos è cessato. Chiediamo all’Unrwa di ripensare alla sua decisione”. Sembra che attualmente l’UNRWA sia alle prese con un deficit di oltre $ 67m .

La storia dell’UNRWA è esemplare per dimostrare fino a che punto la “questione palestinese” sia stata anche un ottimo affare, per molti.  L’8 dicembre 1949 l’Assemblea Generale dell’ONU approvò la risoluzione 302 che dava vita a un’apposita agenzia dedicata esclusivamente “all’aiuto diretto e ai programmi di lavoro” per i profughi arabi palestinesi – l’UNRWA, appunto – facendone un ente senza eguali. “In base alla definizione operativa dell’Unrwa, profughi palestinesi sono le persone il cui normale luogo di residenza era la Palestina fra giugno 1946 e maggio 1948, che perdettero sia le loro case che i loro mezzi di sostentamento come conseguenza del conflitto arabo-israeliano del 1948.[…] Anche i discendenti degli originari profughi palestinesi possono registrarsi [presso l’UNRWA]”

Cioè, grazie a questo organismo, lo status di profugo è diventato ereditario, unico caso al mondo. In questi sessant’anni l’UNRWA si è trasformata in uno strumento fondamentale per la perpetuazione del problema dei profughi, e in un grosso ostacolo per la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Quando l’UNRWA cominciò a contare i profughi, nel 1948, lo fece secondo modalità che non hanno precedenti: puntando cioè a registrare il massimo numero possibile di quelli che definiva “profughi”. Innanzitutto, venne considerato palestinese chiunque avesse vissuto nella Palestina Mandataria britannica nei DUE anni precedenti lo scoppio del conflitto arabo-israeliano. Inoltre, l’UNRWA conta come profughi anche tutti i discendenti dei profughi originari: un sistema che dal 1948 in poi ha generato – caso unico al mondo – un incremento del 400% nel numero di profughi sotto la sua giurisdizione. Si trattava di una definizione di “profugo palestinese” politicamente motivata, con il sottinteso che i palestinesi sarebbero rimasti profughi per sempre o fino al giorno in cui si fossero trionfalmente stabiliti in uno stato arabo palestinese che comprendesse tutto il territorio su cui sorge Israele. Se si ricostruivano una vita altrove, anche dopo molte generazioni – dopo decenni o, in teoria, dopo secoli – rimanevano comunque ufficialmente profughi. Cosa molto diversa dalle altre situazioni nel mondo, dove gli altri profughi mantengono lo status di “profugo” solo finché non trovavano una collocazione permanente altrove, presumibilmente come cittadini di altri paesi. Infine, per l’UNRWA lo status di profugo palestinese si basava soltanto sulla semplice parola del postulante. Perfino la stessa UNRWA, in una relazione del giugno 1998 del suo Commissario Generale, ammise che le sue cifre erano gonfiate: “I numeri di registrazione dell’UNRWA sono basati su informazioni fornite spontaneamente dai profughi stessi con lo scopo principale di ottenere accesso ai servizi dell’agenzia, e quindi non possono essere dati demografici statisticamente validi”

Naturalmente, un Ente d’eccezione come questo non poteva che avere un budget eccezionale. Tanto per avere un’idea:

Numero di rifugiati assistito:

UNRWA (Rif. Palestinesi): 4,7 milioni

UNHCR (Resto del mondo): 15,4 milioni (oltre 800.000 in attesa di status di rifugiato e 12 milioni di apolidi o rifugiato w/o)

bilancio:

UNRWA (Rif. Palestinesi): 1 miliardo dollari

UNHCR (Resto del mondo): 3,3 miliardi dollari

Paesi assistiti:

UNRWA (Rif. Palestinesi): 5

UNHCR (Resto del mondo): 123

Solo tenendo conto delle quote di contributo al bilancio UNRWA dall’Italia, abbiamo cifre da capogiro: 2011 3.472.894,00; 2010 7.338.941,00; 2009 7.978.123,00; 2008 13.187.237,00; 2007 8.995.064,00; 2006 2.354.329,00

Questa, in una sintesi succinta, la situazione. Il 9 aprile, dopo la chiusura forzata e in seguito alle proteste che ne seguirono, l’UNRWA decise di riaprire i suoi uffici.

Chris Gunness, ex collaboratore della BBC e attuale portavoce dell’Unrwa :

“Il portavoce Unrwa,  Chris Gunness, ha detto che la decisione si è basata su rassicurazioni” ricevute da diversi partiti locali “che hanno assicurato la sicurezza per cose e persone”. Egli ha detto: “L’UNRWA è stata costretta a chiudere la sua distribuzione e gli uffici di soccorso, la scorsa settimana, a causa di manifestazioni che hanno disturbato le sue operazioni, una decisione spiacevole che ha ostacolato la capacità dell’agenzia di fornire servizi tanto necessari e le forniture di soccorso ai profughi palestinesi a Gaza”. “Mentre l’Unrwa capisce la frustrazione della popolazione, accentuata dal blocco serrato sulla Striscia di Gaza, e rispetta il diritto di manifestare pacificamente, deve garantire la sicurezza del suo personale.”

Eh, certo, di chi poteva essere la colpa delle dimostrazioni? Ma di Israele, ovviamente! E la BBC, piuttosto che indagare sui complessi meccanismi di funzionamento UNRWA, eppure sarebbe cosi’ interessante approfondirli!, si è limitata a riportare pari pari la dichiarazione ufficiale dell’Agenzia, che tentava di accentrare ancora una volta l’attenzione del lettore sul mitico “blocco che strangola Gaza”. Ma che opinioni siano presentate come fatti, non viola le linee di comportamento etico sottoscritte dalla BBC? Non avrebbe dovuto specificare che il mitico blocco dal  2010 non strangola poi cosi’ tanto? A quando un bel reportage della BBC sui finanziamenti che l’UNRWA riceve da tutto il mondo e sul loro impiego?

Articolo QUI

5 commenti
  1. laura permalink

    Insomma, il 400% di palestinesi , profughi in crescita esponenziale, continueranno ad ingrassare alle spalle dei lavoratori del resto del mondo?

  2. ayla permalink

    Infatti il blocco non strangola proprio niente. Anzi direi che è piacevole. Per esempio vengono bloccati i cannelloni, ma con quel nome e quella forma poi, fanno bene a fermarli quelli della werm….. idf.

  3. Mi permetto di aggiungere qualche dato. Fra i cosiddetti profughi sono stati registrati non solo quelli che negli ultimi due anni avevano avuto residenza stabile in quel territorio, ma anche i lavoratori stagionali stranieri, che finita la stagione sono semplicemente tornati a casa loro; e quelli che dal proprio villaggio si sono spostati in un altro villaggio a una decina di chilometri di distanza; e quelli che non rientravano in nessunissima delle categorie previste ma semplicemente hanno dichiarato di rientrarvi. E aggiungo che oltre che per discendenza lo status di profugo si acquisisce anche per matrimonio. E aggiungo che per i cosiddetti profughi palestinesi è stata inventata anche quella cosa delirante del “diritto al ritorno” che non è mai esistito per nessun altro profugo al mondo.
    Sì Laura, noi ci facciamo il culo a lavorare per mantenere un esercito di fancazzisti e di terroristi.

  4. Lia permalink

    È tutti i soldi inviati ai Palestinesi, dove sono finiti? Servivano per aiutarli a vivere come persone, ma se li hanno usati per armarsi contro Israele, non servono a niente. Stati europei sia o in un periodo si crisi, pensaci come di si regalano i soldi. Ci sono tanti altri paesi che non vogliono vendicarsi, ma hanno fame, EUROPA. PENSACI!!!!!!!!!

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