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Settimana di “ordinaria follia” in Israele… e nel mondo

aprile 5, 2013

Abu Maysara Hamdiya era un affiliato di Hamas, accusato di tentato omicidio e detenzione di armi, scontava l’ergastolo in una prigione israeliana. Fu lui l’attentatore al Caffit Cafe, in Emek Refaim, a Gerusalemme, nel 2002. La cintura esplosiva che indossava non scoppio’. Nel caffè si trovavano oltre cinquanta persone. Era malato terminale di cancro all’esofago. Aveva chiesto il rilascio per motivi di salute; le sue condizioni fisiche non gli hanno permesso di vivere fino all’esame della sua richiesta. E’ morto nell’ospedale di Bersheeva. Come spesso succede con i terroristi, vivi o morti, è stato subito trasformato in un eroe, in un martire. Gli scontri sono iniziati nella prigione stessa. Si sono poi propagati alla West Bank.

L’accusa a Israele, questa volta, verte sulla pretesa mancata assistenza medica che avrebbe accelerato la morte di Hamdiya. Infatti, mentre nelle strade, giovani palestinesi cresciuti nell’odio, incapaci di accettare un “eroe” morto di morte naturale, lanciavano molotov e pietre sui soldati dell’IDF, contro macchine di civili e autobus di linea, il web faceva la sua parte, alimentando l’odio. Per esempio in questo modo: foto fake di un braccio ammanettato a un letto, spacciato per quello di Hamdiya, mentre invece si trattava del braccio di un “ribelle” siriano.

La foto dalla quale il braccio è stato “catturato”  è questa e risale all’8 dicembre 2012

Naturalmente, Abbas ha fatto del suo meglio per fare in modo che un po’ di giovani si trasformassero in carne da macello, accusando pubblicamente Israele della morte del terrorista. Hamas invece ha sparato razzi in un asilo di Sderot. Cosi’, per non perdere l’abitudine.

L’asilo colpito

Ne avevano lanciati altri cinque, nel secondo giorno della visita di Obama in Israele.

Naturalmente la risposta di Israele (nessuna vittima, nessun ferito, nessun danno alle cose) mirata agli arsenali di Hamas ha scatenato la solita “ondata di sdegno” per lo “Stato assassino”. C’è chi su questa fola tenta anche una rimonta politica impossibile, come Paolo Ferrero, di Rifondazione Comunista, che dalla sua pagina facebook ha incoraggiato commenti come questo:

ferrero

E girano foto come questa, con la didascalia: Gaza, oggi 

Poco importa se la foto risale al novembre 2012. L’importante è che chi guarda mantenga ben vivo il suo odio per Israele.

L’Agenzia per la Sicurezza riporta alcuni dati:

Nel marzo del 2013 ci sono stati 125 attacchi terroristici, con la maggior parte degli attacchi eseguiti in forma di bombe incendiarie. Cinque israeliani sono stati feriti: cinque cittadini e un ufficiale di sicurezza. Cinque di loro sono stati feriti da bombe incendiarie (un agente di sicurezza in Giudea il 3 marzo, e 4 israeliani sulla Trans-Samaria Highway il 14 marzo), e un cittadino è stato colpito da un proiettile (18 marzo), nei pressi di un distributore di benzina a Kedumim (Cisgiordania) .

Nel febbraio 2013, ci sono stati 139 attacchi terroristici. Anche in questo caso, la maggior parte dei attacchi in forma di bombe incendiarie. Tre israeliani – un civile e due agenti di sicurezza – sono rimasti feriti. Il civile è stato ferito in Bitunya / Binyamin (21 febbraio), e i due agenti di sicurezza in Issawiya / Gerusalemme (9 febbraio) e in Hebron (22 febbraio).

Nel gennaio del 2013, ci sono stati 83 attacchi terroristici: Tre israeliani sono stati feriti: un cittadino israeliano è stato leggermente ferito in un attacco in Cisgiordania (29 gennaio), e due agenti di sicurezza sono stati feriti da una bomba incendiaria vicino a Al Aroub (3 gennaio) e dal lancio di pietre nei dintorni della Tomba di Rachele (13 gennaio).

Nel mese di dicembre 2012 ci sono stati 112 attacchi terroristici. Tre funzionari della sicurezza israeliani sono stati feriti: due sono stati accoltellati in Cisgiordania (3 dicembre), uno è stato investito da un’auto a Gerusalemme (23 dicembre).

Una delle vittime del terrorismo palestinese, durante questo periodo, Adele Biton, di 3 anni, ancora lotta per la sua vita in un ospedale israeliano – la macchina sulla quale viaggiava con la madre e due sorelle fu colpita da lanci di roccia, obbligando la madre di Adele a sterzare, e la macchina cozzo’ contro un camion parcheggiato sul lato della strada.

Adele Bitun

Una settimana di “ordinaria follia” in Israele, mentre politici esangui, in Italia, giocano ancora la carta del dar fuoco alle micce; come Paolo Ferrero

“L’aviazione israeliana ha di nuovo bombardato Gaza. Vi sono 4.500 detenuti politici palestinesi in sciopero della fame nelle prigioni israeliane e due giorni fa è morto per non avere ricevuto cure mediche adeguate in carcere Maysara Abu Hamdiya, 64 anni. MA DI QUESTO IN ITALIA NESSUN GIORNALE NE PARLA, IL MASSACRO DEL POPOLO PALESTINESE CONTINUA NEL SILENZIO TOTALE. Fai girare questo messaggio, il silenzio uccide.”

Il silenzio a volte, Ferrero, è preferibile di gran lunga alla malafede.

Con il contributo di Cif Watch

3 commenti
  1. roberto corrado timillero permalink

    viva Israela

  2. roberto corrado timillero permalink

    viva Israele

  3. Leonardo permalink

    Non c’è che dire,un bel braccio veramente!Avrebbero potuto pubblicare la foto di un T-Rex e sti imbecilli avrebbero detto che gli Israeliani danno i Palestinesi in pasto ai dinosauri…Possibile che non sentano puzza di preconfezionamento ogni volta che notizie del genere vengono “a galla”? Va bene che ogni pretesto è buono per attaccare qualche ebreo ma sto deficiente di Ferrero sembra amare il coinvolgimento delle folle….i pupi e lui il puparo……..quante marionette in giro!

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