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Lancio di pietre: so’ criaturi!

aprile 2, 2013

Negli ultimi giorni di marzo, la ONG israeliana B’tselem ha diffuso un video facente parte di un filone tanto caro agli anti-israeliani: l’arresto da parte dell’esercito di “bambini palestinesi”.

 

 

Intanto diamo uno sguardo a questa ONG: chi è B’tselem? Fu la ONG che più di tutte contribui’ a redigere il famoso “Rapporto Goldstone” del 2009, dopo l’operazione “Piombo Fuso”, rapporto che avrebbe dovuto rilevare i “crimini di guerra” e le violazioni dei diritti umani commesse dall’esercito israeliano. Il documento si rivelo’ poi pieno zeppo di falsità in merito al numero delle vittime ed alla modalità dell’operazione, tanto che Goldstone fu obbligato a smentirlo ufficialmente. Il giudice Goldstone, all’epoca, si reco’ a Gaza solo una volta, per quattro giorni: come redasse le oltre 600 pagine del Rapporto? Grazie alle relazioni fornite dalle cosi’ dette “Comunità per i diritti umani”, tra le quali B’tselem è la più potente.

B’Tselem-“Centro di informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati”, è stata fondata nel 1989 da  “un gruppo di eminenti accademici, avvocati, giornalisti e membri della Knesset”. Il suo scopo “documentare ed educare l’opinione pubblica israeliana e i politici in merito alle violazioni dei diritti umani nei territori occupati”, e nel corso del 1990 si è in gran parte incentrata su questa missione interna. Tuttavia, con l’inizio del terrorismo palestinese nel 2000, il campo di azione di B’Tselem si è spostato: dal tentativo di informare e influenzare il dibattito israeliano è diventata la risorsa primaria per giornalisti, funzionari e attivisti che descrivono l’autodifesa di Israele come una nuova era di oppressione criminale.

 

 

Ovviamente, il fatto che anche alcuni israeliani siano impiegati della ONG contribuisce alla sua fama e al suo accreditamento. Eppure il badget annuale dell’organizzazione, 3 milioni di dollari, proviene quasi esclusivamente da istituzioni pubbliche europee e da fondazioni americane, come il New Israel Fund e la onnipresente Ford Foundation, nome famoso nella storia dell’antisemitismo americano. I privati partecipano solo con il 20%. Negli uffici di B’tselem, al quarto piano di un edificio nella zona industriale di Gerusalemme, lavorano circa 40 persone, più una decina di “investigatori”, gente che va in giro per i Territori a raccogliere le proteste dei palestinesi e tenere sotto controllo il comportamento dell’esercito israeliano. Entrando negli uffici, spicca un attestato di benemerenza appeso nell’ingresso, con gli elogi della Fondazione Carter, quello stesso presidente tornato all’onor della cronaca con un libro best seller nel quale sostiene l’equazione Israele=Apartheid. Fatto curioso, la data dell’attestato è il 1989, esattamente l’anno di costituzione di B’Tselem.

Nel 2011, B’tselem ha condiviso un riconoscimento per la sua salvaguardia dei diritti umani, offerto da una fondazione danese, con il gruppo terrorista palestinese Al Haqq. Il capo di Al Haqq, Shawan Jabarin, non poté recarsi a ritirare l’attestato a causa del divieto di viaggiare in Israele e Giordania, per il suo coinvolgimento con il famigerato gruppo terroristico del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina. Il riconoscimento quindi, fu ritirato dalla sola Jessica Montell, leader di B’tselem.

 

Pallywood on stage

 

Le cifre gonfiate delle vittime nel conflitto , i falsi report, gli stage “pallywood style” organizzati da B’tselem sono ormai noti. Questo tanto per inquadrare un minimo il soggetto del quale trattiamo, molto di più ci sarebbe da dire ma lasciamo ulteriori ricerche alla buona volontà del lettore. Torniamo all’argomento di apertura: l’arresto di “bambini palestinesi” da parte dell’IDF. Il video di B’tselem che abbiamo postato in apertura, ha fatto il giro del mondo. Il commento al video recita:

“B’Tselem questa mattina ha urgentemente contattato il Consigliere giuridico dell’esercito per la Giudea e la Samaria, chiedendo il suo intervento di emergenza per quanto riguarda la detenzione di numerosi bambini, tra cui alcuni di 8 e 10 anni, arrestati dai militari israeliani, questa mattina, a Hebron. Informazioni preliminari ricevute questa mattina indicano che i militari hanno fermato o arrestato più di venti minori che stavano andando a scuola. Una decina di loro sono stati rilasciati. Il video è stato girato da un attivista internazionale.”

Ovviamente non ci sarebbe da biasimare quel lettore che davanti a un report simile inorridisse dei sistemi israeliani. Ma c’è un seguito alla storia, molto meno diffuso. Barak Raz, portavoce IDF:

La mattina del 20 marzo 2013, in seguito a lanci di pietre contro passanti e forze di sicurezza posizionate nella zona, gli autori dell’aggressione sono stati arrestati. 27 sono stati fermati, 7 sono stati trasferiti alla polizia e 20 sono stati rilasciati. Contrariamente a quanto riportato, i bambini non sono stati fermati “mentre andavano a scuola”, questo è il quadro completo di quello che è realmente accaduto che, di fatto, ha portato al fermo. Questo fermo è stato effettuato in tempo reale, durante un lancio di pietre, e dopo incidenti simili avvenuti quasi quotidianamente. Purtroppo, abbiamo sperimentato difficoltà tecniche, quella mattina, per il recupero del filmato, ma abbiamo chiarito che i filmati messi in rete (da B’tselem n.d.r.) di tale incidente hanno mostrato solo l’arresto, e non quello che aveva portato ad esso.

Ed ecco la sequenza completa del video:

 

 

Per chi ancora fosse nell’illusione che il lancio di pietre non sia una questione seria, c’è da ricordare che proprio il 30 marzo, una bambina di 3 anni è stata ferita e versa in gravi condizioni, quando l’auto nella quale stava viaggiando è stata bersagliata da pietre, sulla Route 60 nei pressi di Efrat. Il 14 marzo, una donna israeliana e le sue figlie, 3, 4 e 5 anni, sono rimaste ferite dopo un incidente d’auto in Cisgiordania, causato dal lancio di pietre.  La bambina di 3 anni – la più colpita – non respirava quando i medici sono arrivati ​​sulla scena, e dovette essere rianimata con una respirazione bocca-a-bocca. I cinque sospetti palestinesi, arrestati dalle forze di sicurezza israeliane, tutti rei confessi, erano ragazzi di 16 e 17 anni, di Kfar Haras. Il 16 gennaio, “un bambino israeliano è stato ferito da una pietra che ha colpito il parabrezza della vettura nella quale si trovava”.

 

 

 

Nel mese di dicembre 2012, ci furono lanci di pietre contro un’ auto, sulla Route 505. Una delle rocce – che era di ben 12 centimetri di larghezza e 19 centimetri di lunghezza – “ha frantumato il parabrezza e ha colpito una bambina di 12 anni, rompendole il cranio.”

 

“Sassetti”

 

Uno degli attacchi più gravi si verifico’ nel settembre del 2011, quando i lanci di pietre causarono un incidente che uccise Asher Hillel Palmer, 25 anni, e suo figlio Yonathan di un anno, vicino a Kiryat Arba.

 

Asher Palmer e suo figlio Yonathan

 

Funzionari della sicurezza israeliana hanno notato un aumento degli attacchi, negli ultimi mesi, contro obiettivi civili e veicoli. Dall’inizio del  2013 sono già stati registrati 1.195 incidenti. Quattro dei sei israeliani uccisi dai lanci di pietre, nel 2000, erano bambini.

 

 

Per finire, come hanno reagito i media italiani alla “moda” del lancio di pietre dal cavalcavia in Italia? Che toni hanno usato per descriverli? Indulgenza? Minimizzazione del danno? Hanno parlato di “sassi”? Di “bambini che giocano”?

La Stampa, CRONACA, 14/01/2013 – VENARIA, Lancio di sassi dal cavalcavia. Sulla tangenziale ritorna l’incubo. 

UN GIOCO MORTALE

Ultima follia – Lancio di sassi dal cavalcavia – Si tratta di due fratelli e un amico, tutti minori…

Sassi dal cavalcavia: l’incubo non è finito

Lanciavano sassi dal cavalcavia, denunciati 6 minorenni: l’ennesimo episodio sei minorenni del posto, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, sono stati identificati dai Carabinieri della Stazione di Cecchina e denunciati a piede libero per danneggiamento aggravato. (Se fossero stati palestinesi, sarebbero stati chiamati “bambini”)

Lancio sassi dal cavalcavia: cosa rischiano i balordi assassini? (Se sono italiani sono “balordi assassini”)

Sassi da un cavalcavia, uccisa una donna. Una pietra sfonda il parabrezza dell’ auto e la colpisce. Sette vetture centrate dai teppisti, un giovane ferito. (Quindi è noto che le pietre uccidono!)

Lancio sassi dal cavalcavia: rischio di uccidere (Eh si’, è noto. Lo dice anche la sentenza in proposito)

XIII municipio Acilia, lancio di sassi dal cavalcavia – Identificati dodici minorenni

Tollo, lanciano sassi dal cavalcavia: segnalati due minorenni (nessuno ha gridato all’infanzia oltraggiata?)

I sassi dai cavalcavia, terrore di chi viaggia di notte

I “CECCHINI” CHE COLPISCONO DAI CAVALCAVIA

E cosi’ via… Beh signori, vi rivelo un segreto in anteprima: gli israeliani sono fatti di carne e sangue, proprio come gli italiani.

 

9 commenti
  1. tasteer permalink

    Vi piacerebbe che la comunità internazionale se ne fregasse vero? Così quelli che non esistono non esisterebbero più davvero, e ci sarebbe la grande Israele.
    Beh, la storia è inesorabile: vorrà dire che israele pagherà tutti in una volta i crimini perpetrati dai primi del Novecento ad oggi. Mi spiace solo per la popolazione, cioè quelli che vi sono nati, non certo i criminali venuti da mezzo mondo per fondare uno stato razzista nel cuore del medio oriente!

    • No Tasteer, non hai capito nulla, al contrario! Ci piacerebbe che “l’opinione pubblica” provasse a gustare delle pietrate in faccia, almeno poi parlerebbe con cognizione di causa. Per il resto, sei più noioso della noia! Ma non vi leggete mai? Non vi accorgete di quanto siete fuori dal tempo con i vostri slogan penosi e mortiferi?

    • Leonardo permalink

      Hai visto che stato razzista eh?Figurati in Israele fanno guidare anche le donne!!!E le bambine non le fanno sposare ai settantenni!!!Inaudito,questi crimini vanno denunciati alla comunità internazionale! Poi quando ci sono manifestazioni (eh si,sti criminali permettono ai propri cittadini di manifestare!)non gli fanno la doccia con artiglieria pesante alla Assad….che orrore!!!
      Ti farebbe bene una vacanza a Sderot con l’Iron dome spento ma anche un giretto in Vespa sulle strade bersagliate dalle pietre,così saprai che si prova ad essere un criminale razzista,assassino,occupatore nazista ebreo!

  2. Salvatore Venuleo permalink

    Semplicemente. Israele se ne vada. Lasci ai palestinesi “incivili” (che sposano bambine e odiano i gay) la loro terra. Smetteranno le sassaiole. Troppo facile?

    • Più che facile assurdo, messa cosi’! Che vuol dire “Israele se ne vada”? Forse volevi dire “Che l’Amministrazione Palestinese tratti per definire confini certi che permettano due stati”? Il goeverno (i governi veramente, perché non ce n’è stato uno che non fosse su questa linea) è d’accordo e ovviamente anch’io. Il problema è che sia d’accordo anche l’Amministrazione Palestinese, finora non lo è mai stata.

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