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Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi!

marzo 30, 2013

Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi! diceva Brecht, e di miti, aggiungiamo noi. Purtroppo, sembra che invece questo bisogno si faccia di giorno in giorno più pressante. E ci sono personaggi che su questo fondano la loro fortuna. Uno è Noam Chomsky, filosofo, teorico della linguistica, americano ma soprattutto ebreo  e quindi utilissimo quando si tratta di gettare discredito su Israele e su altri Ebrei. La sua fortuna comincio’ negli anni sessanta, con la guerra nel Vietnam e le sue prese di posizione gli valsero il titolo di “anarchico e socialista libertario”. Per sostenere le sue velenose analisi politiche non ha mai esitato a servirsi di dati falsi e false analisi storiche. Famose le sue difese dei regimi totalitari più sanguinosi, come quello di Pol Pot in Cambogia e la sua comparazione tra il “regime” americano e quello stalinista (con un saldo, ovviamente, favorevole a quest’ultimo). Finita la “miniera Vietnam” Israele è stato per lui una manna! Ci si è dedicato anima e corpo. Ed è ovviamente diventato l’icona di tutti gli odiatori, professionisti e dilettanti, che ne riportano le frasi, citano le sue condanne allo Stato ebraico, ne esaltano l’adamantina onestà politica.

Per Chomsky Israele è Satana, gli Ebrei “La comunità ebraica è profondamente totalitaria. Non vuole la democrazia, non vuole la libertà. ” (Intervista, Shmate: A Journal of Progressive pensiero ebraico, Estate 1988). L’antisemitismo: “”Gli ebrei negli Stati Uniti sono la parte più privilegiata e influente della popolazione … i privilegiati vogliono avere il controllo totale, non solo il 98%. È per questo che l’antisemitismo sta diventando un problema. ” (Variant, Scozia, Inverno 2002). La Shoah: “Non vedo implicazioni antisemite nel negare l’esistenza delle camere a gas, o addirittura la Shoah “. (Quadrante, Australia, ottobre 1981), su Hezbollah: “L’insistenza di Hezbollah a mantenere le sue armi è giustificata … Penso che Nasrallah abbia una ragionevole argomentazione e  motivazioni persuasive perché le armi debbano restare a Hezbollah come deterrente di aggressione…” (Noam Chomsky, Al Manar TV, 13 maggio 2006). Questo, tanto per inquadrare il personaggio. E non è solo Chomsky in persona ad avvantaggiarsi delle sue “analisi” ma ovviamente la sua fama alimenta un “indotto” di giornalisti che si dedicano ai di lui panegirici.

E’ il caso di Glenn Greenwald, del The Guardian, che si è librato in una accanita difesa del filosofo, in un suo articolo del 23 marzo, dal titolo “Come è discusso Noam Chomsky“. Per Greenwald, “l’esclusione” di Chomsky dal  tradizionale dibattito politico rappresenta un buon esempio di come i “sistemi multimediali” limitano analisi “alternative” :

“Nessuno è stato sottoposto a tecniche di discredito insulse … più di Noam Chomsky. Il libro su cui sto attualmente lavorando esplora come i media dell’establishment utilizzino sistemi per limitare il campo della discussione accettabile, nel discorso politico degli Stati Uniti, e sto usando il trattamento riservato a Chomsky (e la sua esclusione definitiva) dai media delle istituzioni degli Stati Uniti  come una finestra per capire come operino. Di conseguenza, ho letto una quantità enorme di discussioni su Chomsky nel corso dell’ultimo anno. E ciò che colpisce è che praticamente ogni discussione ad un certo punto recita inevitabilmente la stessa serie di attacchi destinati a malignare circa le sue prese di posizione, senza aver fatto il lavoro di arrivare alla sostanza delle sue affermazioni.”

Per Greenwald, Chomsky è stato “imbrattato” dalle accuse di “self hate jew” e antisemitismo “per aver difeso, circa 35 anni fa, il diritto alla libertà di parola di un professore francese che fu in seguito condannato per aver negato la Shoah” . Il “professore” francese che Chomsky aveva difeso, Robert Faurisson, non è solo un negazionista della Shoah, ma anche “un sostenitore dello stile nazista- bigotto e apologeta del regime di Hitler che aveva scritto anche per pubblicazioni neo-naziste  e tenuto conferenze in raduni neo-nazisti “.

Paul Bogdanor osserva:

La petizione che Chomsky ha firmato legittima gli scritti di Faurisson, confermando le sue credenziali accademiche (“un professore rispettato” “criticismo documentato”), e descrivendo le sue bugie come “vasta ricerca storica”, piazzando il termine “Shoah” tra virgolette derisorie e descrivendo le bugie come “risultati.”

Chomsky non solo ha difeso Faurisson, ma ha offerto il suo pensiero a coloro che si dedicano alla negazione della Shoah:

“Non vedo implicazioni antisemite nel negare l’esistenza delle camere a gas, o addirittura della Shoah”.

Come Bogdanor ha sostenuto, la negazione dell’esistenza delle camere a gas e della Shoah  “è l’idea degli attivisti antisemiti e neo-nazisti ” e “è una tattica di propaganda di individui e movimenti antisemiti e neo-nazisti  di tutto il mondo.”

Inoltre, sostenere che la Shoah sia un mito è necessariamente antisemita, in quanto suggerisce un elaborato complotto globale ebraico che, nel corso di quasi sette decenni dalla fine della seconda guerra mondiale, ha reso popolare un grande storico “falso”: i nazisti assassinarono sistematicamente  6000000  di Ebrei.

Non è stata la “prima volta” per Chomsky. Qui ci sono altre citazioni dello stimato professore radicale sugli Ebrei, il sionismo e Israele.

Oltre alla sua ostilità nei confronti degli Ebrei, Chomsky ha sostenuto che gli Stati Uniti sono “il più grande stato terrorista del mondo”, ha elogiato i Vietcong, ha difeso i Khmer Rossi, e ha espresso sostegno a Hezbollah – bazzecole che Greenwald senza dubbio avrà caratterizzato come “personalità e stile “; stranezze che in nessun modo sminuiscono il rigore delle sue tesi progressiste.

Che miseria questi moderni eroi!

Liberamente adattato da QUI

3 commenti
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    eroi! | Bugie dalle gambe lunghe <Liked it!
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