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Cuore nero, bandiera palestinese in mano

gennaio 25, 2013

Scriveva Gianni Barbacetto su Micromega del 12 dicembre 2008:

“…Nelle scuole e nelle università ci sono oggi gruppi di giovani, vicini ad An, che hanno manifestato contro la riforma Gelmini insieme agli altri studenti. E anche i gruppi fascisti a destra di An hanno rivendicato una loro presenza dentro il nuovo movimento. Blocco studentesco e Lotta studentesca (costola di Forza nuova) sostengono di voler creare un fronte comune anti-Gelmini insieme agli studenti di sinistra. Poi sono arrivati i bastoni di Blocco studentesco in piazza Navona, le cinghie dei neri contro gli studenti trasmesse da Chi l’ha visto e il conseguente assalto punitivo dei camerati di Casa Pound e Forza nuova alla Rai di via Teulada. E il quadro si è offuscato: da che parte stanno i gruppi di destra? A che cosa puntano? Sostengono davvero il movimento oppure vogliono radicalizzare lo scontro per provocare la repressione? Domande già fatte a proposito del Sessantotto. Anzi: ciò che oggi è farsa (o quasi) allora era tragedia…..

Foto di gruppo a Valle Giulia

Valle Giulia, il 1 marzo 1968, è considerata il primo atto del Sessantotto “militante”: per la prima volta gli studenti romani reagiscono all’attacco della polizia e riescono a mettere in fuga i “celerini”. C’è una fotografia degli scontri che mostra in prima fila i neofascisti. Vi sono riconoscibili Mario Merlino, Stefano Delle Chiaie, Guido Paglia, Adriano Tilgher, Maurizio Giorgi, Franco Papitto, Ugo Gaudenzi, Stefano Bettini, Roberto Palotto, Adriano Mulas, Tonino Fiore. Personaggi che hanno fatto la storia del neofascismo italiano, ma anche delle compromissioni con gli apparati dello Stato. Allora erano dentro il movimento giovanile del Msi….Tomaso Staiti di Cuddia, nel suo libro Confessione di un fazioso (Mursia), racconta che quel giorno nel corteo c’era anche lui, con un manipolo di fascisti: «Dato che gli extraparlamentari di sinistra mancavano d’iniziativa, avevamo iniziato a spostare e incendiare le macchine parcheggiate in via Statuto. L’esempio fu contagioso… La guerriglia durò fino a notte, i bagliori delle fiamme l’avrebbero rischiarata e i lacrimogeni l’avrebbero avvelenata: avevamo raggiunto il nostro scopo».

In quegli anni era in corso un’operazione che è considerata il primo atto della cosiddetta “strategia della tensione”: l’operazione “manifesti cinesi”, condotta da Delle Chiaie, secondo quanto lo stesso “Caccola” ammette a Vinciguerra. In molte città d’Italia vengono affissi manifesti inneggianti a Mao e con slogan contro il Pci. I manifesti erano stati fatti stampare e pagati dagli Affari riservati di Federico Umberto D’Amato, poi affidati a Mario Tedeschi, direttore del Borghese , che li aveva passati agli uomini di Delle Chiaie per l’affissione. Quante conferme, dei rapporti tra Delle Chiaie e D’Amato: ne parla anche Gaetano Orlando, coinvolto nel tentato golpe del 1970, che testimonia di avere partecipato a Madrid, intorno al 1975, a una riunione cui erano presenti, fra gli altri, Federico Umberto D’Amato, Guerin Serac e Stefano Delle Chiaie, allora latitante”. QUI

La strategia dei gruppi fascisti eversivi di mescolarsi ai movimenti di sinistra giovanili, iniziata alla fine degli anni ’60, ha trovato la sua naturale evoluzione nel movimento dei gruppi pro-palestinesi europei (ed in particolare italiani) nei quali confluiscono indistintamente e all’apparenza senza contraddizione, elementi che si collocano a sinistra e gruppi dell’estrema destra. Esempi ce ne sono a iosa: i manifesti di Forza Nuova in sostegno alla “causa palestinese” non differiscono affatto (salvo alcune “parole d’ordine”) da quelli di movimenti come “Stay Human”, ad esempio, i cosi’ detti “arrigoniani”, dal nome del loro leader carismatico, Vittorio Arrigoni, attivista Ism, ucciso a Gaza da un gruppo di salafiti.

Roberto Fiore, Segretario e leader di Forza Nuova, afferma:”Il governo italiano deve chiedere al governo israeliano di fermare subito gli attacchi contro la striscia di Gaza, poichè la violenza porta solo alla violenza. E’ necessario che il nostro esecutivo chiarisca immediatamente la sua posizione sulla guerra, e che lo faccia in maniera inequivocabile condannando Israele. Decine di civili con l’unica colpa di essere palestinesi muoiono ogni giorno, e la comunità europea deve dare prova della propria volontà politica di perseguire la pace. Non si può più accettare che Israele faccia, per proprie finalità elettorali, il bello ed il cattivo tempo sulla pelle della gente.”conclude Fiore:”ai partiti italiani chiedo di fare una scelta di parte, e di esporsi unitariamente tralasciando ogni ambiguità al fianco dei palestinesi. Qui non si tratta di scegliere una causa rispetto ad un’altra, ma di difendere il più debole in una guerra priva di proporzioni.” Forza Nuova annuncia manifestazioni in tutta italia per manifestare la propria solidarietà al popolo palestinesi.

Vignette come questa che compare nella pagina di Forza Nuova potrebbe benissimo essere state prese da un sito pro palestinese di estrema sinistra, il contenuto è identico.

Ed un esempio eclatante di questa associazione all’apparenza indebita ci arriva da Joe Fallisi, ex tenore salito alla popolarità non di certo grazie alla sua voce ma per la sua partecipazione alla Flottilla per Gaza. Sedicente anarchico, riceve già dal 2008 la solidarietà de La Destra per certe sue dichiarazioni contro Casa Savoia: il gruppo anarchico Germinal di Carrara in quell’occasione sfoggia quello che poi diventerà un mantra di risposta a situazioni analoghe: “Gli anarchici, ed in particolare il Gruppo Germinal non hanno mai chiesto tale solidarietà: la solidarietà che chiediamo ed otteniamo tutti i giorni è quella dei cittadini, usando un termine più ampio, della città, noi non riconosciamo a nessuno il diritto di rappresentarci, così come siamo convinti che nessuno, per quanto eletto a maggioranza possa rappresentare i cittadini”. Cioè, non siamo noi a volere loro, sono loro a cercare noi.

La pagina Kelebekler lo descrive cosi’:

“Joe Fallisi è un energico tenore anarchico, noto soprattutto per la sua versione della Ballata per Pinelli e che non tanto tempo fa, fu tra i protagonisti della vicenda della Mavi Marmara”.

Un anarchico quindi, un libertario, un difensore sincero degli oppressi. Ma come si esprime, ad esempio, in merito alla Shoah?

“La storia del preteso sterminio degli Ebrei e delle pretese camere a gas naziste è un’impostura che ha aperto la strada a una gigantesca truffa politico-finanziaria, i cui beneficiari principali sono lo Stato di Israele e il sionismo internazionale, e le cui vittime principali sono il popolo tedesco – ma non i suoi governanti – e l’intero popolo palestinese. Sono giunto a questa conclusione nel 1980. Al giorno d’oggi, 5 febbraio 2008, non devo cambiarla di uno iota.” Joe Fallisi flespa at tiscali.it Sat Mar 1 01:57:56 CET 2008

Per l’anarchico Fallisi quindi, la Shoah è “il preteso sterminio degli Ebrei” e “le pretese camere a gas naziste” sono un’impostura.

C’è chi gli si rivolge cosi’, affettuosamete e familiarmente:

“Quarant’anni dopo Fallisi continua il suo impegno dalla parte degli ultimi. E’ stato infatti tra gli arrestati di Freedom Guerrilla, la colonna di aiuti umanitari per la striscia di Gaza, vittima di un sanguinoso (e inefficiente per gli standard israeliani) attacco delle teste di cuoio di Tel Aviv. Oggi è il suo compleanno. Tanti auguri, Joe…”

Chi si rivolge cosi’ all’anarchico Fallisi? La pagina ultradestra FascinAzione. Ecco, Fallisi sembra mettere d’accordo anarchici, pro palestinesi di sinistra, negazionisti, antisemiti e estremisti di destra. Non è poco!

Scrivono sulla pagina delle “Giovani Comuniste“:

Da tempo, in verità, quantomeno da un quindicennio, sono andate formandosi in Italia piccole realtà interne al neofascismo, che hanno cercato di collocarsi su posizioni anticapitaliste e antimperialiste. Certamente un fenomeno non nuovo. Le ascendenze vanno addirittura rintracciate nel primo movimento fascista in Italia e all’interno del movimento nazionalsocialista in Germania. Si pensi alle camicie brune di Ernst Rhom, ma ancor prima alla posizione assunta, nel periodo 1919-1920, da due esponenti socialisti, Friederich Wolffheim e Heinrich Laufenberg, che si dichiararono favorevoli a un’alleanza tra nazionalisti e comunisti, da cui la tendenza “nazionalbolscevica”, bollata dallo stesso Lenin come «madornale assurdità». Due oggi gli approcci prevalenti: l’assunzione di una lettura del capitalismo ridotto a sole banche e finanza, senza alcuna critica del sistema che li ha prodotti, con il contorno di presunte cospirazioni ebraiche, e una visione geostrategica in cui i soggetti di riferimento diventano unicamente gli stati, non i popoli e le classi, con i loro diritti e le loro rivendicazioni. Da qui l’opposizione agli Usa, in mano ormai ai «circoli sionisti», e il sostegno a Cina e Russia. «Eurasia» (che auspicherebbe un’alleanza tra russi, europei e stati mediorientali in chiave antiamericana) e Stato e potenza sono in definitiva solo le ultime espressioni di questo filone. Basterebbe citare alcuni tentativi precedenti: dalla rivista «Orion»,negli anni Novanta, alla cosiddetta Rete dei circoli comunitaristi, inneggiante a Marcos e a Stalin («vero nazional-bolscevico»), inizialmente una corrente interna al Fronte nazionale di Adriano Tilgher poi legatasi al Partito comunitarista nazional-Europeo (fondato nel 1984 dagli epigoni di Jeune Europe), per finire all’Unione dei comunisti nazionalitari, tra il 2002 e il 2003, a Socialismo e liberazione e ora a Comunismo e comunità. In questo stesso ambito potrebbero essere a pieno titolo inseriti anche quelli di Rinascita nazionale e della casa editrice Arianna. Un fenomeno, questo, dalle tinte rossobrune, non solo italiano ma sviluppatosi anche in altri paesi europei, con un occhio di riguardo al laboratorio russo con il suo Partito nazionalbolscevico, fondato nel 1993 dallo scrittore Eduard Limonov, le cui bandiere riproducono falce e martello in un cerchio bianco su sfondo rosso. Una realtà ambigua, tra fascismo e nostalgia per l’Unione sovietica.

Ma torniamo al nostro Fallisi, a quello che scriveva queste “toccanti” parole in occasione della Freedom Flottilla, riportate da Andrea Carancini, uno che scrive anche qui :

UN MOMENTO

(parole e musica di Joe Fallisi – Atene, 23 maggio 2010, Istanbul, 3 giugno 2010)

Ai martiri della “Mavi Marmara”, saliti in cielo il 31 maggio 2010 

Gaza, fior di Palestina, Guarda le onde di mattina, Vedrai nove navi entrare Dalle porte del tuo mare. 

Siam partiti dall’Irlanda, Dall’Italia, dall’Olanda. Cuore grande di Turchia, Grecia, Svezia ed Algeria. 

Libera Gaza, Ramallah, Jenin, Gerusalemme, Hebron, Betlemme, Nablus, Qualquilla, Tulkarem, Bil’in,

Gerico, Yāfā, Haifa, Deir Yassin! Libera Gaza, Ramallah, Jenin, Gerusalemme, Hebron, Betlemme,

Nablus, Qualquilla, Tulkarem, Bil’in, Gerico, Yāfā, Haifa, Deir Yassin! 

 Mille stelle sfavillanti Su nel cielo ancor tremanti… Ci accompagnano i delfini E i sorrisi dei bambini.

 Un momento signor Peres, Dice alzandosi Erdogan, Non più crimini né guerre, Le ingiustizie finiran.

 Libera Gaza, Ramallah, Jenin, Gerusalemme, Hebron, Betlemme, Nablus, Qualquilla, Tulkarem, Bil’in,

Gerico, Yāfā, Haifa, Deir Yassin! Libera Gaza, Ramallah, Jenin, Gerusalemme, Hebron, Betlemme,

Nablus, Qualquilla, Tulkarem, Bil’in, Gerico, Yāfā, Haifa, Deir Yassin!

Lasciando perdere lo squallore della “lirica” che avrebbe fatto impallidire anche gli ultimi pennivendoli del Duce, per Fallisi tutta Israele è terra occupata, è Palestina! Ma esiste una linea che separa netta l’anti sionismo, cioè l’avversione all’autodeterminazione del popolo ebraico e l’anti giudaismo? Sicuramente Fallisi risponderebbe di si’, almeno in pubblico. Ma poi sul suo blog “Ereticamente“, leggiamo:

L’usuale, politically correct nell’ambito dell'”estrema sinistra” così come di certi ambienti cattolici, comparazione tra sionisti e nazisti è per molti versi farlocca e presuppone la comune credenza obbligatoria (imposta dai vincitori del secondo macello mondiale) nel “male assoluto” del Terzo Reich. Accomunava gli uni con gli altri senza dubbio il razzismo – ancora più radicale, del resto, nei giudei, dal momento che costoro da sempre ritengono se stessi superiori, “eletti”, rispetto a tutti gli uomini, delirio che non ha mai sfiorato le meningi dei tedeschi -, ma ben più pregnante è l’analogia e la consanguineità degli ebrei tirannici moderni coi loro padri bolscevichi. Orwell, quando scrisse 1984, aveva in mente non Hitler, ma Stalin e la sua corte lovecraftiana, come prefigurazione del Grande Fratello. E’ in quel regno del falso al potere, anzi dell’inversione istituzionale della verità, e soprattutto nei primi vent’anni “gloriosi”-mostruosi, che i teppisti giudeobolscevichi, impossessatisi con un putch dello Stato, portarono a compimento le profezie di sventura di Bakunin. Dal 1917 al 1937 la Madre Russia, stuprata, rappresentò il campo di un enorme esperimento in corpore vili. Fu la nuova “Gerusalemme terrena” degli ashkenaziti, come lo era stato, durante il Medio Evo e sino alle soglie del mondo contemporaneo, l’enorme regno di Polonia-Lituania. Sempre il medesimo disprezzo-odio, la stessa esazione da vampiri nei confronti dei lavoratori della terra, la cui identità, indipendenza e attaccamento alle radici andavano (vanno – cfr. oggi in Palestina) annientati, distrutti. E con ogni mezzo necessario, a cominciare da quello shylockiano per eccellenza: l’affamamento. In cui il tiranno all’uncino, per far crepare l’avversario, non deve sborsare neanche l’ombra di uno shekel.

Beh, per il nostro, l’accostamento sionismo-nazismo non funziona perché i veri “colpevoli” dei mali del mondo sono i “teppisti giudeo-bolscevichi”! E sempre per lo stesso motivo pubblica sulla sua pagina Facebook articoli come questo “Dobbiamo ripulire il mondo dal nemico diabolico ebreo” . Questo è uno degli “eroi” della propaganda pro-palestinese. Uno di quelli che consiglia agli altri di restare umani!

6 commenti
  1. Aurora permalink

    La distinzione all’italiana fra “destra” “sinistra” non ha mai avuto senso nel XX Sec.
    Infatti, non tiene conto della matrice socialista, rivoluzionaria e anticapitalista sia del comunismo, sia del fascismo, sia del nazismo.
    La storia del riconoscimento immediato da parte di Mussolini dello Stato Sovietico e dell’alleanza Germano-Sovietica del 1939 (per la spartizione della Polonia ma non solo), che nel 1940 fu a un passo dal diventare l’Asse Berlino-Mosca-Roma (non lo divenne solo a causa della megalomania hitleriana), dovrebbe dimostrarlo ampiamente. Codesti rigurgiti che fate fatica a capire, non sono che qualcosa che è sempre esistito e per voi rappresenta confusione ideologica. Se solo vi ricordaste, per esempio, che Mussolini fu direttore del quotidiano socialista L’Avanti, e che Bombacci fu prima fra i fondatori del PCI e poi divenne fascista, sareste piú facilitati. Non furono due casi isolati: la matrice culturale era la stessa ed infatti permise alla maggioranza degli italiani di essere entusiasti sostenitori del fascismo prima, e poi antifascisti, senza peraltro cambiare mentalità.
    L’analisi anglo-sassone, specialmente statunitense, della natura dei regimi politici dittatoriali che hanno piagato l’Europa del XX Sec., è molto piú corretta e permette anche di capire meglio l’ossessione antisemita dei rossi, bruni e neri, in quanto si basa sulla distinzione di base di libertà (anche economica, nel liberismo) contro la limitazione della libertà da parte dello stato.
    In economia, o si pratica la libertà d’impresa nell’economia di mercato, o si controlla l’economia attraverso lo stato. Questa è la distinzione di base. La sinistra, bianca, rossa, bruna o nera, vuole il controllo. La destra non lo vuole.
    I comunisti sono per un’economia dove lo stato è il padrone dei mezzi di produzione e dirige la produzione; i cattolici, i fascisti, i nazional-socialisti e con gradazioni diverse socialisti e socialdemocratici, permettono la proprietà privata ma è lo stato a decidere e dirigere la direzione e quantità della produzione.
    Il loro nemico mortale è in tutti i casi i liberalismo, con il suo corollario di liberismo economico.

  2. Ottimo lavoro, come sempre. Corro a girarlo alla mia mailing list.
    Shavua tov.

  3. Si dimentica questo di Joe Fallisi, una bella lode e nemmeno troppo nascosta al nazismo e al giappone imperiale e una condanna netta del processo di Norimberga. In pratica il peggior totalitarismo del ‘900 è il liberismo, quello americano, quello della bomba atomica. I fascismi e i nazismi, dimenticati, del comunismo neanche l’ombra.

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