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Ma allora il mondo si sbaglia!

dicembre 16, 2012

Lo abbiamo sentito dire da tutti i giornali, lo hanno ripetuto con gravità solenne o con una nota di falso rammarico tutti gli opinionisti e i telegiornali: costruendo a Ma’ale Adumim Israele ostacola la pace! I nuovi insediamenti: colpo mortale alla pace. Nuove colonie: Israele si vendica del riconoscimento all’Onu della Palestina…; e cosi’ via.

Gli Stati Uniti  hanno condannato subito la mossa, tramite il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Tommy Vietor: “Ribadiamo la nostra opposizione di lunga data ad insediamenti e a costruzioni a Gerusalemme est . Crediamo che queste azioni siano controproducenti e rendano più difficile la ripresa dei negoziati diretti o il raggiungimento di una soluzione a due stati. ”

Il Ministro degli Esteri britannico, William Hague,  ha chiesto che il progetto fosse riconsiderato. Ricordando che la mossa danneggerebbe la posizione di Israele nella comunità internazionale (notoriamente benevola verso Israele!!!), ha aggiunto che i piani “altererebbero la situazione sul terreno in un modo che renderebbe la soluzione a due Stati, con Gerusalemme come capitale condivisa, sempre più difficile da raggiungere.” Il suo omologo francese, Laurent Fabius,ugualmente si è espresso con una condanna forte.

Anche il NY Times si era affrettato, il 2 dicembre, a scrivere che ” il corridoio E1 tra Gerusalemme e Ma’aleh Adumim sarebbe un ostacolo ai piani di uno stato palestinese contiguo”. L’articolo del Times, scritto dal capo dell’ufficio di Gerusalemme, la solita  Jodi Rudoren, sempre attiva nella condanna di Israele,  sosteneva che “i critici vedono lo sviluppo della zona  E1 come una minaccia per la contiguità significativa di uno stato palestinese … perché  lascerebbe alcune aree palestinesi [in Cisgiordania] collegate a l’una all’altra solo da strade con poche uscite o per vie tortuose. ”  Ma il 15 dicembre il Times ammetteva che l’articolo aveva “imprecisamente descritto l’effetto di sviluppo [E1] in materia di accesso alle città di Ramallah e Betlemme da Gerusalemme e in Cisgiordania”. “Lo sviluppo del corridoio E1 potrebbe limitare l’accesso a Ramallah e Betlemme, non taglierebbe quelle città da Gerusalemme,” ha rettificato. Di conseguenza, ha continuato, tali piani “non dividono la Cisgiordania in due.” “Lo sviluppo del corridoio [E1] non  renderebbe tecnicamente impossibile uno stato palestinese contiguo”, giustificando poi l’articolo del 2 dicembre come dovuto a “un errore di montaggio.”

La scorsa settimana, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto semplicemente come “falsa” l’idea  che le costruzioni in E1 avrebbero precluso l’eventuale emergere di uno stato palestinese. E allora, sono solo i “falchi” a pensarla cosi’? No, è anche Tzipi Livni per esempio. In una conferenza al Daniel Hotel a Herzilya, il 12 dicembre, ha detto:

“Non importa cosa ne pensi degli insediamenti”. “Abbiamo blocchi di insediamenti in prossimità della Linea Verde, e l’unico modo per la fine del conflitto con i palestinesi è tenerli.” “Qualsiasi pre-accordo da parte della comunità internazionale per un ritiro ai confini del 1967, prima  che i colloqui avvengono, rende difficile negoziare. Era chiaro nei colloqui che ho condotto con i palestinesi che non ci sarebbe stato il ritorno ai confini del 1967.” Livni ha detto che, come israeliana, si è sentita frustrata da una comunità internazionale che paragona le perdite causate dalla IDF, che agisce per difendere Israele, ai terroristi che prendono di mira i civili. “Il messaggio che i terroristi dovrebbero sentire  è che ci sono cose che la comunità internazionale considera illegittime”, ha detto. “E ‘inaccettabile che i soldati sentano che non possono agire contro coloro che cercano di far loro del male.”

Ma di che cosa stiamo parlando in pratica? Ma’ale Adumim è un sobborgo della capitale di Israele, appena tre miglia al di fuori dei limiti della città di Gerusalemme, a dieci minuti di auto di distanza. E ‘stata fondata da 23 famiglie su una collina circa 1.500 metri sul livello del mare con vista sul deserto della Giudea, le colline di Gerusalemme, il Monte Scopus e il Monte degli Ulivi, nel 1975. Il nome si riferisce alle sfumature rossastre delle formazioni rocciose lungo il percorso dalla Valle del Giordano fino a Gerusalemme. Ma’ale Adumim è descritto nel libro di Giosuè (15:6-18) come zona di confine tra le tribù di Giuda e di Beniamino. Fondato da 23 famiglie di pionieri nella settima notte di Chanukah nel 1975, Ma’aleh Adumim è diventato un consiglio comunale nel 1979. Di conseguenza, il regolamento ha ricevuto il riconoscimento ufficiale e ora opera nel quadro di un comune.

Da meno di due dozzine di famiglie, l’avamposto è cresciuto a 20.000 in soli 20 anni. Nel 1991, il governo ha dichiarato Ma’ale Adumim la prima città prima ufficiale in Giudea e Samaria, e oggi è la più grande città ebraica nei territori, con una popolazione di 40.000 persone. La maggior parte dei residenti della città sono di classe media e tradizionalisti, circa il 20 per cento sono religiosi (e sono serviti da 28 sinagoghe). Circa il 15 per cento provengono dagli Stati Uniti, un altro 15 per cento dalla ex Unione Sovietica.

La città è pulita, sicura e vicino al posto di lavoro di molti residenti. Nel 2003, una strada di 1,8 miglia ha  collegato la città con Gerusalemme, il che rende ancora più facile lo spostamento verso la capitale. La città ha anche vinto due volte il premio nazionale per la qualità ambientale e gode di 275 ettari di spazio verde, decine di campi da gioco, e sculture all’aperto. I prezzi delle case sono anche significativamente inferiori a quelli di Gerusalemme. Circa 6.000 persone vivono nei pressi di insediamenti che sono inclusi nel blocco di Ma’ale Adumim, il più grande dei quali è Kfar Adumim.

Ma, udite udite, secondo il piano di pace di Clinton, Ma’ale Adumim sarebbe comunque restata a far parte di  Israele – punto concordato con l’Autorità palestinese – e la città non si trova nel lato israeliano della barriera di sicurezza. Per molti anni, il governo israeliano ha previsto di colmare il divario tra Gerusalemme e Ma’ale Adumim – denominato progetto E1 – costruendo in (E1) il corridoio Est-1 che si trova tra le due città. Composto da circa 3.250 ettari per lo più disabitate, il piano E1 prevede la costruzione di abitazioni, edifici commerciali, industriali, e per il turismo, nonché una riserva naturale.

Ma, allora il mondo si sbaglia? Eh si’, il mondo si sbaglia.

11 commenti
  1. Michele Rinaldi permalink

    Chissà se il ministro Terzi, quello con quel nome inutilmente altisonante, dice quello che pensa e pensa a quello che dice o si limita a fare da megafono ai suoi più autorevoli suggeritori.Sarebbe bene fargli pervenire l’articolo di cui sopra.

  2. Beh, io a qualcuno lo farò pervenire, ammesso che serva;

    Ho giusto appena letto questa citazione:

    “Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”

    (M. Twain)

    Mai come nel caso d’Israele è così vero, ma io continuo a lottare.

    • Michele Rinaldi permalink

      Intanto facciamo così : per nessun motivo al mondo, neanche se dipingesse il sole e la luna, voteremo per il sig.Monti e per quelli che a lui si richiamano o lo appoggiano PER QUELL’UNICA RAGIONE: il voto di novembre all’ONU contro Israele (e contro il buon senso) – senza cadere nella trappola cosiddetta “del male minore”.Il male maggiore sono proprio i quaquaraquà tipo questo Terzi.Siete d’accordo?

      • Una tizia, che ha fatto della lotta a Israele il suo scopo di vita, quando l’Italia sembrava dovesse astenersi ha scritto che Monti non era nessuno, non era stato votato dagli italiani e quindi non era legittimato a esprimersi a loro nome. Vorrei tanto sapere se adesso la signora ha cambiato idea.

  3. King Poro permalink

    Tranquilli, il mondo non tollererà a lungo il fascismo e l’apartheid. Già oggi solo gli usa e la micronesia sono con israele. Tra qualche anno complice l’amministrazione obama e la crescita del potere del blocco arabo, saranno inevitabili sanzioni economiche e militari sul modello del Sudafrica. Voglio proprio vedere aloora l’arroganza dello stato coloniale-canaglia-teocratico israele che fine farà..

    • Sai come si dice? L’illusione è mezzo vitto🙂

    • A me fa molto piacere che il mondo non tolleri il fascismo e l’apartheid, ancora presenti in gran parte del pianeta, anche se non capisco che c’entri questo discorso con Israele. E poi; Israele finirà per l’amministrazione Obama? Ma allora, tutta la storia di tutte le potentissime lobbies ebraiche non sono vere? Pensate pure quello che vi pare, ma fate pace col cervello!

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