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La classifica della vergogna

novembre 25, 2012

Israele ha subito due settimane di attacchi. I razzi di Hamas sono arrivati, per la prima volta dopo vent’anni, a Tel Aviv e Gerusalemme. Il mondo non si è chiesto quali fossero le rivendicazioni di Hamas, che cosa chiedessero con questi attacchi. Era troppo impegnato a odiare il “bullo del quartiere“:

“, il bullo del quartiere è solo uno/ I suoi nemici dicono che è sul loro territorio/ Loro sono più numerosi circa un milione contro uno/ Lui non ha nessun posto dove scappare, nessun posto dove correre/ È il bullo del quartiere/. Il bullo del quartiere vive solo per sopravvivere/ È criticato e condannato solo per essere vivo/ Non è ritenuto / capace di difendersi, nè di avere la pelle dura/ Si pensa che si faccia uccidere quando gli si sfonda la porta/ È il bullo del quartiere”.

Bob Dylan lo scriveva già nell’83. Ci si meraviglia sempre. Ma anche nel mare magnum della diffamazione e della disinformazione, c’è chi eccelle. Ecco a voi: LA CLASSIFICA DELLA VERGOGNA (work in progress).

Anthony De Rosa, giornalista della Reuters e media social editor. Nel suo tweet non si è accontentato di preoccuparsi per i civili palestinesi ignorando quelli israeliani, ha voluto strafare. Israele, non pago di Iron Dome, uccide i civili “per ritorsione” e segnatamente gli “scudi umani”. Per De Rosa l’uso di scudi umani non deve essere tanto riprovevole, forse la considera una tattica difensiva come un’altra.

Seamus Milne, del Guardian. Mentre centinaia di razzi erano lanciati su Israele Milne sosteneva a gran voce che i palestinesi “avevano il diritto di difendersi”. Scrive: “Dipingere Israele come una specie di vittima che ha tutto il diritto di difendersi dagli attacchi provenienti fuori dai suoi confini, è una grottesca inversione della realtà”.

“Gli abitanti di Gaza sono un popolo occupato e hanno il diritto di resistere, anche per mezzo di armi (anche se non mirando ai civili ), mentre Israele è una potenza occupante che ha l’obbligo di ritirarsi – non ha diritto sul territorio che controlla o sta colonizzando con la forza del potere militare “.

Non è esilarante? Gli abitanti di Gaza hanno diritto a resistere, ma non ad attaccare i civili! E a chi miravano i missili lanciati? Israele occupa Gaza! E Milne parla di “grottesca inversione della realtà”!

Seamus Milne, The Guardian

Chris Hughes, The Mirror, che descrive la reazione di Israele quasi come un novello sbarco in Normandia

Jon Donnison, BBC, come molti suoi colleghi non ha resistito dal tentativo di spacciare bambini feriti o morti in Siria per palestinesi.

Smascherato si è scusato sommessamente, ma il suo tweet era stato intanto condiviso 7000 volte. Scuse non accettate.

BBC News, per averci permesso di assistere in diretta ad un altro dei famosi miracoli che sappiamo prodursi in Terra Santa: la resurrezione di un morto! Il fotoreporter non se ne era accorto, di sicuro. E nemmeno CNN e Reuters che poi lo hanno cancellato.

Clayton Swisher, Al-Jazeera che in un suo tweet ha definito legittimi i razzi lanciati su Gerusalemme

La propaganda palestinese, che ha messo on line centinaia di foto di bambini e adulti morti in Siria attribuendoli a Israele. E non solo: qui Haniyyeh bacia un bambino morto; solo in seguito le sue fazioni ammetteranno la responsabilità della morte di questo bambino.

Si raggiunge l’apice del grottesco quando la foto di un bambino israeliano, ferito nel lancio di razzi sulla sua casa a Kiryat Malachi è spacciato per palestinese!

Al Arab Net che esibisce foto di bambini siriani, diventati post mortem palestinesi

Steve Bell, The Guardian, che nel più classico stile antisemita ci presenta la vignetta di un Netanyahu che tiene in mano i potenti del mondo e scatena guerre per vincere le elezioni

Ma anche i giornali italiani, intendiamoci, hanno fatto del loro peggio, bisogna riconoscerlo loro! Dagospia, per esempio, presenta un bombardamento nel sud di Israele come fatto su Gaza.

L’Avvenire, come da tradizione, ricorda che gli ebrei con i morti ci fanno affari

Poi la propaganda di pagine che si definiscono turistiche o di “interesse sociale” come questa. Sembra che il loro “interesse sociale” sia chiaro

C’è chi si schiera apertamente con Hamas, senza vergogna

La Stampa, che scrive: Gaza, si scava tra le macerie in cerca dei bimbi (notare: non di vittime e basta, no, DI BIMBI!) ma non fa caso che i gazawi nella foto hanno una birra in mano e la kippah in testa… va beh… sottigliezze…

E Informare per Resistere, ormai senza più freni nel manifestare il suo aperto antisemitismo

Questa, signori e signore, la chiamano informazione….

Grazie a Honest Reporting e Opaw2012

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13 commenti
  1. Giulio permalink

    Di tutta la vicenda di quest’ultima settimana, mi hanno colpito le parole di Amos Oz (uno che ha sempre supportato la creazione di uno Stato palestinese), che diceva che Hamas continua da 6 anni a lanciare razzi nell’indifferenza totale dei “media” (la storia della “reazione spropositata” fa ridere, anzi piangere).
    Vedrai che adesso tutti si dimenticheranno del conflitto in corso (sebbene continueranno i lanci di razzi) fino al prossimo raid israeliano e tutti i jihadisti nostrani (i “rivoluzionari da tastiera”) a tifare letteralmente, come se fosse una partita di calcio, per Hamas (non per i “palestinesi”, quelli finchè non è Israele a causarne la morte non se li fila nessuno), che dichiarerà di aver vinto anche dopo la distruzione totale del suo arsenale e distribuirà confetti gentilmente offerti dall’Iran (spero si capisca l’ironia).

    Ciao

  2. Isra Hell permalink

    IL NEW YORK TIMES SPIATTELLA LA VERITÀ. I BOMBARDAMENTI AERONAVALI SU GAZA PER COLLAUDARE LE NUOVE ARMI ISRAELIANE IN VISTA DELL’IMMINENTE GUERRA ALL’IRAN

    “Per Israele il conflitto di Gaza è un “test” del confronto con l’Iran”. Questo il titolo dell’inchiesta pubblicata oggi dal New York Times sulle vere motivazioni che hanno indotto Benjamin Netanyahu a scatenare una pioggia di morte e di distruzione su un milione e mezzo di palestinesi (175 morti, 1.400 feriti): “Il conflitto che si è concluso, per ora, con la cessazione del fuoco tra Hamas e Israele ha avuto l’apparenza dell’ultimo episodio di una periodica prova di forza – scrivono David E. Sanger e Thom Shanker, autori dell’inchiesta – ma secondo funzionari americani e israeliani è stata evidenziata una seconda pianificazione strategica. Lo scontro è stato qualcosa di simile ad un preambolo pratico di ogni futuro confronto con l’Iran in cui hanno avuto un evidente ruolo dei razzi potenziati capaci di raggiungere Gerusalemme e nuovi sistemi antimissilistici per neutralizzarli.”

    L’articolo del quotidiano newyorchese (*) stende un pietoso velo sulle finzioni propagandistiche di Gerusalemme, zelantemente condivise dai mass media occidentali, secondo cui l’ultimo eccidio di civili a Gaza sarebbe stato provocato da qualche razzo Kassan caduto sugli insediamenti ebraici nei territori occupati. “Nella realtà – si legge nell’inchiesta – il primo colpo del conflitto degli otto giorni tra Hamas e Israele a rigor di logica è stato sferrato un mese prima su Khartoum, capitale del Sudan, con un’altra misteriosa conflagrazione nella guerra di ombre contro l’Iran”. Viene così sottolineato come la denuncia sudanese secondo cui quattro caccia bombardieri israeliani avrebbero distrutto un deposito di missili a medio raggio Fajr di fabbricazione iraniana destinati ad Hamas sia stata poi convalidata da fonti ufficiose americane e di Gerusalemme. Sanger e Shanker citano poi una fonte insospettabile, Michael B. Oren, storico militare e ambasciatore di Israele a Washington: “Nella crisi missilistica cubana – ha dichiarato ieri l’altro il diplomatico a Washington – gli Stati Uniti non affrontarono Cuba, ma l’Unione Sovietica. Nell’operazione Pilastro Difensivo Israele non ha affrontato Gaza, ma l’Iran”.
    Analogia impropria, si legge sul New York Times, perché allora l’Unione Sovietica stava cercando di trasferire a Cuba un arsenale nucleare, mentre a Gaza i razzi e alcuni loro componenti erano convenzionali, e per giunta imprecisi come hanno rivelato fonti israeliane.

    Dall’inchiesta si desume che Israele ha deliberatamente provocato il lancio di missili a corta gittata Kassan e a media gittata Fajr sul proprio territorio per testare su un piano operativo di guerra il suo sistema antimissilistico “Cupola di Ferro” basato nei pressi delle centrali nucleari di Dimona (con circa 400 ogive atomiche e termonucleari e altrettanti vettori intercontinentali e a medio raggio) e intorno a Tel Aviv e Gerusalemme. Il sistema, composto da Patriot di nuova generazione del costo di 275 milioni di dollari, è stato fornito ad Israele dagli USA, facendo salire a circa tre miliardi e mezzo di dollari il finanziamento annuale del contribuente americano alla difesa dell’alleato mediorientale. Secondo fonti governative di Gerusalemme “Cupola di Ferro” avrebbe intercettato 350 razzi lanciati da Gaza, nessuno diretto su centri abitati, con la distruzione dell’88% dei bersagli (secondo fonti ufficiose di Washington il sistema avrebbe funzionato solo per il 30%, data anche la traiettoria imprecisa e imprevedibile dei missili di Hamas). L’inchiesta del New York Times pone in luce la stretta collaborazione tra Washington e Gerusalemme nei preparativi dell’offensiva contro Gaza e di quella a più ampio raggio prevista per i prossimi mesi contro l’Iran: vengono citate le manovre aeronavali USA-Israele dello scorso ottobre con il rifornimento in volo degli aerei con la stella di David e quelle con il concorso degli Emirati Arabi e del Regno Saudita nel Golfo Persico.

    Una finzione quindi la “energica mediazione” del Segretario di Stato Hillary Clinton per ottenere la cessazione del fuoco. Anche quella del presidente egiziano assume un significato diverso se è vero che gli obiettivi delle devastazioni e degli eccidi a Gaza sono stati temporaneamente raggiunti, che l’analisi dei risultati richiede un minimo di due settimane, che la mobilitazione di 75.000 riservisti israeliani e lo schieramento di 200 carri armati sulle frontiere meridionali non prevedevano l’invasione del territorio controllato da Hamas, ma facevano parte delle manovre militari in vista di un ben più catastrofico grande conflitto mediorientale.

    • Ma certo! E poi c’era la marmotta che fabbricava il cioccolato… Israhell (un nome una garanzia) i complotti hanno le gambe corte. Tanta fatica per nulla? Abbas ci ha guadagnato il posto di osservatore all’Onu, pensa un po’! Senza aver nemmeno fatto la fatica di un tentativo di mediazione. Eh che sbadato Israele! Ha fatto tanto e ha sbagliato i calcoli! 🙂

  3. AntiZION permalink

    Antisemitismo de che???
    Tu e la tua banda di sionisti assetati di sangue avete pure il coraggio di parlare???
    VAFFANCULO!!!! (con tutto il cuore!)

    • Eh sai, se gente come te ha il coraggio di simulare quello che normalmente si chiama “parlare”, possono farlo tutti, non credi? Ricambio di cuore il vaffanculo 🙂

    • Pietro Aligi Schiavi permalink

      Messaggio per AntiZion: ma non lo sai che un sionista si nasconde sempre?? Non saprai mai l´indirizzo per andare da lui e dirgli in faccia quello che pensi. Gli ebrei si camuffano sempre. Io abito a Milano, mi chiamo Pietro Aligi Schiavi. AntiZion, impegnati a contrastare il male ebraico in tutti i modi. Boicotta i loro prodotti, straccia le pagine dei libri ebraici nelle librerie della tua citta´, scrivi migliaia di e-mails ogni volta che vedi una loro propaganda mascherata da “notizia”. Puoi fare molto, se ti ci metti. Io lo faccio da decenni, e considera che ora sono all´estero, ma non smetto la mia lotta contro il male ebreaico, sia esso ebraico, “israeliano”, o sionista. Combattaili, invadi Internet di messaggi ogni volta che fanno propaganda. FALLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11
      Hai gia´un collega di lotta. Aiuta Hamas, aiuta i Plaestinesi, aiuta l´OLP, aiuta HEZBOLLAH, aiuta chi e´contro il cosidetto stato di israele. Puoi fare molto, loro fingono di nulla, ma ti garantisco che sono infastiditi da gente che come noi li schiaffeggia , anche se solo con messaggi. Distruggiamo la loro arroganza, ci riusciamo. Nel mio piccolo ho avuto soddisfazioni (con la rabbia del gestore di questo bollettino di guerra sionista che mi legge). Grazie, ISRA-HEIL.

      • Via prendi le gocce e vai a letto; una bella dormita ti rimetterà in sesto

      • pietro aligi Schiavi permalink

        Io adoro leggere le menzogne ebraiche e sioniste, grazie per farmi divertire ebreo, ma ti ripeto che d soldi ad HAMAS, e spero che tu ne sia felice, sionista. Mio Dio, come gli ebrei sanno inventare menzogne, PROFESSIONISTI DELLA BUGIA, grazie.

      • Va bene, ora siccome anche con gli infelici la pazienza ha un limite e dato che i tuoi “commenti” sono sempre più deliranti, nonostante capisca che scrivere qui ti possa dare per un attimo l’illusione di essere una persona normale e attiva, ti avverto che annoi e che i tuoi prossimi commenti saranno cestinati. Mica per nulla, che debba perdere tempo a rispondere a un pazzo non è scritto da nessuna parte. Accontentati di quello che finora hai potuto mostrare di te e appiccicati a qualcun altro. Non dubito che ti sarà facile trovare qualcuno che incarni il tuo “nemico”.

  4. Shimon permalink

    Questi goym sinceramente mi stanno facendo sempre più schifo,e gli ebrei che li difendono e attaccano Israele ancora di più.Ma verrà la resa dei conti!E Israele trionferà!

  5. Great info. Lucky me I came across your site by accident
    (stumbleupon). I have saved it for later!

  6. roberto F permalink

    Caro Admin di questo ottimo sito, purtroppo, più leggo i commenti degli anti-sionisti, più mi convinco che devono soffrire di qualche patologia mentale. Ad esempio, da ciò che scrive Pietro Aligi Schiavi, faccio grande fatica a considerarlo una persona del tutto equilibrata, mentalmente in ordine. Incredibile. Ma come è possibile tanta cialtroneria sub-culturale? Lunga vita ad Israele.

    • Eh si’,anch’io la penso come te: Israele è diventata la valvola di sfogo delle frustrazioni di tanti disadattati. L’elemento che hai nominato ne è prova lampante.

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