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C’era una volta un piccolo naviglio…

ottobre 3, 2012

Parliamo un po’ dell’ultima Flottilla, quell’iniziativa tanto popolare in quegliambienti che continuano a parlare di occupazione israeliana, nonostante perfino Hamas la neghi.  Sta per arrivare a Napoli un “piccolo naviglio” proveniente dalla Svezia, la Estelle. Ci informano che il nome è stato scelto in onore della moglie del conte Folke Bernardotte, ucciso dalla banda Stern nel ’48. Evidentemente per i piccoli nocchieri, gli israeliani del 2012 sono gli stessi della banda Stern del ’48. Ma va bene, sono dettagli. Vediamo piuttosto che cosa trasportano e che cosa chiedono in “doni” a chi volesse aderire all’iniziativa.

E dove informarsi se non sulla pagina ufficiale dell’evento? Riportiamo testualmente:

Diffondiamo un appello che ci è arrivato dalla comunità di pescatori di Gaza assediata. Hanno bisogno di materiale per la Scuola di Vela che stanno cercando di allestire a Gaza City. Chiedono se possiamo dargli una mano a trovare il materiale e farglielo avere imbarcandolo sulla Estelle, in partenza da Napoli per Gaza il 1 ottobre 2012. I tempi sono molto stretti, ma noi diffondiamo ugualmente l’appello nella speranza che qualcuno riesca a trovare almeno una piccola parte di quanto richiesto. Questo materiale non può entrare a Gaza, Israele non lo permette, quindi la speranza è di farlo recapitare dalla Estelle, la nave della libertà .

La lista del materiale di cui hanno bisogno è la seguente :

1 Gommone (Zodiac) 7-8 persone

2 barca a vela per disabili (usata)

3 barca a vela (420 o 470) Imbarcazione usata. e sartiame per 420 (albero, vela, Ruder ) abbiamo solo lo scafo

4 Vela e albero inferiore per barche laser (2 radiale + 2 per 4,7)

5 Marker gonfiabile per gare o percorso di formazione

6 telecamere waterproof

qualsiasi materiale per la scuola di vela potrebbe essere utile

Ah beh certo! Che cosa è più utile a una città martoriata da una terribile occupazione del materiale per una scuola di vela? E’ logico! La Estelle è lussuosa, romantica e costosa  e che, i palestinesi non hanno diritto almeno a un gommone? A una barca a vela? Ma certo che si’!

Anche se, in effetti, siamo proprio sicuri che a Gaza manchino le attrezzature velistiche? Me lo chiedo perché mi sembra già abbastanza fornita dal punto di vista turistico-ricettivo

Comunque sia, la Estelle va. Del resto ancora il tempo invita a una bella escursione in barca, prima dei freddi autunnali. Naturalmente, presi da questa loro voglia di avventura i nostri intrepidi non si sono sofferamti a pensare che forse tentare un attracco forzato a Gaza significa, in pratica, legittimare il governo di Hamas che tiene da sette anni, con pugno di ferro, la città. Neanche una parola contro quel regime sanguinario, neanche una parola per quei palestinesi che hanno osato manifestare contro i loro oppressori, niente per quel ragazzo che si è dato fuoco ed è morto nell’indifferenza totale del mondo “umano”. Nulla. Il giocattolino dell’odio anti-israeliano non puo’ badare a queste quisquilie.

Hamas ha disperso i manifestanti e tutto è andato a posto. Incidenti di percorso. L’importante è veleggiare. E ci sono anche, in questa farsa,  i sostenitori “illustri”, quelli che non possono di certo scusarsi con un “ma io credevo…” “ma io non sapevo….”. Sorvoliamo sui soliti noti, il parterre che va da Ovadia alla Morgantini, i professionisti dell’odio. E parliamo invece di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli.

La Estelle, proveniente da Barcellona, attraccherà domani, 4 Ottobre, a Napoli, ultima tappa prima di partire per Gaza. Il Sindaco  De Magistris ha patrocinato personalmente l’evento, insieme al suo assessore alle politiche sociali, Sergio D’Angelo, sicuro candidato alle prossime elezioni nazionali nella Lista Civica Arancione, che probabilmente farà parte di una coalizione dove ci sarà anche Rifondazione comunista. E non sta nella pelle dalla contentezza. Anche chi “resta umano” vota in fin dei conti. Ma siccome per ora i soldi li ha cacciati lui (ma veramente i napoletani, che siano stati daccordo o no con la sua iniziativa), sulla sua pagina facebook, nel ribadire il sostegno all’Estelle troviamo anche il link del “Benvenuti in Palestina 2012“: donare, donare e donare! Ma De Magistris si spinge oltre e scrive: Dal 2006 la Striscia di Gaza è una prigione a cielo aperto. Napoli è vicina alla sua popolazione. Per questo siamo felici di accogliere l’arrivo, il 4 ottobre presso il nostro porto, del veliero Estelle della Freedom Flotilla. La pace si deve costruire attraverso la realizzazione del principio di “due popoli, due stati”. La nascita dello Stato di Palestina è indispensabile. Napoli, la sua giunta e il suo consiglio comunale riconoscono la Palestina come uno Stato.”

Complimenti Sindaco! Non ha fatto caso ai commenti che hanno adornato la sua dichiarazione? “Un plauso alla giunta. Da sempre sono solidale con il popolo palestinese, derubato e martirizzato da uno stato criminale”. Uno con il volto di Arrigoni scrive: “non sono d’accordo con l’opzione due popoli due stati, così come non lo sono la società civile palestinese e le forze laiche e giovani palestinesi..” Cioè, lui che è umano sarebbe per uno stato solo: quello palestinese! Oppure: “Contro Israele sempre!”

Quanta traboccante umanità da queste frasi! L’attacco alle coste di uno Stato sovrano, evidentemente al sindaco De Magistris appare una “azione umanitaria”, del resto in sintonia con lo spirito di quelli che ne esaltano la partecipazione. Chiuderei questo racconto piccolo piccolo con la lettera aperta che Francesco Lucrezi, storico, ha indirizzato a De Magistris:

Quando, un anno fa, l’attuale Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, appariva lanciatissimo nella sua trionfale campagna elettorale, alcuni suoi potenziali elettori (e io fra loro) espressero, in diverse sedi, un profondo turbamento per un video, registrato dall’allora eurodeputato e inserito nel suo sito, in cui si appoggiavano incondizionatamente le spedizioni marittime (cd. Flotillas) contro Israele, con un violento linguaggio di criminalizzazione verso lo Stato ebraico, colpevole di avere trasformato Gaza in una “prigione a cielo aperto” ecc.

In ragione della personale stima per De Magistris, gli chiesi, attraverso amici comuni, un incontro, e lo ringrazio sinceramente per avermi voluto concedere (nelle concitatissime giornate alla vigilia del ballottaggio) un frammento del suo tempo, durante il quale, in tono amichevole e cordiale, pur non rinnegando il suo operato (non sarebbe stato, in ogni caso, nel suo carattere), assicurò di non essere mosso da alcuno spirito ostile, verso nessuno. Non pensai certamente che avrebbe cambiato così facilmente le sue idee, ma volli sperare che, nel nuovo incarico istituzionale che lo attendeva, avrebbe avuto l’accortezza di essere più cauto nelle parole e nei comportamenti, anche nella consapevolezza di rappresentare una grande città, non tutta di ‘guerriglieri’.

In seguito, il Sindaco ha usato nuovamente, nel ricevere in pompa magna il responsabile dell’Autorità Palestinese, parole incaute verso Israele e la memoria della Shoah, accusando lo Stato ebraico di strumentalizzare l’Olocausto al fine di legittimare una politica violenta e oppressiva. Ma abbiamo pubblicamente elogiato, su queste colonne (22/2/12), l’impegno dato a sostegno della manifestazione “Memoriae”, settimana di incontri in occasione del 27 gennaio, nella quale il Comune ha proficuamente lavorato, a fianco di numerosi Enti ed Associazioni (fra cui l’Associazione ALI, la Comunità Ebraica di Napoli, la Fondazione Valenzi, Italia-Israele e molte altre). E ho avuto modo di elogiare la sensibilità del Sindaco anche in un pezzo pubblicato lo scorso 11 luglio, a proposito di una bella manifestazione in memoria della Resistenza.

Ora, però, il Comune ha deciso (prima e unica città europea, che io sappia) di dare la propria ufficiale sponsorizzazione all’ennesima provocazione marittima, stavolta affidata alla nave Estelle (Flotilla III), che dovrebbe essere ricevuta nel porto di Napoli, con tutti gli onori, domani, 4 ottobre, per poi sciogliere le vele verso l’odiato nemico sionista. Ragione dichiarata della scelta, ancora una volta, il sostegno alla popolazione assediata di Gaza (e all’innocuo, pacifico, democratico regime che la governa), e la lotta contro il suo truce oppressore. Il tutto, come sempre, nel giubilo dei centri sociali e dei gruppuscoli neonazisti (su questo punto, da sempre, alleati di ferro dell’ultrasinistra), mentre diverse lettere aperte di riprovazione e una raccolta di firme contro l’iniziativa non sembrano, almeno finora, avere sollecitato alcun ripensamento.

Questo è quanto. La città di Napoli, la mia città, promuove la sua piccola ‘crociata’, la sua allegra e velenosa guerricciola contro Israele. Che dire? Il Sindaco, ex magistrato, sa che un’operazione ostile deliberatamente condotta contro uno stato sovrano, da parte di un altro stato, è qualcosa di più di un’offesa, vale come un atto di guerra. La giurisprudenza non chiarisce il caso che l’operazione sia realizzata da una città, penso che sia un evento abbastanza inedito, ma credo che il senso non cambi. Napoli è in guerra contro Israele? Più che rabbia, provo profonda pena e tristezza per la mia città. Non chiederò un altro incontro a De Magistris, sarebbe inutile, e poi è già stato gentile (lo dico senza ironia) a ricevermi una volta. Lui è un politico di successo, Sindaco della terza città d’Italia, certamente destinato a traguardi ancora più prestigiosi, io sono un semplice cittadino, non ho nulla al di là, spero, di un po’ di coscienza e di coerenza. E coerenza e coscienza mi impongono di smetterla, e di chiedere a chiunque che si smetta di partecipare a commemorazioni degli ebrei assassinati ieri accanto a chi continua a criminalizzare gli ebrei di oggi, e ad appoggiare chi li colpisce. Con gli stessi sentimenti e, spesso, le identiche parole che venivano adoperate 70 anni fa. È un’ipocrisia grande quanto una casa, un’ingiuria ai vivi e ai morti

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5 commenti
  1. Volevo integrare ma magari lo conosci l’appunto dell’economist che evidenzia la grave emergenza umanitaria a Gaza e nella west bank. Sono ai primi posti tra la percentuale di obesi, http://www.economist.com/node/8846631 effettivamente un po’ di allenamento in barca può servire.

  2. Ipocrisia grande quanto una casa? Direi un po’ di più. Ma non credo sia ipocrisia, più spesso è l’idiozia – pericolosissima lo so – di chi “poco sa e presto parla”.

    (Dammi tempo un paio di giorni che questo pezzo lo voglio rebloggare da me).

  3. Reblogged this on Scelti per voi and commented:
    Tra un po’ ne parleremo anche sul blog principale… forse 😉

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