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A proposito della terra….

ottobre 1, 2012

Qualche cenno in merito all’accusa che spesso sentiamo rivolgere a Israele: ” Gli arabi non possono acquistare terra”, seguita dal grido “Apartheid!” Ma come stanno le cose? La questione è complicata.

Le varie categorie di proprietà della terra includono:

– Mulk: proprietà privata nel senso occidentale.

– Miri: Terreno di proprietà del governo (in origine della corona ottomana) e adatto per uso agricolo. E’ possibile l’acquisto di un atto che autorizza a coltivare questa terra e pagarne la decima al governo. La proprietà può essere trasferita solo con l’approvazione dello Stato. I diritti delle terre che ricadono nella tipologia Miri possono essere trasferiti agli eredi, e la terra puo’ essere sub-locata a inquilini. Se il proprietario è morto senza un erede o il terreno non è stato coltivato per tre anni, la terra torna allo Stato.

– Mahlul: terre incolte della tipologia Miri, che ritornano allo Stato, in teoria, dopo tre anni.

– Mawat (o Mewat): la cosiddetta terra ”morta”, che nessuno, cioè, ha reclamato.

In Israele, la terra, non la possono comprare nemmeno gli ebrei. Perché dei 20.700 kq della superficie d’Israele solo una piccola parte è di proprietà privata, per la precisione l’8% è di proprietà ebraica e il 6% di proprietà araba il resto è di proprietà statale gestito dall’apposita autorità governativa l’ILA

Secondo la legge base sulla terra del 1960 la terra di proprietà dello stato non può essere venduta ; la legge sulla terra n.32, sempre del 1960,  integra la legge base,  elencando le eccezioni al divieto assoluto di vendita da parte dello stato, relegandoli comunque ad aspetti marginali.

L’atto ordinario con il quale il privato acquista diritti sulla terra è il contratto di leasing stipulato con l’ILA, generalmente di durata variabile, da mezzo secolo a un secolo, che non prevede il passaggio della proprietà. In questo senso Israele è molto simile a un paese socialista, magari uno di quelli osannati da buona parte dei filo-palestinesi. Ma non credo che le polemiche vertano sulla proprietà privata o statale della terra, ma piuttosto sulla possibile discriminazione.

Il 13%  delle terre è gestito dal fondo ebraico nazionale (KKL) e il rimanente è diretta proprietà governativa.  Dato che lo statuto del fondo ebraico nazionale vietava l’utilizzo della terra da parte dei non ebrei, l’ILA per quelle specifiche assegnazioni di terra del KKL si uniformava a queste prescrizioni. La politica era chiaramente in contrasto con le leggi antidiscriminazione israeliane come confermato dall’Avvocato Generale di Stato Menachem Mazuz e il problema venne risolto a dalla Corte Costituzionale  che obbligo’ l’ILA a assegnare le terre anche a non ebrei, qualora ne possedessero i requisiti, previa permuta di terreni compensativa tra il governo e il KKL.

I problemi ci sono e, in una materia cosi’ complessa, avranno bisogno di continui “aggiustamenti”, ma niente a che vedere  con uno stato di apartheid che vieti la vendita della terra a persone di razza diversa. Ma nella West Bank, al contrario,  la legge sulla terra istituita dall’AP prevede la pena capitale per chi venda le proprietà agli ebrei.

From → Cenni legali

6 commenti
  1. STRONZATE! Chi non è di ETNIA/STIRPE EBRAICA NON PUO’ RICEVERE IN AFFITTO la TERRA DI PROPRIETA’ DELLO STATO e NEMMENO SUBAFFITTARLA a 1 NON EBREO.

    • stronzata! le terre affittabili (che sono pochissime, perché quasi tutte di proprietà dello Stato) sono affittabili da TUTTI i cittadini israeliani. Rispedita la stronzata al mittente

    • Mi puoi citare la legge in cui certifica che non può essere data in affitto a un non ebreo caro imbecille?

  2. Imbecille, non meriteresti nessuna risposta. potresti imparare prima come si discute tra esseri umani e non sul Pianeta delle scimmie. Le terre sono affittate sotto la tutela della ILA (Israel Land Administration), circa la metà della terra coltivata da arabi-israeliani è affittata da ILA (Legal Status of the Arabs in Israel, Westview Press, p. 66, 1990). Per citare un esempio, terreni di proprietà del JNF (Jewish National Fund) nella valle Besor (Wadi Shallaleh) vicino al kibbutz Re’em sono stati affittato su base annua a beduini per l’utilizzo come pascolo (I beduini del Negev e l’allevamento del bestiame, Berg Publishers Ltd. , 1994, p. 28, 36, 38). Cittadini arabi israeliani hanno inoltre affittato dal JNF terreni di proprietà per uso abitativo tramite un “dispositivo legale” utilizzato per eludere le restrizioni contro tale uso a lungo termine: Il terreno in questione è quotato al governo in modo che possa essere affittato e il JNF riceve altri terreni in cambio (status giuridico degli arabi in Israele, p. 64). Non ci sono restrizioni per l’acquisto di terreni privati ​​in Israele per gli arabi israeliani o da non-cittadini. La terra può essere acquistata da arabi israeliani e da stranieri, anche stranieri arabi.

    Ad esempio, un comunicato stampa che tratta di tali acquisti cita il vice ministro dell’edilizia di Israele, Meir Porush:

    L’Autorità Palestinese sta incoraggiando gli acquisti di terreni in territorio israeliano da parte dei palestinesi ricchi. Si tratta di palestinesi legati al settore immobiliare, che vivono principalmente a Londra, e che cercano di acquistare case e terreni a Gerusalemme attraverso agenti e avvocati residenti a Ramallah. (Yediot Ahranot, 3 gennaio 1997). Atto della Suprema Corte H.C. 4/7840:
    Il principio di non discriminazione tra una persona e un’altra sulla in base alla nazionalità o
    la religione è un principio base costituzionale, e forma una parte integrante dei nostri concetti giuridici.

    “As a general rule, the principle of equality prohibits the State from distinguishing between its
    citizens on the basis of religion or nationality. The principle also applies to the allocation of State land. This conclusion is derived both from the values of Israel as a Democratic state and from the values of Israel as a Jewish state. The Jewish character of the State does not permit Israel to discriminate between its citizens. In Israel, Jews and non­Jews are citizens with equal rights and responsibilities. The State engages in impermissible discrimination even it if is also willing to allocate State land for the purpose of establishing an exclusively Arab settlement, as long as it permits a group of Jews, without distinguishing characteristics to establish an exclusively Jewish settlement on State land (“separate is inherently unequal”).

    ….In light of these difficulties, the Court rendered the
    following judgement:
    A. “We hold that the State of Israel was not permitted, by law, to allocate State
    land to the Jewish Agency for the purpose of establishing the communal
    settlement of Katzir on the basis of discrimination between Jews and non­
    Jews.
    B. The State of Israel mist consider the petitioners’ request to acquire land for
    themselves in the settlement of Katzir for the purpose of building their home.
    The State must make this consideration based on the principle of equality,
    and considering various other relevant factors ­ including those factors
    affecting the Jewish Agency and the current residents of Katzir. The State of
    Israel must also consider the numerous legal issues. Based on these
    considerations, the State of Israel must determine with deliberate speed
    whether to allow the petitioners to make a home within the communal
    settlement of Katzir.”
    President Aharon Barak filed an opinion in which Justices T. Or and I. Zamir
    joined. Justice M. Cheshin concurred in the judgement and filed an opinion.
    Justice Y. Kedmi dissented in the judgement and filed an opinion
    High Court­ Decision on Katzir ­ 8­Mar­2000

  3. La prossima volta che ti permetti di rivolgerti in quel modo becero sarai cestinato

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