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La raffinatissima sensibilità degli “esperti”

settembre 20, 2012

Ancora sulla questione del film “L’innocenza dei musulmani” , accusato di essere la causa delle violente manifestazioni musulmane di questi giorni, nonché di aver provocato l’uccisione del console americano a Bengazi e di altro personale diplomatico. Come sappiamo la bufala del produttore “israeliano” Sam Bacile è stata smentita in poche ore. Ma il danno ormai era fatto e, come sempre succede, le smentite dei media che si erano affrettati a dare la falsa notizia, sono state tiepide e hanno avuto una risonanza ben inferiore alle accuse. CAMERA ha analizzato le posizioni di alcune testate.

Il presunto “Sam Bacile”

The Huffington Post ha pubblicato una versione ripresa da AP che collegava il presunto produttore israeliano con la morte in Libia del personale americano:

“Un produttore israeliano, residente in California, si è nascosto dopo che il trailer del suo film, apparso su YouTube, che attacca l’Islam e il profeta Maometto, ha scatenato gli attacchi rabbiosi di ultra-ortodossi musulmani contro le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Egitto e Libia. L’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia e tre membri americani del suo staff sono stati uccisi.”

Il Guardian  ha ugualmente riportato una versione di AP, evitando ogni accenno di incertezza circa la veridicità della fonte. Un pezzo dal titolo, ” Il film di Muhammad : il regista israeliano si nasconde dopo le proteste”. Un produttore israeliano, residente in California,  si è reso irreperibile dopo che la diffusione del suo film, che attacca il profeta Maometto, ha scatenato gli attacchi rabbiosi degli ultra-ortodossi musulmani contro le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Egitto e Libia …

Il pezzo del Guardian continua:

Parlando per telefono da una località sconosciuta, lo scrittore e  regista Sam Bacile mantiene la sfida, descrivendo l’Islam come “un cancro”. Il 56enne ha detto di aver concepito il suo film come una dichiarazione provocatoria politica di condanna alla religione. … Bacile, che si identifica come  ebreo israeliano, ha detto di ritenere che il film sarebbe servito a sostenere  la sua terra natale, esponendo al mondo i difetti dell’Islam . … Bacile ha detto  di aver  raccolto 5 milioni di dollari da circa 100 donatori ebrei, che ha rifiutato di identificare.

The Atlantic, di Jeffrey Goldberg, tuttavia, ha sollevato il sospetto sull’identità di Bacile e ha deciso di esaminare la questione. Goldberg ha contattato Steve Klein, un noto attivista anti-musulmano, che è stato identificato come consulente del film. Goldberg scrive:

“Klein mi ha detto che Bacile, il produttore del film, non è israeliano e molto probabilmente non è ebreo, come è stato riferito, e che il nome è, infatti, uno pseudonimo. Ha detto di non sapere il  “vero nome di Bacile ” … Ha raccontato che l’uomo che si è identificato come Bacile gli ha chiesto di contribuire a realizzare il film anti-Maometto. Quando gli ho chiesto di descrivere Bacile, ha detto:. “Non so molto su di lui, l’ho incontrato, gli ho parlato per un’ora. Non è israeliano, posso dire questo con certezza, lo Stato di Israele non è coinvolto. ”

Il 13 settembre, il Washington Post ha pubblicato un articolo, “Dubbi crescono sull’origine del film anti-musulmano dietro agli attacchi” che criticava i media per essere stati restii a correggere il loro errore iniziale . L’articolo esprime lo sconcerto che “gli operatori manopolino l’ apparente identità di Bacile, innescando una serie di” aggiornamenti”, ma non ammissioni dirette che correggessero le relazioni precedenti.”

Ma allora, seppur tiepidamente smentita, la notizia dell’origine “israeliana” del produttore è stata unanimamente riconosciuta come falsa? No, non proprio, non ovunque.

Fars New Agency, in inglese, titola il 20 settembre: Proteste nazionali contro il film israelo-americano blasfemo:

TEHERAN (FNA) – Grandi folle di popolo  a Teheran e in altre città; in tutto il paese il popolo ha tenuto manifestazioni a livello nazionale venerdì, per unirsi ai libici ed egiziani in segno di protesta contro la recente profanazione dell’Islam in un film prodotto da un uomo  israelo-americano.

I manifestanti iraniani gridavano “Morte agli USA” e “Morte a Israele”, esprimendo il disgusto per gli Stati Uniti e per le politiche anti-islmiche del regime sionista… il film che è stato finanziato con cinque milioni di dollari da più di 100 ebrei….. Il Capo Supremo della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyed Ali Khamenei, ha accusato gli Stati Uniti ed i sionisti di sacrilegio del Profeta Mohammad (pace su di lui) in un film fatto da un americano-israeliano….. il supremo leader iraniano ha detto che ci sono le mani degli Stati Uniti e dei sionisti dietro la mossa… “La mano sporca dei nemici dell’Islam, ancora una volta ha rivelato la sua profonda malizia insultando il Grande Profeta [Maometto] (pace su di lui) e con una misura folle e deplorevole ha mostrato la furia dei sionisti… “Dietro questa mossa del male si trovano le politiche antagoniste dei sionisti e degli Stati Uniti che nei loro deliri vani vogliono abbattere la sacralità islamica… “Il numero uno dei sospettati sono il sionismo e gli Stati Uniti… ..

Abna com. giornale iraniano in inglese, riportando le manifestazioni tunisine contro il film, scrive, sempre il 20 settembre: Sam Bacile, ha ammesso la responsabilità per il film,  uscito nell’11 ° anniversario degll’attentato alle Torri, ed ha detto di averlo realizzato grazie alle donazioni di sionisti, per un totale di $ 5 milioni.

Aknews, giornale kurdo iraqeno, segue la stessa linea, anche se almeno l’articolo è del 14 settembre, quando comunque la falsa nazionalità del produttore del film era stata ampiamente accertata:

Muqtada Al Sadr, leader religioso sciita… “Condanniamo l’insulto mediatico amaricano-israeliano  contro il carattere del Profeta Maometto (la pace sia su di lui)…”

AllAfrica, il 13 settembre, riporta le proteste in NIgeria:

Circa 50 manifestanti si sono riuniti intorno a ‘Yan Taya…mostrando cartelli che dicono “All’inferno l’America e Israele per aver insultato il Profeta”.

Il Daily Observer, il 17 settembre riporta:

…a Kabul, i manifestanti gridavano “Morte all’America” ​​e bruciavano le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, un paese insultato da molti musulmani e arabi a causa della questione palestinese…. Migliaia di sciiti hanno marciato a Beirut, periferia sud, al grido di “Morte all’America, morte a Israele” e “America, ascoltaci – non insultare il nostro Profeta.”

Il Lahore Times, del 18 settembre:

Centinaia di persone  hanno tenuto dimostrazioni di protesta qui (a Hiderabad) per il terzo giorno consecutivo,  contro il film anti islamico made ​​in USA. I manifestanti gridavano slogan di morte per il regista e l’espulsione degli inviati degli Stati Uniti dal Pakistan. Condannavano anche Israele e India per la loro presa di posizione contro l’Islam. …tutte le attività anti-Islam hanno luogo per placare Israele. Alla fine di tutte le manifestazioni hanno bruciato bandiere degli Stati Uniti e di Israele.

Quindi, o le smentite non sono arrivate  a una parte del mondo, o sono state volutamente ignorate. Ma siccome già immagino le obiezioni che potrebbero essere sollevate – sono manipolati, sono ignoranti, vivono fuori dal mondo, insomma i tipici argomenti del razzismo travestito da umanitarismo, voglio finire con una perla tutta italiana.

Affaritaliani. Libero.it, il 20 settembre:

La verità choc sul film blasfemo: “Girato dai servizi segreti israeliani”

Stando alla versione ufficiale, dietro a questo film ci sarebbero unicamente tre copti di origine egiziana – Nakoula Basseley Nakoula, Nasrallah Abdelmasih e Morris Sadek. Le sembra un’ipotesi credibile?

Non diciamo cazzate. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti. Quei tre cretini dovrebbero innanzitutto spiegare dove hanno trovato i soldi per fare questo film; ma, in ogni caso, se io – insieme a dieci amici – trovassi dei soldi per girare un cortometraggio con l’obiettivo di prendere a pesci in faccia l’Islam, potrei pure metterlo su YouTube ma non è che automaticamente tutti se ne accorgerebbero. Se aspettassi il passaparola, forse in cinque anni… Se una cosa del genere scoppia in modo così repentino, significa che qualcuno, oltre ad averci messo dei soldi, ha organizzato alla perfezione il lancio del film via web proprio allo scopo di ottenere un’eco mediatica come quella che abbiamo visto… Tra l’altro pare che questo misterioso produttore, Nakoula, si sia recato in Egitto alla ricerca di fondi. Sarà un caso, ma la presenza dei Servizi Segreti israeliani in Egitto è un fatto assodato…

Si può dire che lì stiano di casa… L’interesse è chiaramente di chi auspica una frattura fra il Mondo islamico e l’Occidente. È per questo che mi viene da pensare più agli israeliani che agli americani. Questi ultimi puntano, semmai, più a una rottura fra l’Iran e il Mondo arabo, giocando – con l’appoggio dell’Arabia Saudita – sul crinale sunniti-sciiti. Qui invece l’operazione ha mirato a spostare la spaccatura sulla contrapposizione Occidente-Islam: l’intento è inequivocabilmente quello di impedire un ponte col mondo islamico. Per quanto possa sembrare paradossale, gli israeliani sono più interessati a un Medio Oriente fondamentalista che non a un Medio Oriente che evolva verso forme di democrazia più o meno simili a quelle occidentali. In un Medio Oriente tendenzialmente filo-occidentale, democratizzato e secolarizzato, infatti, Israele perderebbe gran parte della sua ragione d’essere.

Quando parla di Servizi Segreti israeliani a chi allude?

È sbagliato pensare necessariamente al Mossad. Esistono altri Servizi, come quello dell’Esercito, decisamente più ‘cattivelli’. A confronto, quelli del Mossad sono i ‘buoni’ (quant’è difficile usare quest’espressione…). È l’Esercito che in questa storia ha un interesse maggiore a mantenere una tensione permanente, in modo da restare un’istituzione intoccabile. Fino a quando permarrà una situazione d’emergenza, infatti, l’Esercito potrà fare ciò che vuole….

Ma, direte voi, è un pazzo! Un visionario ammalato di complottismo! Forse, di sicuro non è uno ai quali è negato l’accesso ai media: Aldo Giannuli – ricercatore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano; consulente delle Procure di Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo, nonché della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Stragi (1994-2001); esperto di Servizi Segreti – sugli ultimi sviluppi in Nordafrica e in Medio Oriente, con particolare attenzione agli aspetti che sembrano suggerire, nella vicenda che riguarda la diffusione web del film blasfemo sulla figura del Profeta Maometto, l’ipotesi di un’operazione di Intelligence. Un esperto! Non è fantastico il mondo?

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