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Era moderna, odio antico

agosto 7, 2012

Il Congresso, la Casa Bianca, Hollywood, Wall Street, sono di proprietà dei sionisti. Hanno messo  loro i soldi in  bocca “. Queste   le parole del veterano corrispondente dalla Casa Bianca, Helen Thomas nel dicembre 2010.

In un’intervista con la radio Al-Jazeera, novembre 2005, George Galloway, che all’epoca era un membro della Camera dei Comuni,  dichiaro’:

“Il governo britannico, i giornali e i media sono controllati dal sionismo”.

Si noti come gli ebrei non siano nominati  direttamente, ma la calunnia classica della cospirazione globale ebraica era imperdibile. L’uso di eufemismi per mascherare l’intento antisemita non è senza precedenti. La società tedesca nel 1940 non era più a suo agio con l’idea di compiere omicidi di massa di quanto il mondo civilizzato accetterebbe oggi il palese odio per l’Ebreo . Così i nazisti utilizzavano strumenti del linguaggio e della dissociazione psicologica. L’assassinio degli ebrei era descritto come “liquidazione” o “azioni speciali”. Oggi,  usando il sionismo e Israele per attaccare gli ebrei, i  successori  di quello stesso antisemitismo riprendono  il medesimo trucco semantico a buon mercato, per nascondere il loro scopo, e ancora una volta questo passa completamente inosservato ed impunito.

L’ala di estrema sinistra è diventata particolarmente esperta nell’adozione di questa tattica. Gli ebrei occupano la posizione esclusiva di essere le uniche persone disprezzate in egual misura dalla estrema sinistra e estrema destra. Ma mentre l’estrema destra spesso esprime il suo antisemitismo senza travestimento, la sinistra deve essere più sottile in modo da conservare la sua posizione di campione della parità e della dignità umana. Nello Stato ebraico e nel movimento nazionale del popolo ebraico, il sionismo, l’estrema sinistra ha trovato un obiettivo ideale per esprimere il suo disprezzo per un popolo cosi’ a lungo associato a tutto ciò di più disprezzabile – il denaro, il potere e il capitalismo. E  ammantando il suo odio del linguaggio della politica e dell’intellettualismo, resta del tutto irreprensibile.

E non sono solo le frange politiche che hanno preso ad attaccare gli ebrei in Israele e il sionismo. Consideriamo ad esempio una storia che è comparsa in un giornale  svedese nel mese di agosto 2009. L’articolo sosteneva che i soldati israeliani  rapivano e uccidevano giovani palestinesi e rubavano i loro organi. C’era qualcosa di stranamente familiare nell’accusa. La “calunnia del sangue” classica. E cinicamente sfruttata  per instillare la paura in Europa, fin dal Medioevo, quando gli ebrei erano sospettati di aver ucciso bambini cristiani per usare il loro sangue nei rituali pasquali. La calunnia era, ovviamente, scandalosamente falsa, ma il sottile passaggio di colpa dall’ Ebreo allo Stato ebraico ha assicurato la  sua diffusione senza un controllo serio o reale condanna.

Attacchi antisemiti sotto il pretesto di una giusta critica a Israele, raramente sono evidenti, ma questo significa solo che sono spesso molto più efficaci. L’assassinio di Mahmoud al-Mabhouh, un comandante di Hamas che aveva organizzato il contrabbando di armi a Gaza, ricevette un’ampia copertura dalla stampa. Tuttavia, non ebbe la stessa rilevanza  la scomparsa di un terrorista di primo piano o il rilascio della sua confessione in merito al rapimento e all’assassinio di due soldati israeliani . Piuttosto, per i media internazionali era solo questione di far sapere che il Mossad aveva usato passaporti falsi per entrare negli Emirati Arabi Uniti ed effettuare il colpo.

In un ultimo insulto al popolo ebraico, Israele viene spesso paragonato alla Germania nazista. Attraverso il confronto delle condizioni di Gaza con quelle del ghetto di Varsavia, oppure accusando Israele di genocidio, vediamo un inquietante tentativo di banalizzare la Shoah e di riscrivere la storia per ottenerne un vantaggio politico. Questo è solo un altro  cinico espediente psicologico. Schierandosi con le vittime delle vittime (i palestinesi), gli Stati e gli individui sono in grado di sfuggire al loro senso di colpa per i crimini di guerra. Se gli ebrei  ghettizzano e operano la pulizia etnica dei palestinesi, perché dovremmo stare male per averli trattati  allo stesso modo?

La demonizzazione del movimento sionista è un altro attacco velato al popolo ebraico. Il sionismo è stato deriso e mistificato al punto che la parola stessa è divenuta una maledizione. Eppure non è altro che il movimento nazionale del popolo ebraico, basato sul desiderio di unificare la nazione in una casa ancestrale proprio come i movimenti nazionali di ogni altro popolo. Ma è stato il movimento nazionale ebraico, che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha considerato “una forma di razzismo e di discriminazione razziale”. L’importanza di questo non può essere sottovalutata. Negando il loro movimento nazionale, dimostrano che gli ebrei  saranno tollerati solo se frammentati, apolidi senza diritto di autodeterminazione – qualcosa che la Shoah aveva dimostrato non poter mai essere accettata di nuovo.

Nella campagna  contro Israele, attraverso boicottaggi e proteste, possiamo ulteriormente vedere come Israele sia utilizzato come veicolo per esprimere l’antisemitismo tradizionale. Nel corso di una manifestazione ad Amsterdam, durante l’Operazione Piombo Fuso, i sostenitori palestinesi furono ascoltati  cantare, “Hamas, Hamas, ebrei al gas” – un esempio  succinto della trasformazione di insulti antisemiti in anti-israeliani, nel discorso politico. E mentre il movimento di boicottaggio attacca le aziende israeliane, gli accademici e persino i programmi culturali, pretendendo di protestare contro le politiche del governo israeliano, in effetti, i boicottaggi non fanno altro che attaccare qualsiasi Ebreo che mantenga legami, anche tenui,  con lo Stato ebraico. Non solo è stato riesumato l’apparentemente screditato “Non comprate dagli ebrei” della campagna, ma  un messaggio più forte è contenuto in queste azioni – gli ebrei non saranno tollerati finché non saranno disposti a denunciare la loro ascendenza e la loro nazione.

Oggi l’antisemitismo si crogiola  nell’immunità conferita da una stampa libera e dalla pretesa di dibattito politico. Nascondendosi dietro eufemismi e trucchi del linguaggio, attaccano il popolo ebraico attraverso il loro Stato e il loro movimento nazionale. Ma dobbiamo chiederci – è possibile opporsi all’esistenza di qualsiasi altro stato, negare la sua gente, il suo diritto di statualità, controllare e segnalare ogni suo fallimento con uno zelo disinvolto  e essere considerati favorevolmente disposti verso il suo popolo? Alla fine, è solo la semantica che separa la campagna moderna contro gli ebrei da quelle del passato  . Ancora attaccano aziende ebraiche, ancora negano agli ebrei i diritti umani fondamentali di un popolo e della sua auto determinaione  , ancora gli ebrei soffrono a causa di media spesso dannosi e ossessivi, e ancora gli antisemiti fanno leva sulle antiche paure e percezioni incorporate nella psiche umana – l’Ebreo  cospiratore, assassino rituale e profittatore.

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