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Egitto, è democrazia! O no?

agosto 4, 2012

Il “Faraone” è caduto, viva la democrazia! E’ questo no, che abbiamo sentito ripetere dalla caduta di Mubarak? “Egitto, nelle elezioni della svolta democratica in testa il candidato dei Fratelli Musulmani”, titolava il Corriere della Sera. 

“Svolta in Egitto Vince il fratello musulmano”, cinguettava festosa l’Unità: ” Il Cairo, ore 16.38. Un boato si alza da Piazza Tahrir. Un tripudio di bandiere nazionali accompagna l’annuncio ufficiale: il candidato dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi, è il nuovo Presidente dell’Egitto, il primo Capo dello Stato democraticamente eletto, il promo nell’era post-Mubarak. Poco dopo l’annuncio sono cominciati forsennati caroselli di macchine e moto su uno dei grandi viali di accesso alla piazza che oggi ha un aspetto diverso dai giorni della rivoluzione che ha deposto Hosni Mubarak lo scorso febbraio. È una piazza più povera, popolare e molto maschile, molte meno le donne, velate, molti uomini con le barbe lunghe, simbolo degli integralisti islamici. Molti si abbracciano quasi increduli alla notizia che un Fratello musulmano siederà dove fino ad un anno e mezzo dirigeva il Paese con pugno di ferro un acerrimo nemico dei movimenti islamici. «Morsi, Morsi, darà diritto ai martiri», cantano migliaia di manifestanti fra ondate di invocazioni religiose. Man mano che cala la sera il flusso di persone aumenta. I clacson suonano senza sosta, i fuochi d’artificio esplodono sopra la piazza….”Congratulazioni all’Egitto”. Concetti che nella notte, il neo eletto presidente ribadisce in un discorso alla nazione in diretta televisiva. Morsi ha rinunciato alla sua militanza nei Fratelli Musulmani, come aveva promesso che avrebbe fatto se avesse vinto. Ad annunciarlo è il Partito Libertà e Giustizia, espressione del gruppo islamista e presieduto dallo stesso Morsi, attraverso il suo account su Twitter.”

Egitto: E’ democrazia!“: L’annuncio fa esplodere di gioia piazza Tahrir, il luogo simbolo dell’insurrezione di 16 mesi fa, in cui tantissime persone si sono radunate oggi…la vittoria di Morsi di oggi riaccende la speranza e l’entusiasmo in chi ha lottato e creduto nella democrazia e nella libertà di espressione. La sfida del neopresidente e del nuovo Egitto sarà proprio quella di dare una svolta democratica e modernizzatrice alle vecchie istituzioni.”

 

E cosi’ via… Ma chi sono i Fratelli Musulmani?

Un libro molto importante per comprendere l’ideologia dei Fratelli Musulmani è stato tradotto da Palestinian Media Watch. “La Jihad è la via”,  di Mustafa Mashhur, spiega il credo e le aspirazioni della Fratellanza Musulmana. Particolarmente significativo è analizzare come, oggi,  la Fratellanza vede la Jihad violenta e la necessità di pazienza e tempo per portare a un mondo sottomesso all’Islam. L’editoriale di PMW  “La Jihad paziente dei Fratelli Musulmani ” qui . Per leggere la traduzione di tutto il libro, qui.

PMW ha selezionato le seguenti citazioni tratte dal libro per illustrare le ideologie critiche della Fratellanza Musulmana.

Obiettivo dei Fratelli musulmani : dominare il mondo islamico

– “… La Ummah islamica [nazione] … può riconquistare il suo potere, essere liberata e assumere il  giusto posto che le è stato destinato da Allah: la nazione più esaltata  tra gli uomini,  maestra di umanità … ”

– “… Apprendete in merito al vostro proprio status, in modo da credere fermamente che voi siete i maestri del mondo, anche se i  nemici desiderano il vostro degrado … ”

– “Sapere che la Jihad e la preparazione per la Jihad non servono solo allo scopo di difendersi dalle aggressioni e attaccare i nemici dei musulmani di Allah, ma è anche il fine per realizzare il compito  grande di stabilire uno stato islamico, rafforzando la religione e diffondendola in tutto il mondo … ”

– “… La Jihad per Allah non si limita alla regione specifica dei paesi arabi. La patria musulmana è una e non è divisa. La bandiera della Jihad è già stata innalzata in alcune delle sue parti, e continuerà ad esserlo. Innalzata, con l’aiuto di Allah, fino a quando ogni centimetro di terra d’Islam sarà liberata, e lo Stato dell’Islam  stabilito ..”

Mezzi: Jihad – un dovere religioso obbligatorio

– “La jihad è un dovere religioso pubblico … che spetta alla nazione islamica. La Jihad è un dovere personale, per respingere l’attacco degli infedeli alla Ummah …”.

– “I problemi del mondo islamico, come la Palestina, l’Afghanistan, la Siria, l’Eritrea, o  le Filippine, non sono questioni dei territori e delle nazioni, ma di fede e religione; sono problemi dell’ Islam e dei musulmani, e possono essere  risolti senza negoziati né riconoscendo i diritti del nemico rispetto alla terra islamica che ha rubato. Piuttosto, l’unica opzione è la Jihad per Allah, ed è per questo che la Jihad è la via. ”

– “Il simbolo dei Fratelli Musulmani è il libro di Allah tra le due spade. Le spade simboleggiano la Jihad e la forza che protegge la verità è rappresentata dal libro di Allah. ”

– “Si dovrebbe essere pronti a rispondere alla chiamata della Jihad ogni volta che siamo chiamati, in qualsiasi regione del mondo islamico. Il nostro Islam è universale, non regionale, e tutti i paesi islamici sono  patria. … Andate a combattete, oh credenti, giovani e vecchi, a piedi o a cavallo, in tutte le circostanze e condizioni … ”

I tempi: Non correre, preparati con cura per la Jihad

– “Il  Fratello non dovrà mai correre, seguendo l’entusiasmo dei giovani di compiere azioni immature e non pianificate, che non alterano la realtà corrotta e possono anche danneggiare l’attività islamica, ed avvantaggiare  il popolo della menzogna … ”

– “… Non è necessario per i musulmani  respingere immediatamente ogni attacco o danno causati dai nemici di Allah , piuttosto questo è necessario quando la capacità e le circostanze lo permettano. ”

– “Preparatevi e formatevi nell’arte della guerra, e padroneggiate le componenti della potenza. Dovete imparare i modi, i costumi e le leggi di guerra. Dovete impararli ed abbracciarli,  aderire ad essi, in modo che la Jihad sia accettata da Allah “.

– “… Ogni musulmano ha il dovere imprescindibile personale di dotarsi e prepararsi per la Jihad … ”

Obiettivo personale  : Aspirare  alla Shahada – La morte per Allah

– “Allah è il nostro obiettivo, il Profeta è il nostro leader, il Corano è la nostra costituzione, la Jihad è la nostra via, e la morte per Allah è il nostro desiderio più elevato. ”

– “La jihad è il nostro modo e la Shahada è il nostro più esaltato desiderio. Questa è la chiamata che noi e gli uomini della Da’awa abbiamo sempre proclamato … Molti dei nostri cari hanno già realizzato questo desiderio … Chiediamo ad Allah di accettare tutti loro … Possa Egli unirsi a noi con loro … ”

Jihad contro Israele

– “Fratelli onorati hanno realizzato la Shahada  sul terreno della cara Palestina, nel 1947 e 1948, nella loro Jihad contro le bande criminali, i ladri di Sion “.

– “I problemi del mondo islamico, come ad esempio la Palestina … non sono problemi dei territori e delle nazioni, ma di fede e religione, sono problemi di Islam e musulmani, e possono essere risolti senza  negoziati, né  riconoscimenti dei diritti del nemico, ladro della terra islamica. ”

QUI

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From → mediooriente

21 commenti
  1. HaDaR permalink

    Democrazia non significa necessariamente libertà, anzi… Senza i freni di una costituzione che protegga il valore della libertà, come per esempio quella USA, la democrazia, come già insegnava Platone, degenera necessariamente in tirannide.
    Ogni democrazia islamica, necessariamente, è democratica come lo erano le democrazie popolari del socialismo reale e come lo erano il fascismo e il nazional-socialismo.
    Il bolscevismo, il fascismo, il nazional-socialismo, il nazional-comunismo, ecc. sono TUTTI movimenti democratici, che si sviluppano cioè col CONSENSO delle masse e spesso vi si reggono pure.

    • Che i regimi che hai citato siano stati o siano democratici è tutto da discutere, oppure è da discutere proprio il significato di democrazia. Che le masse li abbiano appoggiati non significa che fossero democratici. Anzi, la “massa” spesso più che della democrazia ha bisogno di dittatura.

      • HaDaR permalink

        La mia era semplicemente una critica al concetto di democrazia senza qualificativi, non una difesa dei regimi menzionati. Perciò ho sottolineato come positivo il valore della Libertà, non quello della democrazia.
        Tutti i regimi di cui ho scritto hanno in comune il fatto di essere democratici, di basarsi cioè sull’appoggio della maggioranza del popolo, E di essere liberticidi.
        Il 90% di un popolo può decidere democraticamente di togliere la libertà (là volle dire discriminare, concentrare, eliminare) agli Ebrei, com’è accaduto in DEMOCRATICAMENTE nella Germania nazista: FU UN POPOLO, NON UN MALVAGIO O PAZZO!
        DEMOCRATICAMENTE a Gaza hanno votato al 78% per i loro Fratelli Musulmani, i terroristi di Hamas; una percentuale simile ha votato in Egitto per i loro Fratelli Musulmani e Salafisti; i Fratelli Musulmani di Ennahda hanno stravinto le elezioni in Tunisia; il tutto rende le elezioni DEMOCRATICHE E LIBERTICIDE.
        Ripeto: Senza i freni di una costituzione, come per esempio quella USA, che protegga il valore della libertà, la democrazia, come già insegnava Platone, degenera necessariamente in tirannide.

      • Si’ appunto, prendendo proprio l’esempio di Gaza, se si chiama “democratico” il colpo di Stato che ci fu è dura poi parlare di democrazia. Certo la democrazia, concetto vuoto, serve a poco ed è anche facilmente mistificabile

      • HaDaR permalink

        A Gaza non ci fu un colpo di stato, ma i terrorist islamisti Hamas furono eletti con oltre il 70% dei voti. Quasi il 30% andò ai terroristi dell’OLP. Meno dell’1% andò a non terroristi.
        Hanno democraticamente (elezioni libere) SCELTO gli islamo-nazisti contro gli islamo-fascisti.

      • guarda, basta wikipedia, poi se si vuol dire che furono “libere” elezioni si puo’ certo farlo. Con questo non dico che tutti i gazawi siano contrari a Hamas, dico che quando un “partito” è armato, la democraticità delle elezioni è almeno dubbia: La Battaglia di Gaza (arabo: معركة غزّة‎) si svolse fra il 12 giugno e il 14 giugno 2007 e finì con la presa del controllo della Striscia di Gaza da parte di Hamas.[5] Usando cifre fornite da ospedali e servizi di emergenza, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) stimò che più di 550 persone erano state ferite e almeno 116 uccise durante i combattimenti nella settimana fino al 15 giugno.[6]http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Gaza_(2007) http://www.youtube.com/watch?v=DgCYkzLWFrk

      • HaDaR permalink

        Come dicevo… Di movimenti terroristici ce ne’arno due: Hamas e OLP, per me come S.S. e S.A. … ENTRAMBI ARMATI FINO AI DENTI.
        Hamas ha vinto le elezioni.
        Hamas, le S.S. in versione araba, ha poi fatto la propria versione della “Notte dei Lunghi Coltelli”, ed ha eliminato l’OLP, le S.A. in versione araba. L’associazione non è SOLO dovuta alla loro alleanza storica coi nazisti all’epoca del III Reich e alla protezione da loro garantita dopo la II Guerra Mondiale.
        Non penso proprio che ci si possa basare su Wikipedia per niente se si vuol essere seri…
        Potrei ribattere che fuori da Gaza ad essere ammazzati come cani sono stati quelli di Hamas da parte di quelli dell’OLP, ENTRAMBI ARMATI FINO AI DENTI, entrambi con uso di mezzi e tecniche terroristiche ANCHE nei confronti della loro stessa gente di appartenenza politica diersa ma non meno terrorista di loro. LA SOLA differenza è che fuori da Gaza l’OLP aveva più uomini armati rispetto a Hamas, che a Gaza invece dominava… Anche le elezioni andarono diversamente…
        Il mio discorso era per dire che ENTRAMBI sono TERRORISTI nella loro metodologia e ideologia, motivati e imbevuti dal piú virulento ANTISEMITISMO ELIMINAZIONISTA. Entrambi si reggono non su una dittatura sulla loro gente, ma sul SUPPORTO (democrazia) e VOTO (democrazia) della loro gente…che, semplicemente, non ha alcun interesse nella LIBERTÀ e nei valori OCCIDENTALI di uguaglianza davanti alla legge e libertà di espressione, di culto e di associazione
        Entrambi rifiutano – DEMOCRATICAMENTE, cioè col supporto della loro gente – il riconoscimento d’Israele come stato ebraico, senza il quale non c’è ciccia per cani…per quanto mi riguarda. A me importa poco di essere assassinato da un terrorista bombarolo suicida o da un non suicida, o essere assasinato a colpi di Kalashnikov anziché sgozzato.
        Il mio discorso era per NEGARE che basti la democrazia (elezioni, maggioranze, ecc.) per dare un giudizio positivo: senza la libertà e i concetti che caratterizzano le democrazie OCCIDENTALI, ripeto, uguaglianza davanti alla legge (non pena di morte per chi vende case o terre agli Ebrei! o IMPUNITÀ TOTALE DE JURE, non solo de facto, per chi assassina mogli, figlie, sorelle, cugine, ecc. in nome dell’onore della famiglia! ecc.), libertà d’espressione, di associazione, di culto, ecc., tali democrazie non sono che democrazie stile la Germania nazista, l’Italia Fascista e le varie democrazie popolari di stile sovietico o cinese.
        Non a caso, chi ha inneggiato alla cosiddetta “primavera araba” ha preso lucciole per lanterne, illudendosi che le masse arabe avessero la stessa idea di democrazia che abbiamo in Occidente. NON È PROPRIO IL CASO. Basta vedere che cosa è successo in Tunisia, Egitto e Libia, dove al governo ci stanno forze oscurantiste medievali democraticamente elette.

      • si’ l’avevo capito cosa volevi dire. Aggiungevo che il regime di Hamas e di Anp (che da cinque anni, ad esempio, non inice più elezioni e il quale mandato è scaduto da un pezzo) con la democrazia hanno poco da spartire. Anche se una parte dei palestinesi li avesse voluti, votati in piena libertà e accettati. Restano comunque talmente lontani dall’idea di democrazia occidentale che bisognerebbe inventare un termine nuovo, per chi li ha votati. E la democrazia, normalmente, si intende quella forma che le libertà da te citate le contempla in primis

  2. autores permalink

    questi deficienti sanno da Occidente che e’ una roba da pazzi contro di ogni Regime e genere di Paese Arabo Islamista e Musulmano vero ma,e’ nel complesso dell’interno del paese di Egitto che ci puo’ essere la rivolta che e’ regolare alla propria Religione a differenza da chi con la propria immagine e le proprie parole vorrebbe far credere nel contrario,la rivolta puo’ questa volta nascere dal popolo contro se’ stesso in modo violento. Questo Egitto porta alla rovina ogni Paese arabo e ogni altro Stato Arabo. Dovrebbe imparare a starsene a casa.

  3. HaDaR permalink

    Vorrei condividere qualcosa a proposito del movimento DEMOCRATICAMENTE ELETTO a governare l’Egitto:

    The Muslim Brotherhood in its own words

    PMW translation of
    Jihad is the Way by Mustafa Mashhur,
    leader of the Muslim Brotherhood in Egypt,
    from 1996 – 2002
    http://palwatch.org/main.aspx?fi=157&doc_id=7210

    by Itamar Marcus and Nan Jacques Zilberdik

    A very important book for understanding Muslim Brotherhood ideology has been translated by Palestinian Media Watch. Jihad is the Way by Mustafa Mashhur explains the beliefs and aspirations of the Muslim Brotherhood. Particularly significant today are how the Brotherhood sees violent Jihad and the necessity of patience and timing in bringing about a world under Islam.

    PMW’s op-ed “The Muslim Brotherhood’s Patient Jihad” that appeared in yesterday’s bulletin cited from Jihad is the Way.

    To read the translation of the entire book, click here.

    PMW has selected the following quotes from the book to illustrate the critical ideologies of the Muslim Brotherhood.

    Muslim Brotherhood goal: Islamic world domination

    – “…the Islamic Ummah [nation]… can regain its power, be liberated and
    assume its rightful position which was intended by Allah, as the most exalted
    nation among men, as the teachers of humanity…”
    – “…know your status, so that you firmly believe that you are the masters of
    the world, even if your enemies desire your degradation…”
    – “It should be known that Jihad and preparation for Jihad are not only for the
    purpose of fending-off assaults and attacks against Muslims by Allah’s
    enemies, but are also for the purpose of realizing the great task of
    establishing an Islamic state, strengthening the religion and spreading it
    around the world…”
    – “…Jihad for Allah is not limited to the specific region of the Islamic countries.The Muslim homeland is one and is not divided. The banner of Jihad has already been raised in some of its parts, and it shall continue to be raised, with the help of Allah, until every inch of the land of Islam will be liberated, the State of Islam will be established…”

    Means: Jihad – a mandatory religious duty

    – “Jihad is a religious public duty… incumbent upon the Islamic nation. Jihad is a personal duty to fend off the infidels’ attack on the nation…”
    – “The problems of the Islamic world, such as Palestine, Afghanistan, Syria, Eritrea, or the Philippines, are not issues of territories and nations, but of faith and religion. They are problems of Islam and the Muslims, and they can be resolved neither by negotiation nor by recognizing the enemy’s right to the Islamic land he stole. Rather, the only option is Jihad for Allah, and this is why Jihad is the way.”
    – “The symbol of the [Muslim] Brotherhood is the book of Allah [the Quran]
    between two swords. The swords symbolize Jihad and the force that protects
    the truth represented in Allah’s book.”
    – “You should be prepared to answer the call of Jihad whenever you are
    called, in any region of the Islamic world. Our Islam is universal not regional,
    and all Islamic countries are one homeland. …Go out to battle, oh believers,
    young and old, by foot or on horseback, under all circumstances and
    conditions…”

    Timing: Don’t rush, prepare carefully for Jihad

    – “The [Muslim] Brotherhood will never rush after the youth’s enthusiasm to
    carry out immature and unplanned actions, which will not alter the corrupt
    reality and may even harm Islamic activity, and will benefit the people of
    falsehood…”
    – “…it is not necessary for the Muslims to repel every attack or damage
    caused by the enemies of Allah immediately, rather [this is required] when
    ability and the circumstances allow for it.”
    – “Prepare yourself and train in the art of warfare, and possess the
    components of power. You must learn the ways, manners and laws of war.
    You must learn them and embrace them and adhere to them, so that
    your Jihad will be accepted by Allah.”
    – “… every Muslim has an unavoidable personal duty to equip himself and
    prepare for Jihad…”

    Personal goal: Aspire to Shahada – Death for Allah

    – “Allah is our goal, the Prophet is our leader, the Quran is our constitution,
    Jihad is our way, and death for Allah is our most exalted wish.”
    – “Jihad is our way and Shahada (Martyrdom – Death for Allah) is our
    most exalted wish. This is the call that we and the men of Da’awa (Islamic
    missionary activity) have always called … Many of our beloved ones have
    already achieved this wish … We ask Allah to accept all of them… May He join us with them…”

    Jihad against Israel

    – “Honorable brothers achieved Shahada (Martyrdom) on the soil of beloved
    Palestine, in 1947 and 1948, in their Jihad against the criminal, thieving gangs of Zion.”
    – “The problems of the Islamic world, such as Palestine… are not issues of territories and nations, but of faith and religion. They are problems of Islam and the Muslims, and they can be resolved neither by negotiation nor by recognizing the enemy’s right to the Islamic land he stole.”

    To view the entire translation of Jihad is the Way in PDF, click http://is.gd/Ha8QLW.

  4. HaDaR permalink

    Per leggere quanto dice il movimento DEMOCRATICAMENTE ELETTO a governare l’Egitto:
    http://is.gd/Ha8QLW

  5. Uno degli articoli che hai citato è stato scritto dal sottoscritto. Siccome mi hai chiamato in causa, gradirei darti una spiegazione. Conosco il movimento dei Fratelli Musulmani e le sue principali ideologie. Assolutamente discutibili ed opinabili per noi, ma evidentemente non così tanto per il popolo egiziano. Che ha eletto Morsi tramite vie democratiche, e questo è sicuramente un passo in avanti rispetto ad una dimensione dittatoriale. Noi occidentali abbiamo spesso la presunzione di decidere per gli altri, elevandoci a giudici delle azioni altrui.

  6. Per quello che vale, personalmente avrei auspicato che l’Egitto potesse uscire dall’eterna condizione binaria che vuole o “cosi’ o pomi'”, cioè, o monarchia o esercito. E che la monarchia sia sostituita da una coalizione islamista non rallegra. C’erano altri partiti in lizza, magari male organizzati ma forse meritevoli di appoggio. Ma ancor prima che la caduta di Mubarak si compisse, l’unico partito pronto a presentarsi alle elezioni era quello dei Fratelli. Hanno avuto tempo di organizzarsi, lo sanno fare, hanno avuto l’appoggio dell’America di Obama. La loro era una vittoria scontata. I Fratelli si sono sempre fatto vanto di avere l’esperienza e le capacità per “trattare la politica e i politici”. Il loro apparente pragmatismo ha oscurato la loro storia pregressa, oppure ha fatto comodo, a chi li ha appoggiati e “candeggiati”, presentarli cosi’. Purtroppo la storia dell’Egitto sembra non poter uscire da questa condizione di arretramento costante. Per chi conosce, ad esempio, la storia della cultura popolare in Egitto, soprattutto per quanto concerne musica e cinema, la regressione che il paese sta vivendo è veramente dolorosa. L’unica minoranza religiosa rimasta nel paese, dopo la cacciata totale degli Ebrei (che pure avevano tanto contribuito allo sviluppo economico e culturale del paese) , i cristiani Copti, hanno subito una repressione mai vista negli ultimi 40 anni. Se negli anni ’50 le donne andavano ai concerti di Umm Kulthum senza velo, vestite non molto diversamente dalle donne italiane del periodo e si facevano riprendere mentre fumavano in sala, già negli anni ’90 questo era un ricordo. Adesso sarebbe impensabile. Le donne che hanno partecipato alle manifestazioni contro Mubarak, hanno dovuto subire l’oltraggio delle visite ginecologiche che ne attestassero la verginità, nell’indifferenza dell’opinione pubblica mondiale. L’industria cinematografica, la più fiorente in tutto il mondo arabo, che si è gloriata dei miglior registi e compositori di colonne sonore mai apparsi nel mondo arabo, quel cinema fatto di riadattamenti di grandi romanzi come quelli di Nagib Mahfouz, che ha presentato al mondo musicisti come Farid El ‘Atrash o Leyla Mourad, quel cinema che è sempre stato la voce del popolo, ora è svilito, annullato, censurato, in favore dei “film morali” dei Fratelli Musulmani. ‘Adel Imam è stato processato e condannato per blasfemia, dopo una carriera durata 50 anni! I film che hanno fatto la storia del cinema egiziano stanno subendo la censura dei Fratelli e sono distrutti. Al posto dei testi delle canzoni composti dai migliori poeti d’Egitto, le canzonette in voga ora, ossessivamente trasmesse, recitano: “Israele quanto ti odio, Israele potessi scoppiare”. Ecco, io tutto questo non l’avrei voluto vedere, per l’Egitto innanzi tutto e poi per tutto il mondo.

    • La tua risposta denota una grande conoscenza della storia del paese, e condivido il tono rabbioso con cui descrivi una situazione di sicuro regresso, politico e culturale. Causata, soprattutto, dal regime. Mi chiedo quanto possa essere semplice ritornare alla normalità dopo 30 anni di assenza quasi totale di normalità. L’elezione democratica, a mio modesto parere, voleva rappresentare un primo passo necessario per il processo tortuoso di ripresa, ed è per questo che ho usato toni a tratti enfatici, eccedendo probabilmente.

      • Ho abitato in Egitto e l’ho anche amato. Ma gli egiziani scontano appunto l’essersi affidati ai militari dopo la monarchia. A un egiziano la parola “democrazia” evoca immagini diverse da quelle che possono evocare in un italiano. Hanno vissuto situazioni di abbandono da parte delle istituzioni spaventose. Ho visto gente che abitava nelle tombe dei parenti, con tutta la famiglia e non erano “clochard”, ma impiegati o insegnanti, rimasti senza casa dopo che i palazzi costruiti sulla sabbia crollavano su loro stessi. E nell’assenza dello Stato, tradizionalmente, nel mondo arabo, sono gli islamisti a occuparne il posto. Le ultime notizie danno enormi manifestazioni al Cairo e in tutto Egitto, contro i Fratelli e per il ritorno al potere dell’esercito. Morsi sembra sdoppiato in due: da una parte è l’intransigente Fratello che annuncia la rottura degli accordi di pace con Israele, dall’altra è il capo di Stato che bombarda i tunnel al valico di Rafah. Naturalmente i media italiani si guardano bene tutto questo anche solo ad accennarlo. Che ti devo dire? Spero sempre in un futuro migliore, altrimenti sarebbe la fine. Ma è dura.

  7. Chiaro, ti ringrazio per le informazioni preziose che mi hai fornito. Anche se è dura, sperare è la miglior cosa che possiamo fare, oltre ovviamente al contribuire per un’informazione più capillare e coerente.

    • Certo, e provare a districarsi nel mucchio di notizie spesso contraddittorie e fuorvianti, funzionali a una propaganda, piuttosto che all’informazione. Già questo è un lavoro non da poco.

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