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Quando un Assad scriveva a Léon Blum

luglio 25, 2012

Nel 1936, Suleiman el-Assad, notabile Alawita siriano e padre di  Hafez el-Assad, indirizzo’, con altre 5 personalità Alawite, una lettera a Léon Blum, Presidente del Consiglio francese. I termini di questa straordinaria missiva, in particolare la visione dei notabili sul “focolare nazionale ebraico” di Palestina, sono riportati in un recente libro consacrato alla Siria,  The Other Side of the Mirror : An American Travels Through Syria de Brooke Allen, riportato da The New York Review of Books.

 

 

La politica francese nel Levante, dopo la caduta dell’Impero ottomano, prende l’esatto contropiede di quella dei Britannici, che cercano di appoggiarsi al nazionalismo arabo unitario dei Sunniti, anche a prezzo dello schiacciamento delle altre componenti della società, come ricorda Henry Laurens nella sua opera di riferimento “L’Oriente arabo, Arabismo e islamismo dal 1798 à 1945 (Armand Colin). In Siria, la Francia cerca di estendere la sua politica delle minoranze alle comunità musulmane non sunnite, i Druzi e gli Alawiti, creando, come in Libano, uno “Stato siriano” artificiale, dopo la conquista militare del paese, nel 1921.

 

 

 

Quando Suleiman el-Assad scrisse a Léon Blum, nel 1936, mentre una situazione quasi insurrezionalista regnava nella regione, si pose la questione dell’integrazione dei Druzi e degli Alawiti nello Stato siriano, e la loro protezione da parte dei militari francesi Al fine di influenzare le autorità mandatarie, in vista di un trattato franco-siriano che sarà ratificato il 27 dicembre 1936, i sei autori della lettera spiegavano perché sarebbe stato saggio conservare una entità Alawita separata dalla maggioranza sunnita. Uno dei principali argomenti prendeva a esempio la minoranza ebrea di Palestina.

« Oggi« , spiegavano nella lettera, « la condizione degli Ebrei in Palestina è la più evidente manifestazione della violenza della politica islamista, nei confronti di quelli che non appartengono alla religione del Profeta. Questi buoni ebrei contribuiscono all’evoluzione della società araba e alla pace, investono soldi, stabilizzando la prosperità in Palestina, senza violenze verso nessuno e senza prendere nulla con la forza. E nonostante questo, i Musulmani dichiarano loro la Guerra santa e non esitano a massacrare le loro donne e i loro bambini, malgrado la presenza degli Inglesi in Palestina e dei Francesi in Siria. Per tale ragione, una sorte funesta attende gli Ebrei e tutte le altre minoranze di Siria se il Mandato dovesse essere abolito e se la Siria musulmana dovesse unirsi con la Palestina musulmana… Scopo ultimo degli Arabi musulmani« .

 

Alla fine, il trattato stabilirà l’unità siriana a grande danno delle minoranze Druze e Alawite, che rifiutarono di riconoscere il nuovo potere, malgrado le promesse di protezione militare da parte dei Francesi. Conosciamo il seguito della storia, con la presa di potere di Hafez el-Assad nel 1970, poi di suo figlio Bashar, che non hanno di certo ereditato i sentimenti pro-sionisti del loro nonno.

 

Articolo originale QUI

 

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