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Vieni, ti racconto una favola…

luglio 22, 2012

Un lettore   invia  una mail circa un programma radio CBC (il programma originale  era stato trasmesso da una Radio dei Paesi Bassi) , che raccontava l’incredibile storia di Ahmed Masoud, scrittore inglese e drammaturgo nato a Gaza.

Durante il programma, Masoud rievocava questa storia che aveva scritto per The Guardian lo scorso anno:

Ho avuto un’infanzia molto felice, in una famiglia molto grande, con cinque sorelle e sei fratelli. Io stavo proprio nel mezzo, che è un bel posto dove stare. Ma abbiamo vissuto in uno dei luoghi peggiori sulla terra – la Striscia di Gaza in Palestina – e quando avevo sei anni, nell’1987,  inizio’ la prima intifada.

… Nonostante tutto ciò che accadeva  ho avuto un’infanzia felice. Ma tutto questo  cambio’ quando avevo 17 anni. Un giorno tornai a casa da scuola e accesi la TV. C’era un programma sui rifugiati palestinesi e su come le loro famiglie si erano  frammentate a causa delle difficoltà. Raccontavano  di come i bambini ed i neonati furono scambiati negli ospedali.

Ho guardato mia madre, era pietrificata – aveva la bocca aperta, gli occhi fissi e sembrava un fantasma. Sapevo che c’era qualcosa che non mi stava dicendo. Mio padre, fissava lo schermo. Potevo vedere  dietro gli occhiali  una lacrima  scendere. Non avevo mai visto mio padre piangere prima, e  vedere le sue lacrime cadere giù per la guancia fu terrificante. Poi si asciugò gli occhi e mi prese la mano, e quella di mia madre, e cominciò a raccontare la storia di quanto era successo quando sono nato.

In quel giorno, l’ospedale era stato attaccato ed  io fui evacuato in una unità speciale di cura,  prima ancora che mia mamma mi avesse visto. Mio padre ebbe la notizia che l’ospedale era stato bombardato e ci corse subito. Quando arrivò gli fu detto  la camera e il numero di culla dove poteva trovarmi. Corse più veloce che poteva, ma quando arrivò, trovò non uno ma due bambini nella culla. Non sapeva quale era il suo – quello di sinistra o quello di  destra. Non c’era tempo per prendere una decisione. Doveva prenderne uno. Si chiese se il numero che gli avevano dato fosse un errore, ma quando si guardò intorno tutti gli altri lettini erano pieni di più bambini . E lui doveva prendere quella decisione. Così mi ha preso. Anche ora, se gli chiedi, lui non può rispondere perché  scelse me e non l’altro bambino.

Tornò da mia mamma e lei mi  avvolse, e correvano con me attraverso le strade secondarie verso casa. Lui non le disse nulla  fino a che non arrivarono. Mia mamma  mi mise al petto e cominciai a mangiare . Quel legame,  l’amore, quel sentimento materno erano lì. Più lei mi guardava e mi nutriva, tanto più era sicura che fossi suo figlio.

Wow … che storia! Su misura per riscuotere la simpatia del lettore (o dell’ascoltatore) . Si può quasi sentire il calore delle esplosioni e l’odore della polvere da sparo, cosi’ come immaginare il padre di Masoud  disperatamente cercare di salvare la vita del suo bambino dal crudele raid israeliano sul  reparto maternità, e la corsa disperata dei genitori per le strade di Gaza – con la madre ancora  convalescente, costretta a fuggire a piedi, senza dubbio a piedi nudi, schivando le bombe che cadevano  e i detriti, mentre teneramente proteggeva il suo bambino appena nato.

Solo un problema: Israele non ha mai bombardato gli ospedali a Gaza, quando è nato Masoud. Non ci furono raid aerei fino alla seconda intifada. Questa storia è accaduta sei anni prima della prima intifada, quando decine di migliaia di abitanti di Gaza  pacificamente si spostavano da e per lavorare in Israele. Hamas non esisteva. Migliaia di israeliani vivevano nella Striscia di Gaza. Molti da Israele  andavano a Gaza ogni settimana, per acquistare a costi più bassi di quelli  all’interno della Linea Verde. Gli arabi con i mezzi propri si recavano in Israele per essere curati negli ospedali .

Il compleanno di Masoud  è il 27 agosto e non si riesce a trovare  possibili azioni da parte di Israele a Gaza nel 1981 o nel 1982, intorno a quella data. Israele stava combattendo in Libano, non Gaza, e le pochissime proteste  furono monitorate con metodi di controllo anti-sommossa, non aerei. (Nel 1981, ci fu una protesta di massa molto inusuale a Gaza, dove fu ucciso un manifestante, e fu nel mese di dicembre. La maggior parte delle proteste del periodo furono  da parte dell’Olp in Cisgiordania.)

Questa storia è fiction. Ora, è del tutto possibile che le procedure  dell’ospedale di Gaza abbiano causato un possibile scambio di bambini. Dopo tutto, egli ammette che vi erano due bambini nella stessa culla .

O forse è opera dello stesso Masoud, che ha ricevuto riconoscimenti per il suo romanzo autobiografico e che ha co-scritto un radio dramma  per la BBC nel quale raccontava molto esagerando di  come riuscì a fuggire da Gaza durante Piombo Fuso, appena iniziato. Ciò che non è affatto sorprendente è che i media abbiano trangugiato una storia del genere senza il minimo briciolo di verifica.

Il sito Radio dei  Paesi Bassi è stato informato di queste incongruenze. Ecco la loro risposta:

“La storia di Ahmed Masoud faceva parte di un intero spettacolo sulle adozioni e il loro senso della famiglia. Il  centro della sua  storia particolare ruotava sul suo sospetto di essere stato scambiato alla nascita e cresciuto nella famiglia “sbagliata”. Raccontava poi come, dopo un periodo iniziale di alienazione dai suoi genitori e fratelli, è arrivato a rendersi conto che non era importante se lui fosse geneticamente correlato a loro o meno. Sono stati la sua famiglia “reale” . Non si trattava espressamente del conflitto israelo-palestinese. Non ho trovato alcuna ragione di pensare che la sua storia fosse un’invenzione.

Per quanto riguarda il fatto che non ci furono raid aerei al momento della sua nascita, abbiamo contattato il Sig. Masoud e qui è un estratto dalla sua risposta : “Ho già risposto chiaramente  a queste accuse : non ho mai detto che l’ospedale fu bombardato. Lo dico chiaramente:  mio padre ha sentito [sic] la notizia. La storia riguarda il rapporto genitore / figlio,  e non il conflitto israelo / palestinese, nel quale i fatti possono essere confusi a seconda di quale lato della barricata ci si trovi. Spero che questo risponda alle vostre domande. ”

Non proprio. Abbiamo basato la nostra intervista su un articolo del The Guardian, di sabato 19 Marzo 2011. Mr. Masoud descrive come il ragazzo che era stato, tornava a casa da scuola. I suoi genitori erano a piangere mentre guardavano un programma televisivo sui bambini scambiati alla nascita in ospedale. Mr. Masoud descrive suo padre in quel momento: “Poi si asciugò gli occhi e mi prese la mano, e la mano di mia madre, e cominciò a raccontare la storia di quello che è successo quando sono nato. Al momento, l’ospedale era stato attaccato e io fui evacuato in una unità speciale di cura, prima ancora che mia mamma mi avesse visto. Mio padre aveva avuto notizia che l’ospedale era stato bombardato e ci corse subito … ”

Il passaggio è ambiguo. Da un lato, implica che il raid è un dato di fatto. D’altra parte, si afferma che il raid era una percezione di suo padre,  basata sul suo aver udito una notizia. Così  il RAID c’è stato o no? Ecco parte della risposta di Mr. Masoud: “Come si può leggere da questo articolo, non muovo nessuna accusa per aver bombardato l’ospedale che sembra essere al centro delle denunce. Raid  non significa bombardato “.

Ho provato a verificare  se ci fossero stati raid israeliani di qualsiasi genere sugli ospedali di Gaza nei primi anni 1980. Questo lo sappiamo: Israele occupò la Striscia di Gaza ed ha avuto una presenza militare. La guerra in Libano c’era. Nel 1981, Israele ha bombardato l’Iran. Caccia israeliani volavano a bassa quota su Gaza. La situazione era  estremamente tesa, quindi è comprensibile che il padre di Mr. Masoud abbia potuto credere che un ospedale era stato attaccato. Ma a mio avviso, l’uso di Mr. Masoud del termine “raid” è fuorviante: è trattato più come un fatto di fondo, piuttosto che una percezione o di una percezione sbagliata. Abbiamo quindi modificato il linguaggio che descrive la sua storia sul nostro sito”.

Ora che sappiamo che Israele non aveva lasciato cadere le bombe su Gaza nel 1981, o addirittura in qualsiasi momento dal 1967, l’idea che il padre abbia creduto subito che un ospedale (!) fosse bombardato è abbastanza fantastica  . Ma andare oltre e dire che correva in ospedale, presumibilmente, visto che la voce era completamente infondata, e ancora, che sceglieva un bambino quasi a caso è incredibile. E poi sua moglie che  fugge, a piedi,  da un ospedale completamente sicuro va ben oltre la plausibilità, non importa quanto emozionalmente vicino  si sia al proprio padre.

CAMERA ha trovato una storia simile di un immaginario raid israeliano – questo un attacco di terra nel 1948 –  riportato dai media nel 1998 come sfondo ad una storia diversa. In questa storia  il punto principale  non era la falsa incursione , si trattava di un argomento completamente diverso, dove il disprezzo israeliano per la vita dei civili era da intendersi, con effetto retroattivo, nel contesto della narrazione revisionista moderna .

E abbiamo visto che questo accade spesso – per esempio, Mahmoud Abbas con disinvoltura  descrive lo sfratto della sua famiglia da Safed, quando in realtà non videro mai un soldato ebreo. Si tratta di un sottile riscrittura della storia che è destinata a rappresentare i palestinesi come eterne vittime di aggressione ebraica, piuttosto che come persone che sono state attivamente coinvolte negli eventi del momento. E quando innocenti dettagli si pongono come elementi di sfondo negli scritti su temi diversi, essi sono generalmente creduti dal lettore inconsciamente, molto più efficacemente che se fosse una narrazione rettilinea di eventi nei quali il lettore è di fronte ad un esplicito biasimo.  Ecco perché   è un grosso problema, e perché le menzogne ​​di un drammaturgo che ha pratica nella creazione di un dramma hanno bisogno di essere smascherate.

Articolo originale QUI 

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One Comment
  1. laura permalink

    che voglia di passare la prima parte della storia ad un contatto filopalestinese e vedere come commenta. tanto della storia di Israele e delle intifada non sa niente

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