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Nun me sta’ a fa’ la sbara…

luglio 12, 2012

E’ arrivato il momento di parlare del termine “diabolicus” che sta andando per la maggiore in questo momento: HASBARA!!!! Già il suono stesso della parola evoca qualcosa di misterioso e infido, vero?

Secondo i membri del movimento razzista di boicottaggio ai prodotti manifatturieri degli Ebrei israeliani (BDS), Hasbara, in lingua ebraica “comunicazione”, è attività illegittima perché “certe persone sono pagate per farla”. I dirigenti del movimento BDS utilizzano a più non posso il termine nuovo che hanno imparato, beffandosi della “macchina da hasbara sionista”, sostenendo che i fondi investiti nell’informazione sono illegittimi perché “utilizzati per corrompere il dibattito militante pubblico”. Hasbara è il nuovo “abracadabra”!  Contesti a  un anti israeliano palestinofilo la sua affermazione di “Israele stato di apartheid” mostrando tutto cio’ che puo’ contraddirlo? Hasbara! Smascheri la foto fake di una falsa vittima dell’esercito israeliano? Hasbara! Citi la storia di Israele, ripercorrendone le  tappe dal Mandato per la Palestina alla nascita dello Stato? Hasbara!

Questi militanti, avvezzi a passare impunemente il confine sempre più labile tra anti semitismo e anti sionismo, non si preoccupano di comparare l’hasbara israeliana a una sorta di Protocolli dei Savi di Sion, alimentati, è ovvio, dal denaro giudio.

Se ne potrebbe dedurre che questi integerrimi militanti, duri e puri, si tengano sdegnosamente lontani da qualsiasi forma di compenso per la loro propaganda anti israeliana. Sarebbe  logico. Allora può’ venire la curiosità di dare un’occhiata da vicino. Si tratta di volontari non pagati? Prendiamo per esempio i cinque leaders del movimento anti israeliano, le figure di spicco. Hessel e simili non ce ne vorranno se non li abbiamo inclusi nella ricerca, ancora hanno strada da fare.

Sono informazioni verificabili, nulla di misterioso. Ognuno di questi personaggi sopra ha scritto almeno un libro sul conflitto israelo-palestinese (venduto in media a 50 euro l’uno). Ognuno di loro è invitato a conferenze pagate sul soggetto, vendono CD e DVD… Quanto guadagna un giornalista del Guardian o di Al Jazeera, specializzato nell’attacco a Israele? Piuttosto bene, di sicuro.

Le loro apparizioni mediatiche e la loro attività su internet, fungono loro  da promozione? Eh si’, certamente. C’è un tipo, Ben White, attivo su Twitter al limite dello spam. Ecco come si descrive:

“Scrittore, giornalista free lance, militante. Autore de « L’apartheid israeliano: una guida per debuttanti  » e del nuovo libro « I Palestinesi in Israele ».

Il link rimanda al suo blog, nel quale la prima cosa che si vede è la promozione al suo libro. E come sappiamo, un libro venduto su Amazon si continua  a vendere per anni, specialmente nei momenti nei quali ritorna all’attualità.

E allora, mi converrà continuare a tenere gratuitamente questo blog?

La notizia QUI

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