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Quei delicati eufemismi che proteggono dall’orrore

giugno 21, 2012

Israele è sotto attacco da ormai tre giorni. Circa 160 razzi sono stati sparati nel sud del Paese da Gaza. Nel solito gioco macabro degli specchi, le uniche notizie che i media hanno riportato, capovolgendo la realtà, hanno trasformato gli attaccati in attaccanti, i carnefici in vittime;” Raid israeliani uccidono 6 persone, Hamas risponde con razzi”. E’ ovvio. E gli attacchi mortali, contro i civili, sono i soliti “razzetti artigianali”.

160 “razzetti artigianali” come questo.

 

 

 

Harriet Sherwood, del The Guardian,  sembra essersi accorta che  un milione di civili israeliani sono stati (e sono tuttora, mentre scriviamo) sotto costante attacco di missili, sparati da Gaza dal pomeriggio di lunedi’. Mercoledì scrive il suo pezzo. La sua idea è abbastanza curiosa; il 20 giugno scrive:

“Hamas ha in gran parte aderito a una serie di cessate il fuoco dalle tre settimane di guerra a Gaza, conclusa nel gennaio 2009, anche se non ha potuto impedire il lancio di razzi da parte di altri gruppi militanti, in particolare della Jihad islamica. Hamas è uscita indebolita dall’ attacco militare di Israele, conosciuto come “Operazione Piombo” Fuso, ed è riluttante a provocare un altro importante scontro con Israele. “

Nel suo pezzo del 21 giugno, dal titolo “Hamas pronto al cessate il fuoco se Israele fema l’aggerssione a Gaza” scrive:

“Hamas ha annunciato che i suoi militanti hanno sparato razzi su Israele per la prima volta da oltre un anno. Aveva in gran parte aderito ai cessate il fuoco precedenti, perché non è interessato a provocare Israele in un importante scontro militare “.

Sherwood vorrebbe farci credere, da un lato che Hamas ha ‘aderito in gran parte’ (un concetto strano di per sé) a vari cessate il fuoco. D’altra parte, Sherwood ammette che Hamas ha chiuso un occhio sulle attività di numerosi altri gruppi terroristici che operano fuori dalla Striscia di Gaza. Come i residenti del sud di Israele sanno fin troppo bene – in realtà non vi è stato mai  nessun cessate il fuoco reale.

Hamas è (anche se non eletto), organo di governo a Gaza. E’ responsabile di tutto ciò che avviene nel suo territorio, così come il governo britannico sarebbe responsabile se militanti di Dover  sparassero missili Grad su Calais. E Sherwood lo deve sapere bene, perché il paragrafo di apertura del suo  pezzo del 21 giugno recita:

“Hamas ha dichiarato che si impegnerà a un cessate il fuoco dopo che più di 100 razzi sono stati sparati, da Gaza in Israele, negli ultimi tre giorni e otto palestinesi, tra cui tre adolescenti, sono stati uccisi in attacchi aerei israeliani.” 

In altre parole, secondo l’approccio paternalistico di Sherwood, Hamas è abbastanza autorevole per mediare un cessate il fuoco, ma non abbastanza da controllare ciò che avviene nel suo territorio.  Stesso paternalismo, questa volta rivolto ai suoi lettori –  nella descrizione  eufemistica di “otto palestinesi, tra cui tre ragazzi”  uccisi a Gaza.

Tra i morti di Gaza ci sono, (secondo varie fonti palestinesi), Bassam Abu Mohammed Mueliq e Yousef Talbani (entrambi 16 anni) che sono stati uccisi mentre preparavano  una bomba, nei pressi della recinzione di confine tra Gaza e Israele;  Ghaleb Armilat, di 21 anni  (secondo Hamas, un membro della brigata al Quds della Jihad Islamica), Ismail Abu Ouda e Muhammed Shabat (entrambi membri della Jihad islamica, mentre preparavano un attacco terroristico), e Mahmoud Abdo Za’anin e Ibrahim Abdel Fattah (entrambi membri del ‘Difensori di al Aqsa‘,  appartenenti all’ala  ‘ Youth Brigade ‘). Hamas ha inoltre affermato che è stato ucciso anche un membro delle “Izz al Din al Qassam Shabab brigate”,  di nome Abu Jihad (23 anni) . Ed ecco le loro foto : Ismael Abu Ouda

Muhammed Shabat

Ed ecco un video – pubblicato via Twitter da parte di Hamas – di razzi ‘fatti in casa’  dalle  Brigate Al Qassam,  descritte come ‘basi militari’.

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Cos’è più condiscendente: L’infantile tentativo di Harriet Sherwood di deresponsabilizzare Hamas  o la sua  apparente convinzione che i suoi lettori abbiano bisogno di essere protetti dalle realtà di una guerra terroristica in corso, attraverso l’utilizzo di eufemismi delicati ?

QUI l’articolo originale

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