Skip to content

Gli arabi di Gerusalemme chiedono il passaporto israeliano? Complotto sionista!

maggio 31, 2012

Ecco un esempio esilarante di come la sinistra anti-israeliana si impegna in bizzarre teorie del complotto per spiegare cose che semplicemente non riesce a capire.

Da Riman Barakat in 972mag:

Come residente di Gerusalemme Est, sono colpito da una recente tendenza: molti dei miei amici e conoscenti in possesso di carta d’identità di Gerusalemme -documento di residenza permanente, piuttosto che di cittadinanza israeliana – stanno, in silenzio, presentando la domanda per ottenere il passaporto israeliano. Non è immediatamente chiaro il perché.  Gli attuali residenti di Gerusalemme Est – oltre 350.000, ossia il 38% della popolazione totale della città – quotidianamente già vivono inseriti nella realtà israeliana, nei caffè, nei centri commerciali, utilizzano i servizi israeliani, frequentano ristoranti israeliani e bar, mandano i loro figli a studiare presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, e ricevono i benefici sociali e sanitari israeliani . Che cosa significa “aggiornare i loro status” da residenti di Gerusalemme Est a cittadini di Israele ? Perché i residenti di Gerusalemme Est rifiutarono l’offerta israeliana di cittadinanza nel 1967, e stanno cercando attivamente di ottenerla ora, soprattutto considerato che la cittadinanza impone loro il giuramento controverso della fedeltà allo stato israeliano?  Credo che la tendenza sia il risultato di una strategia ben pianificata e coerentemente applicata dal governo israeliano, per far pressione sulla popolazione palestinese di Gerusalemme est.”

Ma certo! Se gli arabi palestinesi volontariamente scelgono di diventare cittadini israeliani, deve essere un nefasto complotto ebraico! Non può essere che considerino l’Autorità Palestinese una dittatura corrotta con tendenze totalitarie sempre crescenti e ritengano che le loro vite e le vite delle loro famiglie, sarebbero infinitamente migliori sotto la sovranità israeliana. No, questo è fuori discussione. Deve essere che Israele, chiedendo loro di dimostrare periodicamente il loro status di residenza , in realtà li spinge a diventare cittadini israeliani contro la loro volontà!

Perché, naturalmente, come i mattacchioni di 972mag sanno fin troppo bene, quei malefici sionisti ebrei vogliono, ovviamente, esercitare pressioni sugli odiati arabi di “Gerusalemme Est” per farli diventare cittadini israeliani e aumentare cosi’ il numero di cittadini arabi nello Stato ebraico. Deve essere un’altra forma di “pulizia etnica”.  (Un altro esempio che mostra come i leader arabi infantilizzino il proprio popolo, non dando credito alle sue scelte e trovare, invece,  modi per incolpare Israele di quelle azioni che non aderiscono alla loro cara – e spesso falsa – narrativa.)

L’agenda di Barakat diventa un po’ più chiara in questo pezzo senza senso:

Dato che  la PA chiude un occhio sul fenomeno degli arabi di Gerusalemme Est che vogliono diventare israeliani, mi chiedo: la PA aderisce ancora alla visione di Gerusalemme Est come capitale futuro della Palestina? In caso contrario, la PA dovrebbe iniziare a discutere immediatamente la possibilità di una Città Aperta , sia internamente che pubblicamente.”

Ecco la verità. Per Barakat, Gerusalemme capitale palestinese non è l’obiettivo più importante – l’obiettivo è quello di garantire che non sia ebrea!

Voi sapete quanto sia importante per Gerusalemme essere una città araba, come ci viene costantemente ricordato? Beh, non è poi tanto importante. Meglio essere sotto il controllo dell’ONU che permettere agli ebrei di avere voce in capitolo.  Questo è perfettamente coerente con l’atteggiamento verso la Gerusalemme araba del 1949, quando tutti i paesi arabi (tranne la Giordania)  spinsero l’ONU a fare di Gerusalemme una città internazionale. Quindi, nessuna importanza che la città eterna di Gerusalemme  fosse musulmana, nessun rallegrarsi che la città vecchia fosse sotto controllo musulmano – no, per loro, era più importante che l’intera Gerusalemme – tra cui il lato occidentale – fosse portato via agli ebrei. E questo è ciò Barakat sta dicendo qui.

 

Barakat, un arabo palestinese che ora è Co-Direttore del Centro di Ricerca e Informazione  israelo-palestinese – un’organizzazione alla quale ogni arabo propenso puo’  partecipare – dimostra che anche per lui, il vero obiettivo è ridurre la quantità di terra governata dagli ebrei, e non “uno stato palestinese”. Uno stato arabo-palestinese è solo il mezzo per un altro obiettivo, non l’obiettivo.

Arnold Roth

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: