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L’antisemitismo nelle Università: America

maggio 30, 2012

C’è chi nega ci sia allarme antisemitismo nelle Università americane (ed europee). E’ vero? Cominciamo la ricerca con alcuni resoconti sulla situazione nei campus americani.

La “US Commission on Civil Rights”, nel 2006, rilevo’ che  “in molti campus universitari americani continuano a verificarsi  episodi di antisemitismo”. Gary Tobin nel suo libro del 2005 “Uncivil University: Politics and Propaganda in American Education”, ha concluso che “anti-semitismo e anti-israelianismo sono sistemiche nel campo dell’istruzione superiore e possono essere rilevati nei campus di tutti gli Stati Uniti”. In tutto il paese gli studenti ebrei e pro-Israele sono derisi, intimiditi e, a volte aggrediti, mentre l’anti-Israelianismo  dei professori avvelena le menti dei futuri leader dell’America. Eppure i leader ebrei, in larga misura, non hanno risposto in modo efficace.

Come ha fatto la comunità ebraica, nota per il suo genio retorico, a perdere una battaglia di tale importanza critica e politica nei campus americani? Nel 1990, James Zogby, presidente della Arab American Institute, dissertava da una TV giordana, su come la Lobby araba potesse uguagliare il successo ebraico,  politico e organizzativo, in America (la clip  QUI). Zogby e i suoi alleati  riconobbero che il campus ed i media potessero essere due campi di battaglia nei quali i pro-arabi avrebbero potuto vincere,  alleandosi con la sinistra americana. In entrambe le sedi avevano già teste di ponte e punti di appoggio. I campus erano in fase di transizione politica, influenzati dal pensiero radicale degli anni ’60 di coloro che avevano adottato il dogma del post-colonialismo, e la sua versione palestinese, l’ “Orientalism” del professor Edward Said .

Inoltre, l’America stava vivendo un significativo aumento di studenti stranieri, nati da famiglie musulmane, così come aumentava l’immigrazione musulmana (molti provenienti da paesi con una cultura di vizioso antisemitismo). Zogby si focalizzo’ sulla formazione di alleanze con i professori marxisti, attivisti socialisti duri e puri, gruppi di studenti Afro-americani , i gruppi gay-lesbiche e, soprattutto, ebrei progressisti. Si rese anche conto che l’emergente anti-israelianismo dell’asse Musulmano/ Sinistra avrebbe potuto essere meglio organizzato e beneficiare di un afflusso di petrodollari arabi versati a prestigiose università americane. Tutto questo accadeva mentre molti leader ebraici, inebriati dagli accordi di Oslo, stavano abbandonando la priorità Israele.

Boicottaggio accademico

Oggi, possiamo vedere la brillantezza della strategia di Zogby: il sentimento Anti-Israele pervade l’atmosfera nei campus. In classe, i professori radicali esprimono la narrazione dominante: i palestinesi hanno ragione e gli israeliani sono nel torto. Nella sua forma attenuata, i palestinesi soffrono inutilmente per mano di occupanti israeliani, nella versione più viziosa, Israele è razzista, stato di apartheid, genocida. Fuori dalle classi, gruppi anti-israeliani  tengono conferenze, mostrano film e  rappresentazioni teatrali che ritraggono Israele nei più duri dei termini. I sostenitori di Israele sono bruscamente interrotti, è loro impedito di parlare, gli eventi pro-Israele impediti, gli studenti ebrei  intimiditi verbalmente o anche fisicamente, ed esclusi dagli eventi pro-palestinesi . Patetici tentativi da parte di gruppi ebraici di avviare un dialogo con gli studenti palestinesi sono respinti. Ogni riconoscimento “dell’umanità” di Israele è visto come una convalida di oppressione palestinese. La religione laica della nostra epoca – la correttezza politica e il multiculturalismo – giudica la gente da quello che è, non per quello che fa. Gli israeliani sono per definizione sempre colpevoli, mentre gli indigeni palestinesi, dalla pelle più scura, impoveriti, sono eternamente innocenti.

Molto più di quanto i loro genitori e la comunità sospettino , gli studenti ebrei trovano impegnativo e spesso sgradevole, se non addirittura spaventoso, sostenere Israele in molti campus, oggi. Attraverso la ricerca e le interviste con attivisti e studenti universitari provenienti da tutto il paese, stiamo sviluppando una compilation di incidenti anti-israeliani e le descrizioni di ambienti ostili nei campus.    Qui ci sono solo quattro incidenti di recente riportati:

Hampshire College, Amherst. Ultimo semestre, uno studente pro-Israele  è stato ripetutamente aggredito verbalmente da parte di individui dai volti coperti. Lo studente è stato chiamato “Baby Killer”, “amante del genocidio”, “supporter dell’apartheid” e “razzista”. Dopo aver ricevuto una e-mail che gli consigliava di “rendere il mondo un posto migliore e morire lentamente”, si è trasferito fuori dal campus. Al momento è tornato, ma ha ancora paura di rivelare la sua identità.

Rutgers University. Il mese scorso, un gruppo di studenti pro-Israele e sopravvissuti alla Shoah sono stati costretti a pagare un biglietto d’ingresso ad un evento che paragonava i palestinesi alle vittime della Shoah. L’evento era stato pubblicizzato come gratuito e aperto al pubblico; i sostenitori palestinesi  sonopotuti entrare gratuitamente.

Indiana University. Lo scorso novembre, cinque episodi di vandalismo anti-ebraico  sono stati segnalati in una settimana, incluse sassate a Chabad e Hillel; sacri testi ebraici sono stati posti nei bagni e qualcuno ci ha urinato sopra, ed una scheda di informazioni sui programmi di studi ebraici è stata fracassata con una pietra.

Carlton University di Ottawa. Lo scorso aprile, un non-ebreo sostenitore di Israele e il suo compagno di stanza di Israeliano sono stati attaccati da una persona di lingua araba che ha gridato epiteti antisemiti. Nick Bergamini è stato preso a pugni in testa e inseguito da un uomo che lo ha mirato alla testa con un machete , mancandolo per pochi centimetri. Ora chiedetevi: cosa sarebbe accaduto nel campus, nei media o nella comunità, se questi incidenti fossero stati indirizzato a studenti afroamericani, ispanici o musulmani?

La risposta c’è: Nel mese di ottobre 2009, un cappio è stato trovato presso la biblioteca della University of California, San Diego. Gli studenti hanno occupato l’ufficio del Cancelliere. Il governatore, i dirigenti il Cancelliere ed i leaders studenteschi hanno condannato l’incidente. La scuola ha istituito una task force sulle assunzioni delle  minoranze e una commissione per affrontare il calo delle iscrizioni afro-americane , promettendo di trovare spazio per un afro-americano nel centro risorse. Tutto questo – solo per scoprire, poche settimane dopo, che il cappio era stato messo da uno studente di una delle minoranze. QUI

(Continua…)

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