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La bugia che partori’ l’UNRWA

maggio 14, 2012

Un buon esempio di sfacciata menzogna  palestinese contro Israele è la “Giornata della Catastrofe”, il cosiddetto Nakba Day . A quanto pare il primo arabo a coniare questo concetto fu lo storico siriano  Costantino Zureiq, nel suo libro del 1948, Ma’na al-Nakba (il significato del disastro). Ma la commemorazione nazionale ufficiale fu inaugurata soltanto nel 1998, da Yasser Arafat. In seguito alla dichiarazione di Arafat di riconoscere ufficialmente il giorno, oltre un milione di arabi palestinesi hanno partecipato a marce e altri eventi.

 

Qual è il disastro che il Nakba Day commemora ? Niente meno che il giorno in cui Israele ha dichiarato l’indipendenza, nel 1948. E per aggiungere al danno la beffa, i palestinesi commemorano la giornata nazionale del disastro ogni anno, in coincidenza con la Giornata dell’Indipendenza di Israele, il 15 maggio.

Perché la Dichiarazione di Indipendenza di Israele è stata un disastro per i palestinesi? Questo ci riporta alla Guerra d’Indipendenza di Israele del 1948. L’esodo palestinese del 1948 , noto anche come Nakba, cioè il “disastro”, “la catastrofe”, o “il cataclisma”, si è verificato quando circa 725.000 arabi palestinesi fuggirono o furono espulsi dalle loro case, durante questa guerra amara.

Digitando “Nakba” sul web, la ricerca restituisce numerosi siti web palestinesi che  pretendono di spiegare questo evento della storia palestinese, ricercando simpatia e anche donazioni finanziarie per i numerosi palestinesi “rifugiati” nei paesi arabi, discendenti dei profughi originari del 1948. All’epoca nella quale questo problema si sviluppo’, a seguito dell’arrivo di centinaia di palestinesi negli stati confinanti, gli arabi rifiutarono di accettare qualsiasi soluzione al problema, addossandolo a Israele. Israele dal canto suo decise di accettarne una piccola percentuale. Ma per gli arabi la soluzione era o tutto o niente.

Così i profughi palestinesi fuggiti Israele nel 1948 durante la Guerra d’Indipendenza rimasero bloccati in squallidi campi in Giordania, Libano, Siria, Iraq ed Egitto. E hanno fatto molto comodo per la propaganda politica contro Israele, calata sulle spalle dei palestinesi.  Una domanda sorge spontanea: esattamente come hanno fatto a diventare profughi i palestinesi, nel 1948? La prima causa è stata sicuramente la Guerra d’Indipendenza stessa. I palestinesi che vivevano in Cisgiordania e Striscia di Gaza e nel resto dell’ Yishuv ebraico, respinsero con veemenza il piano di partizione delle Nazioni Unite per la Palestina, e presero le armi contro lo stato nascente di Israele. In altre parole, i palestinesi che divennero profughi non furono solo spettatori innocenti. Erano combattenti attivi che si gettarono nella mischia con i paesi invasori arabi, il cui scopo era quello di annientare lo Stato ebraico alla nascita.

 

Ci sono stati casi in cui i palestinesi sono stati allontanati con la forza e deportati da Israele? Probabilmente, ma forse in una guerra è sempre meglio peccare per eccesso di cautela, quando si tratta di avversari armati. E la cronaca mostra che non c’è mai stato un funzionario del governo israeliano che abbia firmato un documento per l’allontanamento e l’espulsione di eventuali combattenti palestinesi.

 

Il fatto è che nel 1948 i leader arabi palestinesi incoraggiarono fortemente  la loro componente a lasciare Israele, promettendo di poter tornare in seguito alle loro case da vincitori, liberati dalla scomoda presenza ebraica, risultato che era unanimamente considerato ovvio. I leader arabi dissero alla popolazione palestinese di uscire dal pericolo e lasciare che gli eserciti invasori arabi facessero il loro lavoro, senza interferenze. Fu uno dei motivi dell’esodo.  L’osservanza del Nakba Day, pertanto, non ha nulla a che fare con fatti storici, ma scaturisce solo ed esclusivamente dall’ impulso nazionale di esprimere odio e rancore contro il popolo ebraico e contro Israele. Fu una guerra che Israele fu costretto ad affrontare per difendersi e non c’è mai stata nessuna guerra nella storia che non abbia causato un problema di rifugiati. Ma ecco che fu ideata l’UNRWA.

L’Unrwa è la mega-agenzia delle Nazioni Unite per l’assistenza ai profughi palestinesi che vivono in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. I fondi Unrwa in totale ammontano a cinquecento milioni di dollari. Da cinquantasei anni l’Unrwa impersona il simbolo stesso del doppio standard applicato dalla comunità internazionale per quanto riguarda la guerra del mondo arabo contro Israele. La principale missione dell’Unrwa, agenzia unica nel suo genere fra quelle dell’Onu sui profughi di tutto il mondo, non è stata finora di aiutare i palestinesi ad affrontare la realtà, dopo la guerra del 1948. Aiutare i profughi palestinesi a reinserirsi non è il suo scopo. L’Unrwa è stata usata per mantenere i profughi palestinesi esattamente nella condizione e nel luogo in cui si trovano, affinché possano servire per giustificare l’infinita guerra contro Israele. Esistono, ad esempio, centinaia di migliaia di profughi palestinesi e loro discendenti che sono cittadini della Giordania: eppure, per quanto riguarda l’Unrwa, essi continuano a essere dei profughi con pieno diritto all’assistenza.

 

“La creazione dell’Unrwa rispondeva alla strategia araba di usare i campi profughi come un’arma sempre eternamente puntata contro lo stato di Israele”, ha scritto il quotidiano israeliano Haaretz. O per dirla senza garbo con James Lindsay, già alto funzionario dell’agenzia Onu, “l’Unrwa è un’agenzia con fini politici e terroristici”. Nell’ultima guerra a Gaza, i terroristi islamici di Hamas sparavano all’esercito israeliano dagli edifici della Unrwa. Molti impiegati dell’Unrwa sono membri non solo delle principali fazioni terroristiche palestinesi come l’ala militare di Fatah, ma anche del gruppo jihadista  Hamas. Fra i candidati della lista Hamas, eletti nelle elezioni palestinesi, un certo numero risulta sul libro paga dell’Unrwa. Hamas ha persino gestito la sua nuova emittente televisiva dall’interno di una moschea, relativamente al sicuro, nel campo profughi di Jabalya, gestito, guarda caso, dall’Unrwa.

L’Unrwa impiega insegnanti affiliati a Hamas e permette la diffusione di messaggi di Hamas nelle sue scuole, invocanti lo sterminio degli ebrei. Con il colpo di mano di Hamas a Gaza nel luglio 2007, Hamas ha preso possesso delle strutture Unrwa. In una scuola dell’Unrwa lavorava Awad al-Qiq: una lunga carriera come insegnante, ma anche il principale fabbricatore di bombe per il Jihad islamico. E’ rimasto ucciso nel 2008 mentre supervisionava un laboratorio dove si costruivano missili da usare contro Israele. La Unrwa ha permesso ad Hamas di nascondere armi e uomini nelle sue ambulanze. Nidal Nazal, autista di ambulanze dell’Unrwa, fu arrestato nel 2002 dopo che il suo automezzo era stato usato per trasportare terroristi impegnati nella preparazione di attentati suicidi. Un altro dipendente della Unrwa era Said Sayyam, ministro dell’Interno di Hamas, ucciso dall’aviazione israeliana, imam nelle moschee più fondamentalistiche di Gaza e teorico dei rapimenti dei soldati israeliani. E’ stato lui a imporre alle donne palestinesi l’uso del velo islamico negli edifici governativi. Noto per la sua ferocia con i militanti palestinesi accusati di “collaborazionismo”, Sayyam era anche indicato dagli Stati Uniti come il responsabile dell’uccisione di funzionari americani nei Territori palestinesi. QUI

L’UNRWA quindi, è stato l’ente che, appositamente creato, ha continuato ad assegnare lo status di profugo “ereditario”, unico caso al mondo. Dalla cifra iniziale di profughi, stimata tra i 5000 e i 7500, sono attualmente calcolati intorno ai 5.000.000 e continueranno ad aumentare.

 

Infatti – a differenza dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees), l’organismo che si fa carico di tutti i profughi del mondo che non siano palestinesi – l’UNRWA garantisce i suoi servizi a tutti i discendenti dei profughi palestinesi della guerra del 1948 anche dopo più generazioni: un meccanismo attraverso il quale l’ammontare dei profughi palestinesi registrati non fa che aumentare ogni anno. QUI

Questa la definizione ufficiale UNRWA di “profugo palestinese” :

«Under UNRWA’s operational definition, Palestine refugees are people whose normal place of residence was Palestine between June 1946 and May 1948, who lost both their homes and means of livelihood as a result of the 1948 Arab-Israeli conflict. […] The descendants of the original Palestine refugees are also eligible for registration. When the agency started working in 1950, it was responding to the needs of about 750,000 Palestine refugees. Today, 5 million Palestine refugees are eligible for UNRWA services.»

I palestinesi sono stati usati come carne da macello dai loro vicini arabi e non se ne sono accorti o hanno fatto finta di non saperlo. Ed enti come l’UNRWA hanno creato su di loro la propria fortuna. Questa è la vera Nakba palestinese.

Ancora sull’UNRWA:

QUI e QUI

La Verità sui rifugiati palestinesi VIDEO

 

 

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7 commenti
  1. Sara permalink

    La Nabka non commemora il disastro della creazione dello Stato di Israele, ma il disastro della perdita della terra da parte dei Palestinesi, che hanno dovuto abbandonare la loro terra e riversarsi nei campi profughi in Siria, Giordania e Libano (da cui dopo decenni hanno ottenuto la cittadinanza, rimanendo però profughi palestinesi e quindi con tutti i diritti di essere protetti dall’UNRWA).

    Vorrei davvero vedere se tu saresti contento di subire un simile trattamento e di vivere negli “squallidi campi profughi” come li chiami tu.

    E comunque sono capaci tutti a riportare Haaretz come fonte “obiettiva” dei fatti: è un quotidiano israeliano, ovviamente ha la sua versione.

    è proprio a causa di gente come te che il mondo va a rotoli, è a causa di gente come te che scoppiano le guerre, esistono le tragedie e a sua volta è esistito l’olocausto. Ragioni come Hitler, è l’antisemitismo che vi abita a rendere il mondo un posto in cui non si può vivere in pace e in cui non si possono mettere al mondo più bambini.

    • La nakba commemora una bugia, quella che anche tu stai ripetendo: i palestinesi che fuggirono, spinti dai paesi arabi che stavano dichiarando guerra a Israele con l’intento di distruggerlo sul nascere, NON hanno mai posseduto le terre che lavoravano. In Libano, NON hanno otteuto la cittadinanza ma sono rimasti relegati nei campi profughi, come cittadini di serie D, come in tutti gli altri stati arabi che dopo averli spinti a fuggire con la speranza di tornare da padroni, a guerra persa li hanno completamente abbandonati. L’UNRWA è l’unico organismo al mondo che concede lo status di rifugiato per ereditarietà. Informati in quale altro paese succede nel mondo. In NESSUNO. E i motivi sono chiari e semplici: senza più profughi niente più UNRWA, con il suo carrozzone di milioni di dollari. “Squallidi campi profughi” non lo dico io, lo sono. Vorresti sapere come mi sentirei? Basta tu lo chieda a quei profughi ebrei, loro si’ padroni di cio’ che fu loro confiscato, che da un giorno all’altro furono (quelli che non furono ammazzati) scacciati da tutti i paesi arabi nei quali avevano vissuto per secoli e che avevano contribuito a far prosperare. Chiedilo a loro se hanno ereditato, i figli e i nipoti, lo status di profugo. Ha’aretz ha una versione araba, una in ivrit e una inglese. Non è una fonte sempre obiettiva perché è molto critico verso il governo e a volte questa sua criticità lo porta a esagerare i fatti o a dare versioni ambigue, per le quali di solito, poi rettifica. Se sei abituata a informarti su Infopal o Electronic Intifada di certo avrai notizie diverse. E’ proprio a causa di gente come te che il mondo va a rotoli: non sai nulla e ti ergi a giudice di che? La Shoah è esistita anche per questo: gente come te, ignorante, frustrata, aveva bisogno di un facile capro espiatorio e quando le fu dato, quando fu detto che la colpa dei mali del mondo erano gli ebrei ci credette con gioia. Tu fai lo stesso con Israele. Chiediti perché senti il bisogno, non di esprimere una tua idea, non ne hai, ma di riaffermare il tuo odio per Israele. Non di discutere fatti e date, ma di sgravarti la coscienza paragonando l’imparagonabile. Peggio per te, ognuno è responsabile delle sue scelte.

  2. Non c’é scritto che i figli dei profughi sono profughi: c’é scritto che possono registrarsi al’UNRWA e ottenere la sua assistenza.
    Sono due cose ben diverse!

    • In realtà da 700000 circa ora sono iscritti circa 5 milioni. Sicuro siano cose diverse?

      • Essere iscritti all’UNRWA non equivale ad essere profughi, ma solo a poter usufruire dei servizi d’assistenza offerti .
        In questo caso ai figli dei profughi.
        I profughi ormai sono poche migliaia.
        Io proverei a leggere meglio l’atto fondativo per risolvere il problema dei (finti) profughi.
        Davero non mi sembra scritto da nessuna parte che i figli dei profighi siano profughi e i 5000000 iscritti all’UNRWA lo siano.
        Vogliono solo far passare la cosa come vera e ci siamo cascati in pieno.

      • Chi “vuole far passare”?

        Dr. Esam Udwan, an expert on refugee affairs, was quoted as saying that “Abbas’s statements have caused damage to Palestinian rights.” Accusing Abbas of providing Israel with concessions in return for nothing, Udwan said, “These remarks reflect Abbas’s conviction that the issue of the refugees is ineffective and they have no right to return because this would mean drowning Israel. This is completely unacceptable. Who said that there are only five million refugees? The real number is eight million. Abbas mentioned the five million who are registered with UNRWA and benefit from its services. But there are millions of others who do not receive services from UNRWA and are not registered with it. This does not mean that they should be denied the right of return.” http://www.gatestoneinstitute.org/4184/palestinian-refugees-return

        Abbas states clearly: no Jewish communities will remain in the PA, and 5 million “refugees” worldwide, “from Canada to Japan” – including all of the descendants of Arabs who fled Israel in 1948 – will have the right to “return” to Israel.(Video) http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/178287#.VTSnqFSUdIc

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  1. Un Rapporto dopo l’altro…l’Onu va | Bugie dalle gambe lunghe

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