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“Scusi…Vorrei prenotare per il lager a cielo aperto..”

maggio 9, 2012

C’è poco da fare. Ce lo siamo sentiti ripetere in tutte le salse: Gaza è un lager a cielo aperto! E’ diventato uno slogan come un altro, un mantra  simile allo Stay human, o, nella sua accezione casareccia: Restiamo umani…  Finché lo sentiamo ripetere da ragazzetti che giocano al Che Guevara mentre aspettano la merenda poco male, so’ criature….ma quando sono personaggi politici, associazioni di fama mondiale impegnate nella difesa dei diritti umani, famosi nomi dello spettacolo, allora è diverso. Si rischia anche di crederci, almeno di farci un pensierino sopra….”Davanti al massacro di una disgraziata popolazione civile di un milione e mezzo di abitanti rinchiusa in un lager a cielo aperto…” M. Zucchetti, Peacereporter ; “Il cardinale Renato Martino ha rotto il silenzio della Chiesa, e parla di Gaza come di un lager a cielo aperto…” (questo si trova all’interno di un articolo che esalta Blondet e fornisce un quadro della storia di Israele a dir poco fantasioso) QUI In un forum Yahoo, Dale Cooper chiede: “C’è qualcuno che pensa Gaza come un lager a cielo aperto?”, risponde pronta Strega Persefones : “assolutamente si, ma non solo Gaza. Gli israeliani massacrano i palestinesi ovunque.” OVUNQUE! Gli israeliani sono abituati ormai a girare per il mondo a caccia di palestinesi ed ammazzarli OVUNQUE si trovino.

Si’ lo so, puo’ far sorridere, ma se si pensa a quanta popolarità hanno scempiaggini come questa, forse il sorriso muore sulle labbra. Artemide Scocciata (!) su un forum femminile scrive: “Loro stanno in un lager a cielo aperto, hanno figli e genitori sventrati, e a nessuno frega…Non hanno viveri, non hanno cibo, i check in sono impossibili da passare, se si fanno esplodere per tenere vivo il ricordo di come gli hanno strappato le terre cacciandoli e schiacciandoli come scarafaggi le televisioni allineate col sionismo internazionale dicono che ‘ i terroristi della Striscia hanno puntato un obiettivo israeliano.” La visione nell’immaginario è questa: rovine, macerie, fame, gente sventrata, affamata, schiacciata, che muore nell’indifferenza del mondo.

Il 1 ° ottobre 1993, la comunità internazionale dei donatori (paesi e istituzioni) si è riunita a Washington per mobilitare il sostegno al processo di pace, e si è impegnata a fornire circa 2,4 miliardi dollari ai palestinesi nel corso dei prossimi cinque anni. Tra il 1993 e il 1997 ha continuato ad aumentare regolarmente (il loro valore era salito a circa 3420 $ milioni a partire dalla fine di ottobre 1997). Dopo il 1997, c’è stata una crescita dell’occupazione e un incremento economico in  Cisgiordania e Gaza. Dopo la firma del Memorandum di Wye River, è stata convocata una nuova conferenza dei donatori , e oltre $ 2 miliardi sono stati stanziati.

Questi sono i fatti: secondo un rapporto della Banca Mondiale, dal 1994 al 1998, gli Stati Uniti sono stati i maggiori “donatori” per i palestinesi. Le cifre non sono diverse negli anni successivi, ma nel 1990, che si è concluso con l’Intifada, sono stati particolarmente importanti. Complessivamente, in materia di aiuti pro capite ai fini dello sviluppo del benessere, i palestinesi ricevono aiuti molto più consistenti di quelli, per esempio, destinati all’ Egitto.

Secondo il rapporto della Banca Mondiale, negli anni di cui sopra, Washington ha contribuito con circa $ 345 milioni, l’Unione europea, ha contribuito $ 298 milioni. Il Giappone è un altro paese in cima alla lista dei donatori, con un contributo di 306 milioni dollari negli stessi anni.

Il contributo americano è in realtà molto più importante: in quegli anni, proprio come durante tutti gli ultimi decenni, gli Stati Uniti sono stati il maggior contribuente all’ UNRWA delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi. L’ UNRWA ha avuto un budget annuale vicino ai $ 300 milioni in quel periodo. Di tale importo, $ 600 milioni sono stati inviati alla Cisgiordania e Gaza.

Anche calcolando su più anni, dal 1994 al 2004, gli Stati Uniti sono stati al primo posto, con $ 1,3 miliardi di aiuti. Dopo gli Stati Uniti arriva l’Unione europea, 1,11 miliardi, poi il Giappone, ¬ 0,5 3 miliardi di dollari. Tali importi non comprendono i contributi per l’UNRWA e il “Dawa” (Ente di carità) utilizzati in massima parte per finanziare il terrorismo. Dobbiamo ricordare che Hamas ha attivato un altro fondo separato di raccolta, in parte utilizzato, effettivamente, per infrastrutture pubbliche e welfare, istruzione, sanità e in parte servito a rafforzare il suo braccio militare e le attività terroristiche. Queste sono le cifre parziali, che non tengono conto degli “aiuti straordinari”.  E’ vero che una buona fetta di questi soldi sono spariti nelle tasche di corrotti e venditori di armi, in traffici di ogni genere, o sono andati a costituire il patrimonio dei leaders ANP e Hamas. Gli ultimi 147 milioni di dollari in “aiuti straordinari” sono stati chiesti alla Agency for International  Development americana, il 20 Marzo 2012

Queste citate sono cifre pubbliche, facilmente consultabili, eppure sembrano non essere affatto rilevanti nella narrazione del “popolo palestinese affamato”, ridotto ai minimi termini da “un’oppressione brutale”. Perché? Perché nessuno sembra mettere in relazione le cifre che le Amministrazioni palestinesi percepiscono da tutti i Paesi del mondo e quelle stanziate, ad esempio, per i Paesi africani? Quelli si’ davvero affamati!

Ma com’è Gaza in realtà? Come si vive a Gaza? Nel 2009, anno della guerra di Gaza, la popolazione attendeva la festa ‘Eid El Adha (la grande festa del Sacrificio) cosi’:

Né più né meno che qualsiasi altra città araba musulmana. QUI

I mercati pieni

Acquisti:

Aria di attesa festosa:

 

 

Ma… allora… il lager? La fame? Le macerie? I pianti? Ma insomma, com’è Gaza DAVVERO?

WELCOME TO GAZA!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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6 commenti
  1. KLI permalink

    Andiamo in vacanza a Gaza, quest’estate!

  2. Beh, però è vero che Gaza è come Auschwitz: Auschwitz era un’istituzione guidata da una cricca di criminali che avevano come unico obiettivo ammazzare più ebrei possibile, e Gaza è un’istituzione guidata da una cricca di criminali che hanno come unico obiettivo ammazzare più ebrei possibile. Dove sta la differenza?

    • Diciamo che dal punto di vista del confort sono messi un po’ meglio…

      • La cricca criminale stava benissimo anche ad Auschwitz, mentre gli ebrei di Sderot, anche se ovviamente non c’è paragone, però non è che vivano proprio in un paradiso.

      • No certo, non vivono in paradiso ma dubito esista anche un solo ebreo che, pur sotto attacco continuo, si descriva “in un lager”… Fare ricorso a questo immaginario è colpevole quasi quanto tirare dei qassam, perché alimenta l’odio e l’odio alle volte, anche se provato da chi nulla ha a che fare direttamente con la vicenda israelo-palestinese, puo’ uccidere, come abbiamo purtroppo dovuto constatare con il massacro di Toulouse.

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