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Insegnavano ai loro figli i buoni valori… ed a mantenere i segreti…

maggio 7, 2012

 

Il 10 Luglio 2011, un articolo del Dr. Khaled Al-Khaldi, capo del Centro per la Storiografia e la Documentazione Palestinese, è apparso sul sito web del giornale Falastin, con sede a Gaza, con il titolo di “Come hanno fatto le Sahabiyat (le donne che vivevano al tempo del profeta Muhammad)  ad allevare il loro figli?”

Nell’articolo, Al-Halidi ha lodato le sahabiyat per avere allevato i loro figli alla pratica del jihad, cosa che, afferma, ha condotto i mussulmani “fuori dalle tenebre e verso la luce.” Ha descritto i modi con i quali queste donne hanno educato i loro figli a diventare mujaheddin, basando tutto su degli hadith; prepararsi a dare la nascita ad un mujaheddin ancora prima di essere incinte; stare attente a quello che mangiavano durante la gravidanza; allattando al seno i loro bambini abbastanza a lungo per rafforzarli e potere portare il fardello del jihad; insegnare ai loro figli la vita e le imprese di guerra di Maometto in modo che potessero seguire il suo esempio di jihad; insegnargli ad osservare i comandamenti ed i riti dell’Islam sin dalla prima infanzia; insegnargli a mantenere i segreti ed allevarli per vivere una vita spartana scevra dai piaceri e dalla lussuria, come ci si deve attendere da parte dei mujaheddin.

Qui di seguito presentiamo alcuni passi dell’articolo:

“Le donne che vivevano ai tempi del Profeta allevavano i loro figli con un’educazione basata sulla religione e sul jihad, allevando una generazione che ha sconfitto due imperi – quello persiano e quello bizantino – e che ha condotto [i mussulmani] fuori dalle tenebre e verso la luce. L’educazione che davano ai loro figli iniziava ancora prima della concezione, prima della gravidanza, ed erano decise a mettere al mondo dei mujaheddin nel nome di Allah.

“Facevano attenzione che fossero allattati al seno per un periodo abbastanza lungo di tempo, ed a non rimanere incinte mentre stavano allattando, fino a che i loro figli avessero ricevuto la giusta quantità [di latte materno], in modo che i loro corpi si fortificassero e fossero capaci di sopportare le fatiche del jihad. Facevano questo seguendo le parole del Profeta [secondo un hadith]: ‘Non uccidete i vostri figli, per Allah, dal momento che il latte di una madre incinta afferra il cavaliere [cioè il mujahid] mentre cavalca e lo uccide.’

“Al fine di produrre dei ragazzi saggi e forti, queste donne facevano attenzione a ciò che mangiavano durante la gravidanza, in ottemperanza ai consigli del Profeta che [secondo un hadith] aveva detto: ‘Date del latte alle donne incinte, in modo che, se la donna ha un ragazzo nel ventre, lei lo crescerà nei sani principi.” Incoraggiavano [i loro figli] a studiare il Corano nella convinzione della grande influenza [che questa ha] nel produrre dei mussulmani virili. Questo è quello che [secondo un hadith aveva fatto] Um Al-Fadl bint Al-Harith quando ha sentito che suo figlio leggeva le parole ‘Giuro sui i venti emissari, inviati uno dopo l’altro’ [Corano 77:1]. Per incoraggiarlo, lei gli disse: ‘Oh figlio mio, quando tu leggi questa sura mi ricordi che l’ultima volta che ho sentito il Profeta leggere [il Corano], leggeva la stessa sura durante la preghiera della sera.’

“Queste donne insegnavano ai loro figli le storie sulla vita e le imprese di guerra di Maometto in modo che lo potessero seguire sulla strada del jihad. Perciò [secondo un hadith], Um Harija bin Zayid aveva detto: ‘Al tempo della battaglia di Al-Khandaq, avevo due anni e, quando sono cresciuta, mia madre mi raccontava la storia di Al-Khandaq. Quando andava a visitare sua zia, Nasiba bint Ka’ab, le diceva: “Zia, raccontami,” e [sua zia], Um ‘Umara, le diceva che durante la battaglia di Uhud lei era a fianco del Profeta per portare acqua ai mujaheddin, proteggere il Profeta e lanciare frecce.’ [Queste donne] hanno abituato i propri figli, fin dall’infanzia, ad adorare Allah in modo che non considerassero difficile questo quando fossero cresciuti… Facevano digiunare i loro figli e li portavano in moschea e quando uno piangeva chiedendo da mangiare, gli davano un giocattolo fatto di lana che avevano preparato in anticipo [per distrarlo dalla fame].

“Insegnavano ai loro figli i buoni valori… ed a mantenere i segreti… li spingevano a giurare fedeltà al Profeta… in modo che potessero diventare dei mujaheddin nel nome di Allah quando avessero raggiunto la maturità… Per fare sì che i loro figli diventassero dei mujaheddin più forti degli infedeli, li allevano ad una vita dura, lontano dai piaceri e dalla lussuria, in ottemperanza al consiglio del Profeta che [secondo un hadith] aveva detto: ‘Diffidate dell’edonismo, poiché i servi di Allah non sono annoverati fra gli edonisti…’

“Gli insegnavano anche a rimanere attaccati alla verità quando gli infedeli facevano loro del male come [viene detto in un hadith che racconta] che dopo che ‘Abdallah, conosciuto con il soprannome di “Quello delle due vesti”, si era convertito all’Islam, e che per questo gli era stata strappata la veste, era andato da sua madre che aveva preso uno dei propri vestiti e lo aveva tagliato in due pezzi, con uno dei quali gli aveva coperto i fianchi e con l’altro il corpo. Ed è stato di quest’uomo che il Profeta ha detto: ‘Era abituato a pregare e supplicare [Dio] dal momento che era abituato menzionare il nome di Allah quando leggeva il Corano e durante la preghiera. E quando fu ucciso nella battagli di Tabouk, fu sepolto dallo stesso Profeta. Dopo [il Profeta] rivolto verso la Ka’ba, ha sollevato le mani ed ha detto: ‘Oh Allah, io ero soddisfatto di lui, [adesso] per favore soddisfalo tu.’

“Oh, quanta gente avrebbe bisogno di avere delle madri che seguissero le orme di queste donne e che allevassero una generazione che libererà le terre ed i luoghi sacri [mussulmani].”

http://www2.memri.org/bin/italian/articles.cgi?Page=countries&Area=palestinian&ID=SP404611

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