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Gideon Levy, gli antisionisti ti ringraziano!

ottobre 31, 2012

Periodicamente tornano di attualità vecchi articoli e temi cari alla propaganda anti israeliana. Manco a farlo apposta, uno di questi evergreen della menzogna, uno dei più praticati, è il tentativo disperato di paragonare l’apartheid Sud africano allo Stato di Israele. Ogni tipo di accusa ha i suoi “specialisti” del settore: in questo caso, è Gideon Levy che, su Haaretz, ha tentato il colpo con un articolo che avrebbe dovuto “illustrare” il razzismo della maggior parte degli israeliani nei confronti dei palestinesi. Levy per avvalorare le sue tesi si è servito di un sondaggio:

 

 

 

 

Che cosa dimostrerebbe questo sondaggio? Intanto, messi davanti ad una situazione ipotetica la maggior parte degli israeliani sembrerebbe non favorevole all’annessione degli insediamenti della Cisgiordania, tanto meno dell’annessione della Cisgiordania nella sua interezza. Che annettendo la Cisgiordania, il diritto di voto ai Palestinesi residenti sarebbe un pericolo per lo Stato ebraico è ovvio; allo stesso modo negare loro il diritto in caso di annessione sarebbe da considerarsi discriminazione. Per questo la maggioranza degli israeliani non appoggia una tale, eventuale, soluzione di annessione. Che cosa getta poi Levy a casaccio sul piatto? Una travolgente maggioranza del 74% di israeliani sarebbe a favore di strade separate per israeliani e palestinesi in Cisgiordania. Un quarto – il 24% – penserebbe che strade separate sarebbero “una buona soluzione” e il 50 per cento la considererebbe  “una soluzione necessaria.” Che felicità per Levy! Con questo si’ che puo’ dimostrare il razzismo degli israeliani! Cio’ che Levy non riesce a chiarire è che questa forma di separazione non sarebbe mai motivata da distinzioni razziali, ma unicamente dalla cittadinanza. Gli arabi israeliani hanno lo stesso diritto degli ebrei israeliani di viaggiare su tutte le strade che desiderano. Qualsiasi separazione del sistema stradale nella West Bank (e ci sono un sacco di strade condivise) è dovuta unicamente alla sicurezza e non ha nulla a che fare con pretese di apartheid.

 

 

Levy sceglie di evidenziare i pareri della minoranza quando gli fa comodo. Per esempio:

Il 42 per cento non vuole vivere nello stesso edificio con arabi e il 42 per cento non vuole che i loro figli frequentino la stessa classe di bambini arabi. Un terzo della popolazione ebraica vuole una legge che blocchi il voto alla Knesset agli arabi israeliani.  Ma come mai la versione online in ivrit non corrisponde a quella in inglese? Una grande percentuale di ebrei israeliani (49%) non trova nulla da opporre ad avere bambini arabi nella stessa classe dei loro figli e il 53% non ha problemi ad avere un vicino di casa arabo.

E la grande maggioranza (59%) di ebrei israeliani non supporta il divieto di voto per la elezione della Knesset rivolto (ipoteticamente) ad arabi israeliani . Prendere un campione di 503 cittadini su 6 milioni e pretendere di non trovare tra questi nessuno che rispecchi i pregiudizi presenti in qualsiasi paese del mondo è assurdo. E infatti le ritrattazioni…

 

 

 

Levy afferma che il sondaggio è stato commissionato dal New Israel Fund di Yisraela Goldblum. Forse un indizio di quanto sia politicizzato e di parte questo sondaggio è che lo stesso New Israel Fund se ne è dissociato.  NIF ha rilasciato un chiarimento (in ebraico), nel quale ha specificato di non essere in alcun modo collegato a questa indagine.

Anche Ha’aretz ha riconosciuto che Levy ha travisato i fatti, aggiungendo quanto segue all’ articolo on line, pubblicato in inglese, precisazione che appare anche nella versione ebraica del giornale:

PRECISAZIONE: Il titolo originale di questo pezzo, ‘La maggior parte degli israeliani sostiene un regime di apartheid in Israele,’ non riflettere accuratamente i risultati del sondaggio. La domanda alla quale la maggior parte degli intervistati ha risposto in senso negativo non riguardava la situazione attuale, ma un ipotetico futuro: ‘Se Israele annettesse i territori in Giudea e Samaria, ai 2.500.000 di palestinesi dovrebbe essere riconosciuto il diritto di voto per la elezione della Knesset ? ‘

Il titolo ingannevole è stato cambiato in “Sondaggio: La maggior parte degli ebrei israeliani non darebbe il voto ai palestinesi della West Bank  se questa fosse annessa”.

Forse per attutire il colpo, Ha’aretz ha pubblicato un articolo di Yehuda Ben Meir, che giunge a conclusioni molto diverse da quelle di Levy, affermando che l’articolo di Levy “fa un torto allo Stato di Israele, al popolo ebraico e alla verità.” E Gideon Levy che dice?

 

 

“Questo articolo ha lo scopo di correggere alcuni errori. Non sarebbe dovuto accadere, dobbiamo riconoscerlo, scusarci e correggerli. Non sono stati fatti intenzionalmente, ma come risultato di negligenza,  a causa della mancanza di tempo. Ora è il momento di fare le cose per bene”.

Invece di fare le cose bene, però, Levy afferma che gli errori erano trascurabili e continua ad attaccare:

Nella mia analisi del sondaggio … c’era una sola frase che non rappresentava in maniera accurata i risultati e contraddiceva quello che avevo scritto in un mio pezzo, poco tempo prima. La solita routine  demolitrice è partita. Lo specchio riflette un’immagine sgradevole? Distruggiamolo. Il messaggero inciampa? Calunniamolo, e al diavolo tutto il resto descritto nel suo articolo, errore a parte. E’ ciò che i propagandisti fanno sempre. Uno particolarmente patetico ha costruito un’intera carriera sul frugare ridicolmente tra errori trascurabili. Invece della rabbia diretta verso i risultati del sondaggio – quello che dovrebbe aver causato scandalo – molti lettori e commentatori si sono concentrati sugli sfortunati errori che sono state fatti. Essi [la destra] sono interessati esclusivamente ad uno sfortunato errore che non cambia nulla.

Insomma, frettolosamente Levy afferma che ci sono stati un paio di “errori” e sostiene che una sola frase non è corretta. Quale è? E chi è il propagandista e chi il calunniato? La sola calunnia l’ha commessa Levy contro lo Stato di Israele. Nella maggior parte delle organizzazioni e delle imprese, un grave errore che causa danno puo’ essere motivo della stroncatura di una carriera. Ma non a Ha’aretz. Che importa se questa storia è stata riportata in tutto il mondo, causando ingenti danni alla già fragile immagine di Israele? Gli antisionisti ringraziano.

 

Articolo originale qui

 

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From → Israele, media

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