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Ma questo matrimonio s’ha da fare?

maggio 23, 2012

Elliott Abrams

Domenica scorsa al Cairo, Hamas e Fatah hanno firmato un accordo per un governo di unità nazionale, concordato, nelle sue linee di principio, mesi fa a Doha. Si incontreranno ancora il 27 maggio e si sono dati dieci giorni di tempo per negoziare una nuova coalizione, in vista delle elezioni.

 

 

Questo annuncio è interessante e potenzialmente significativo, ma non in modo ovvio.  In primo luogo, è stato mediato dal Servizio generale dell’ intelligence egiziana. Si tratta di una prova significativa del perdurare di tale organizzazione e la sua influenza sui partiti palestinesi. In secondo luogo, mostra la determinazione costante  di Fatah e dei leaders di Hamas per eliminare dal gioco il primo ministro Salam Fayyad. In realtà questo è il solo ed unico obiettivo su cui sono d’accordo.

 

 

Hamas non vuole un governo efficace PA perché vogliono governare  loro stessi; Fatah vuole Fayyad fuori, in modo che i pezzi grossi  di Fatah  possano  assicurarsi dei buoni posti dirigenziali e che la lotta di Fayyad alla corruzione cessi.  L’obiettivo di questo nuovo impegno sono, presumibilmente, le elezioni, attese da lungo tempo. Ma né Fatah né Hamas vogliono le elezioni più di quanto vogliano una reale unità nazionale. Cercano solo di  apparire sostenitori di tale obiettivo, popolare tra i palestinesi, e vogliono Fayyad fuori. Logicamente, poi,  potranno anche annunciare un accordo,  sebbene potrebbe loro costare caro: molti donatori, occidentali e arabi, potrebbero ritirare i loro fondi , una volta che Fayyad fosse andato. Quello che è certo è che né Hamas né i leader di Fatah hanno alcun interesse ad elezioni parlamentari o presidenziali, in questo momento.

C’è una buona probabilità che il 27 maggio i colloqui non sfoceranno in un accordo, dato l’odio che separa Hamas e Fatah, oppure l’accordo ci sarà e Fayyad sarà destituito. Se quest’ultimo caso si verificasse, l”accordo di unità” si romperebbe dopo pochi mesi e prima dello svolgimento delle elezioni . In questo modo potrebbero tenere in sospeso i palestinesi per il 2012, che è l’obiettivo più importante della leadership al momento. I benefici di tutte queste manovre  sono, ovviamente, inesistenti per il popolo palestinese .

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