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CBS 60 minutes: un attacco “poco santo” a Israele

aprile 29, 2012

Lo status dei cristiani in Israele, Cisgiordania e Gaza è stato descritto dai media in numerose occasioni. La 22a edizione di aprile del programma della CBS, “60 Minutes“, ne ha dato un quadro squilibrato, incolpando Israele di quasi tutte le difficoltà incontrate dai cristiani palestinesi.

Dopo aver visto il segmento, si è lasciati con l’impressione che i cristiani siano deliberatamente presi di mira dalle ostili politiche israeliane. Indubbiamente, i cristiani palestinesi subiscono le misure di sicurezza israeliane, come la barriera di sicurezza della West Bank, della quale Bob Simon parla come di un “muro”, nonostante la maggior parte della struttura sia composta da rete metallica.

Secondo Simon:
“I Cristiani palestinesi, una volta minoranza potente, stanno diventando persone invisibili, schiacciati tra una crescente maggioranza musulmana e fiorenti insediamenti israeliani”.

Sono gli insediamenti israeliani i responsabili della difficile situazione dei cristiani palestinesi? O è a causa di problemi che Bob Simon non riesce ad indagare a fondo?

Simon si riferisce agli insediamenti per spiegare la difficile situazione dei cristiani palestinesi. Ma la sua analisi è ingenua e dimostra una conoscenza limitata e scarsa attenzione alle problematiche che sta presentando.

Reporters con più esperienza, riferiscono del tentativo, nella regione, di  sopprimere le voci critiche alla maggioranza musulmana, nelle città palestinesi.

L’Associated Press riporta:
“Il numero dei cristiani in Cisgiordania è in declino. Mentre alcuni partono per motivi economici, in molti parlano di persecuzione da parte della maggioranza musulmana, ma sempre in forma anonima, temendo ritorsioni”.

Justus Reid Weiner ha studiato ampiamente la situazione dei cristiani nei territori palestinesi . Secondo Weiner, i cristiani arabi raramente parlano della loro situazione in pubblico:

“I crimini nei confronti dei diritti umani contro gli arabi cristiani nei territori contesi sono commessi da musulmani. Tuttavia, molti leader cristiani palestinesi accusano Israele, piuttosto che i veri responsabili. Questa tattica è stata adottata da una serie di leader cristiani nel mondo occidentale. Altri che sono a conoscenza della situazione scelgono di rimanere in silenzio”.

Ha’aretz ha monitorato la reazione israeliana alla trasmissione, anche prima che fosse messa in onda:

“Abbiamo condotto un esame approfondito e abbiamo scoperto che a nessuna fonte ufficiale israeliana è stato chiesto di commentare le affermazioni contenute nella relazione,” ha detto un diplomatico israeliano.

L’ambasciata di Israele a Washington ha incontrato i responsabili di “60 Minutes” più volte, scoprendo che il rapporto era quasi pronto per la trasmissione. In uno degli incontri con i reporters che hanno curato l’inchiesta, un diplomatico israeliano ha presentato una pubblicazione di Newsweek che, nella storia di copertina, indagava sulla persecuzione delle comunità cristiane negli stati arabi.

“I giornalisti di “60 Minutes” hanno risposto che cio’ non era oggetto del loro articolo, quindi non pertinente,” ha precisato il diplomatico.

Come puo’ la persecuzione musulmana dei cristiani non essere rilevante per l’argomento? E come potrebbe un media apparentemente credibile non considerare  la necessità di interpellare funzionari israeliani in merito?

I sostegni legittimi e concreti o il dialogo in difesa della posizione di Israele sono troppo spesso rozzamente dipinti come illegittime pressioni esercitate da un onnipotente Israele o dalla lobby ebraica. Forse è per questo che Bob Simon ha ritenuto inopportuno l’intervento dell’ambasciatore israeliano Michael Oren alla CBS, in merito all’inchiesta.

Perché Simon è stato disposto a lasciar passare le dichiarazioni palestinesi incontrastate o lette cosi’ com’erano, mentre l’ambasciatore Oren era messo sulla graticola, anche in merito alle motivazioni che l’avevano spinto a rivolgersi alla CBS prima che il servizio andasse in onda?

Il documento di Kairos

Presentato in “60 minutes”, come un documento basato sulla speranza, l’amore e la non-violenza, il Documento Kairos, approvato da un certo numero di leader religiosi palestinesi, è tutt’altro. Secondo l’ADL:

“Kairos è un ottimo esempio del tentativo di negare la legittimità di Israele come Stato ebraico. Vi si chiama il terrorismo “forma di resistenza legale”, vi si approva il boicottaggio e il disinvestimento contro Israele, e vi si nega qualsiasi collegamento tra alleanze bibliche e il popolo ebraico”.

Mentre “60 minutes” potrebbe aver tentato di presentare come compatto il consenso dell’opinione cristiana contro Israele, la realtà è ben diversa. Milioni di altri cristiani sono pienamente consapevoli dei pericoli reali ai quali i loro correligionari, in tutto il Medio Oriente, sono sottoposti,  vittime di violenza reale e persecuzione da parte dei vicini musulmani di Israele. Cristiani Uniti per Israele afferma i seguenti fatti in una lettera aperta alla CBS:

“Fin dalla sua nascita nel 1948, la popolazione cristiana di Israele è cresciuta fortemente. In Cisgiordania, la popolazione cristiana non si è ridotta in termini assoluti dal 1967. Al contrario, l’Autorità palestinese ha recentemente riferito che la popolazione cristiana è in crescita. L’unico modo in cui la popolazione cristiana si puo’ considerare ridotta è mettendola a confronto in percentuale con la popolazione complessiva. Questo cambiamento è dovuto prevalentemente al fatto che la popolazione musulmana della regione sta crescendo rapidamente.

I cristiani del Medio Oriente fanno fronte a minacce senza precedenti. Mentre i terroristi islamici hanno intensificato i loro attacchi contro i cristiani, stiamo assistendo al crollo delle antiche comunità cristiane in Iraq, Egitto e Siria. Eppure si è scelto di ignorare queste minacce e concentrarsi invece sulle misure di sicurezza che Israele ha adottate per proteggere i suoi cittadini – ebrei, cristiani e musulmani – dal terrorismo islamico stesso”.

http://honestreporting.com/cbs-60-minutes-an-unholy-attack-on-israel/2/

Per saperne di più sul The Kairos Palestine Document

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From → media, terrasanta

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